|
|
|
|
I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
   NEWSLETTER
   RECENSIONI
   SPECIALI
   INTERVENTI
   TESTI
   SEGNALAZIONI
   INTERVISTE
   ULTRALETTERATURA
   L'ARCHIVIO
Terzo grado all'emulazione fallita dell'intellettuale italiano

roswellautopsia.jpgIl saggio di Lavagetto (di cui, qui) ha un grande merito: sgombera definitivamente il campo dalle assurde imbecillaggini che, da un paio di anni, vanno strepitando personaggi. I quali, d'ora in poi, verranno nominati su questo e-zine solo allorquando scriveranno o diranno cose di cui vale la pena di parlare. E' impressionante osservare le scempiaggini propalate come vaticini da gente a cui io, Giuseppe Genna, nel pieno delle mie facoltà mentali ma non fisiche, non concedo personalmente d'ora in poi la patente di intellettuali. E' uno sconforto che mi ha preso per un paio di mesi e nei confronti del quale ho elaborato questa terapia: rimozione. Discutere a Fahrenheit con due esponenti della cosiddetta "Cultura", che non hanno la benché minima idea degli abissi spalancati da Guido Ceronetti, del quale sono chiamati a parlare; osservare l'immeritato grado di attenzione che in Rete si concede a fatti e comparse fumettistiche risibili e grotteschi; verificare, da centrale del gossip editoriale quale sono mio malgrado diventato, affermazioni deliranti da parte di editor, consulenti, agenti e quant'altro; leggere paginate intere dedicate a palesi cazzate su quotidiani nazionali; ascoltare interviste di personaggi ormai alla deriva nel gran mare della saccenza - tutto ciò è un'occupazione che impegna energie psichiche in maniera inutile. Come già avevo fatto qui, mi rivolgo dunque, per l'ultima volta, a un emblema generale del mondo della "Cultura": una sommatoria antropoide di caratteristiche per me disgustose, che a mio giudizio non ha ospitalità in alcun pantheon né dignità di essere ascoltato nel momento in cui parla, a chissà che titolo, di cultura.
Ecco l'ennoio in forma di terzo grado a questo inutile idiota.

