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Io l'avevo detto. Cioè: scritto
[E' di moda la vendita del comparto di telefonia mobile Telecom. Il premier Prodi considera strategica l'azienda, non vuole che finisca in mani straniere. L'UE boccia la carta della golden share che il ministro italiano dell'economia vorrebbe esercitare. Fin qui la cronaca. Sotto qui, un brano da L'anno luce, uscito due anni fa. gg]
Domani è un giorno importante. Domani il Mente, con la prima linea manageriale capitanata dal Profeta, affronta lo staff degli inglesi che vogliono lanciare l’offerta pubblica d’acquisto su Telekom. Sarà una partita a scacchi, giocata dietro le quinte, pezzi mossi con cautela e silenziosa violenta, lavoro di intelligence. Hanno incaricato Kroll, la multinazionale dell’investigazione aziendale, per capire quali sono i punti deboli degli inglesi, i loro buchi neri, i trucchi, le scatole finanziarie, le debolezze personali di ognuno di loro, le eventuali commodities del ricatto.
Sarà una partita giocata dietro le quinte, e dietro le quinte altre quinte. E dietro queste seconde quinte, altre quinte…
«Maura, amore mio»
[da pagina 228: Una lettera del Mente alla sua ex moglie Maura]
“Maura, amore mio, mio amore,
è trascorso un anno da che te ne sei andata.
Un anno luce.
Un anno per me di strazio. Sono straziato, Maura.
So da tua sorella che il bambino è nato e sta bene. Ti scrivo ora perché prima non ce la facevo. Ti avrei vomitato addosso tutta la melma della rabbia, dello schifo e dell’indignazione che la tua decisione mi ha imposto come un pedaggio che sentivo immeritato. Non era immeritato, evidentemente.
Ti avrà detto Maya che mi hanno nominato amministratore delegato. Sono un uomo di successo! Va tutto bene. Nel consiglio di amministrazione ci sono i compratori inglesi, la controparte che cura gli interessi del Vaticano e, su mia proposta, i cinesi. Ho proposto l’entrata in azienda dei cinesi e hanno accettato. E’ il primo caso al mondo che inglesi, vaticani e cinesi siedono allo stesso tavolo in un consiglio di amministrazione. Un record. Sono l’uomo da sei milioni di dollari. E’ tutto complicato dal punto di vista diplomatico, ma gestisco bene l’esistente. Alloco liberamente le risorse e questo è importante.
L'Anno Luce: 'Extra Omnes'

L'Anno Luce, disponibile a ottobre in tutti i cinema le librerie e i drugstore, è un tentativo siffatto: cogliere i nuclei di certe ossessioni neoborghesi e tentarne una fissione, per vedere che tipo di energia si ottiene. Più che un romanzo, aspira a essere una narrazione per digressioni, con dialoghi che sono in realtà monologhi. Uno dei nuclei spirituali individuati nell'Anno Luce è la crisi del cattolicesimo e la sua misteriosa trasformazione in forme rinnovate. Ecco una delle molte sezioni finali del libro: un personaggio introdotto a metà romanzo diventa Papa. Ricordatevi di passare nei drugstore, a ottobre.
“L’universo mi teme, i miei occhi vedono la Geenna”
Apocrifi neotestamentari, Apocalisse di Esdra, 29 L’uomo-dio dai lombi larghi solleva la mano in un gesto misterioso e ha accanto la madre-donna misteriosamente fecondata, che si protegge con l’indice la guancia ed è protetta nelle gambe da un manto azzurro. Li sostiene una nube misteriosa. Un’aura misteriosamente radiante è in forma di mandorla luminosa alle loro spalle. Tutti gli anni luce convergono qui, nel gesto e nella mandorla e nel manto azzurro che non ha forma.
Gloria della continuità di essere.
Attorno all’uomo-dio e alla madre-donna è la folla di incarnati che si sono disincarnati morendo, e ora tornano nella luminosità dei loro corpi di gloria.
Sullo schermo l’azzurrità è immensa.
Non sono pronunciate parole.
Non sono fermi e neppure si muovono.
Più in basso a destra, molto sotto, l’uomo umano è oltre la disperazione, il volto crepato di terrore e pena, seduto, la mano sulla fronte e pensa nel terrore. Avvinti a lui un rettile verdastro e un cadavere grigiocenere: stanno per sprofondare, la destinazione è ignota. Tutto è ignoto.
Si incrociano nella radianza azzurra esili trombe sonanti, ma si ascolta qui soltanto il suono del silenzio.
La natura e la cultura indistinguibili, oltre le migrazioni della specie, in occasione dell’ultima allucinazione.
Questa è la Cappella Sistina in Roma.
E’ serrata ed è stato pronunciato l’extra omnes.
E’ il Conclave. Il penultimo.
L'Anno Luce: 'Scena dell'inverno nucleare'
A ottobre esce dunque, in tutti i cinema le librerie e i drugstore, L'Anno Luce (Tropea), il mio ultimo romanzo, vero o presunto tale, di ambientazione neoborghese, vera o presunta tale. Protagonista è un manager quarantacinquenne, numero due di una importante azienda di telecomunicazioni, arrembrante e spietato, soprannominato il Mente. Qui lo troviamo in una scena di dialogo con sua moglie, Maura, recentemente vittima di uno choc traumatico che l'ha costretta a un'esperienza allucinante in ospedale, al reparto neuropsichiatrico. E' mistero sul trauma che ha procurato lo choc alla donna. Il Mente è strattonato dalla vicenda coniugale e da quella aziendale: aggressivi concorrenti vogliono conquistare la sua azienda per fare una fusione. Siamo a metà libro. Tutti questi particolari in cronaca non importano un fico secco. [gg]
La cucina è bianca e le sedie sono bianche, è un materiale sintetico.
Dalla finestra alta la luce si versa come un liquido fastidioso. Puntando, lo sguardo va verso la parete lontana della facciata cieca, in cemento chiazzato di umido, del casamento oltre il vasto giardino condominiale, dove gli scivoli giocattolo colorati sono vuoti perché è mattino. Non c’è una bici legata nel cortile tenuto bene.
Sembra l’inverno nucleare.
Lei è sveglia da qualche ora. Ha preparato la colazione, ha affrontato il proprio mutismo. Il freddo che la domina dall’interno. Un gelo neolatino. Lei assiste impotente a tutto, sopraffatta dal disagio morbido, pervasivo. E’ così: è in malattia, via dall’insegnamento, per chissà quanti giorni ancora. Giorni vetrosi e sfiancanti come il parentado, prima poco frequentato, che sgradevolmente ora si ripresenta a chiedere notizie della sua salute. I lombi