- Perché?
- Perché ritieni di fare coincidere la tua attività professionale con la tua identità?
- Perché la tua attività professionale non la svolgi bene, come fanno tutti gli artigiani?
- Perché disprezzi, irridi, mandi affanculo - con perifrasi per nulla ardite e piene di risentimento - il popolo, che tacci di essere una massa cretina di bovinidi allevati in stalle industriali?
- Perché sei l'uomo, o la donna, del risentimento?
- Perché non hai alcuna sapienza linguistica e svolgi una professione che ha nella lingua uno dei suoi strumenti fondamentali?
- Perché ritieni di disporre di capacità linguistiche quando non le hai?
- Perché ti gonfi come un pallone esaltando tu da te stesso/a la falotica parvenza di lingua che comprimi in prodottini editoriali, nei quali peraltro attacchi i prodottini editoriali?
- Perché autoinveri le tue stesse facilissime e inutili profezie da Tiresia o Cassandra dei poveri?
- Perché, avendo tantissimo tempo a disposizione, non studi per davvero?
- Perché non capisci che l'1 o il 2 percento di quello che stanno realmente dicendo o scrivendo quelli che supponi essere tuoi colleghi?
- Perché hai trasformato l'interlocuzione e il confronto in un esercizio così penoso anziché in un atletismo pensoso? Perché l'agonia al posto dell'agonismo? Perché non più il campo di confronto, sostituito con una genericità sconfortante?
- Perché, se pensi, ti dimentichi dell'empatia e, quindi, della pietà?
- Perché sei così pretesco o pretesca, ma fai professione di assoluta laicità?
- Perché le parole per te davvero sono evaporate nel già semplicissimo piano del significato?
- Perché non capisci che la lingua è flusso e ritmo e incanto e mitopoiesi?
- Perché te ne strafotti delle storie e, quindi, non ti poni minimamente il problema di cosa ci sia sotto le storie?
- Perché il tuo orizzonte culturale è così limitato?
- Perché non esplori o percorri con entusiasmo territori immensi che non sono identificati con l'àmbito del tuo già minimo specialismo letterario? E che possono essere psicologia o psichiatria, matematica, fisica meccanica o quantistica, medicina, astronomia, filosofia, religione, antropologia, storia, geologia, archeologia, architettura, politica e geopolitica, cronaca, televisione, musica, cinematografia, zoologia, climatologia, marketing, magia ed esoterismo, fumettistica, scienza aruspicina, giurisprudenza, teatro, geografia, mnemotecnica, fino all'essere su un prato a guardare le nuvole?
- Perché non provi né esprimi entusiasmo?
- Perché non ti interroghi sull'etimologia di "entusiasmo"?
- Perché hai paura della follia e della mania?
- Perché non sai nulla di ritmi o di metrica e, quand'anche ne sai, non capisci la differenza tra sapere e sentire e praticare?
- Perché non cogli il benché minimo sottolivello o anche uno solo dei rimandi di chi scrive davvero?
- Perché ti scagli contro l'ispirazionismo, quando sei l'incarnazione stessa di un ispirazionismo deteriore e uterino, viscerale ed espresso senza il minimo stile?
- Perché non sai nulla, ma davvero nulla, della nuova scena poetica francese, americana, canadese? Non sai nulla di nulla della cultura e della letteratura orientali ed estremorientali? Non hai la più pallida idea di cosa sentano esprimano elaborino in un continente così centrale come l'Africa? Non conosci i nuovi tedeschi, non conosci dei sudamericani se non quanto esce da Guanda o Feltrinelli, non sai nulla degli inglesi se non quando escono su Granta (che non leggi) e vengono tradotti in Italia? Non ti occupi delle grandi saghe che sono state lanciate nell'immaginario ovunque e in ogni tempo? Perché non ti piace occuparti, anche solo per cinque minuti, di cose del genere? Perché non capisci che non è affatto necessario occuparsi di e ragionare su queste cose, ma è proprio bello?
- Perché, se non sai, non lo ammetti e non chiedi ai tuoi amici di parlarti di queste cose belle che non sai?
- Perché non solo non ti fidi, ma addirittura diffidi?
- Perché sostituisci alla possibilità di una comunità aperta l'idea pregiudiziale di una cricca chiusa, apribile soltanto a chi bussa pensandola esattamente come te?
- Perché brighi, disfi e ti agiti per andare a sostituire il precedente fintointellettuale scaduto nelle trasmissioni televisive più trash e indegne?
- Perché non hai nulla di morale ma sei moralista?
- Perché sentenzi senza avere le competenze?
- Perché interpreti la Rete come sostituto della realtà?
- Perché nel pettegolezzo, che è un'attività anzitutto ludica e dopotutto connaturata all'umano, esprimi non il giocoso, il surreale, il patafisico, ma una radice di cattiveria verace, piccina, mostruosamente meschina, macchinica?
- Perché il tuo veleno non è mai un farmaco? Perché, se cogli che la domanda sottintende Platone rimesso in abisso da Derrida, sei vittima di una felicità orgogliosa?
- Perché, se riconosci, ti identifichi?
- Perché pensi che la preghiera non sia una forma aperta, ma un rito svuotato da oratorio?
- Perché ti avvicini ai tempi passati e a quelli futuri proiettandoci sopra immancabilmente quello che tu pensi essere il tuo tempo?
- Perché non comprendi che il tuo tempo è qualcosa di più largo e per chiunque incomprensibile rispetto alla tua ideuzza occidentale di tempo presente (per non dire di tempo tout court)? Perché non capisci che in questo momento un drappello di Boscimani del Botswana sta vivendo nella savana un tempo che ha il medesimo statuto di presente rispetto alla cazzata omologata che hai ossessivamente in mente?
- Perché tiri in ballo i Padri a proposito di stronzate di cui senti di essere autore (o autrice), oppure eminenza grigia?
- Perché citi soltanto cose scritte dal 1930 al 1950, e poi, con un balzo privo di ogni ragione, salti direttamente alle cose che si scrivono oggi?
- Perché sproloqui di "senso e verità" a proposito di due robine che hai messo su pagina e che ti sembrano un capolavoro, gloriandoti che per tale lo riconoscano i tuoi simili, una tribù che ha un ventimiliardesimo della dignità umana di cui sono portatori i Boscimani?
- Perché il tuo spettro luminoso è così limitato e nemmeno arriva all'infrarosso e all'ultravioletto?
- Perché sei tanto vittima della sete di potere e dici che gli altri sono assetati di potere?
- Perché mai e poi mai ti interroghi, nel silenzio della tua interiorità, su Dio?
- Perché la morte è per te una simile banalità?
- Perché riduci tutto a te? Perché riduci tutto?
- Perché questa paura senza mai chiedersi perché la paura?
- Perché mai e poi mai la percezione di quanto la paura sia splendida? Perché per te nulla è splendido, e figuriamoci se arrivi a percepire che tutto è splendido?
- Perché allestisci macchinette interpretative denunciando macchinette interpretative?
- Perché non parli? Perché non parli mai e vuoi invece che tutti ti ascoltino? Perché straparli anziché parlare? Perché, perfino quando straparli, non senti quanto è umano e bello straparlare?
- Perchè il gioco per te non è gioco ma sempre di più del gioco?
- Perché ogni eventualità, ogni idea, ogni insorgenza, ogni gesto, ogni manifestazione sono condannati in te a essere realmente dei feticci?
- Perché non fai mai un discorso serio? Perché ritieni che la serietà non deve fare ridere? Oppure perché feticizzi, con una protervia che si autogloria, la possibilità che si può essere seri facendo ridere?
- Perché usi l'ironia e mai l'umorismo? Perché non ti riesce di cogliere l'abisso che passa tra ironia e umorismo?
- Perché fai ridere sempre senza accorgerti che fai ridere?
- Perché l'entusiasmo per l'uovo di Colombo, che almeno fu un'intuizione di Colombo e non tua?
- Perché la tua profondità è così superficiale?
- Perché non si ravvisa mai nelle tue parole e nei tuoi gesti lo spreco di te? Perché, paradossalmente, la tua poetica e la tua ideologia enunciano lo spreco di sé (ma più che altro di te) come perno irrinunciabile?
- Perché mistifichi? Perché mistifichi senza immaginare neanche lontanamente che stai mistificando?
- Perché odii una persona e però poi, per ragioni assai meschine di potere massmediatico, chiedi a questa persona di organizzare eventi insieme?
- Perché tiri in ballo il tragico senza avere mai meditato sul tragico?
- Perché, se proprio ti interessa il tragico, pur avendo letto da Aristotele a Hölderlin a Curtius a Szondi, non ne hai tratto nutrimento ma solo una parvenza di riferimenti nominali?
- Perché è tutto un dramma che non lo è mai e mai un dramma che lo è?
- Perché, avendo tu il mal di testa, tutto il mondo ha il mal di testa e che bello sarebbe essere nati con l'Aulin direttamente nel sangue?
- Perché la tua vita fa così schifo? Oh, ma uno schifo, ti giuro, uno schifo...
- Perché ti perdi in labirinti inesistenti, il che non sarebbe un male se solo tu comprendessi quanto è bello ogni inesistente labirinto?
- Perché la maieutica non rientra nelle possibilità?
- Perché quel gran poeta ancora vivente scrive "Chi mi parla mi uccide"?
- Perché non hai pietà di me?
- Perché non hai pietà?
- Perché non capisci che oggettivamente? Perché non comprendi che soggettivamente? Perché non intendi che e oggettivamente e soggettivamente? Perché non senti che o oggettivamente o soggettivamente? Perché non approdi mai a oltre oggettivamente e/o soggettivamente?
- Perché non ti chiedi cosa sei qui a fare?
- Perché per te Shakespeare non è mai Shakespeare?
- Perché spacci?
- Perché spacci non mai la bestia trionfante?
- Perché no?
- Perché mai sì?
- Perché mai boh?
- Perché perché?
- Perchè ti èsti e cosa dopo ti èsti?

Per rispondere a tutte queste domande, hai molto tempo.
Nel frattempo, ciao.
E' con immensa pietà e sconfinato amore per te, che ti mando ora e per sempre affanculo.




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Mercoledì 14 Settembre 2005

stacco.gif
blogsnation.gif Questo sito, privo di qualunque finalità di lucro, è ospitato gratuitamente sui server di BLOGSNATION, grazie all'opera di pietà tecnica e di umana comprensione di Gianluca Neri. I contenuti della e-zine I Miserabili non sono soggetti a copyright. I Miserabili non è una testata registrata. Per proposte, richieste ed eventuali lamentele, contattare il responsabile di questo sito, Giuseppe Genna. Non si accettano invii di manoscritti (anche in forma digitale) e nemmeno proposte di recensione.
RSS 1.0RSS 2.0Listed on BlogSharesThis blog is listed in BlogBarThis blog is listed in BlogNewsGNU FDL LincensePowered by Movable Type 2.64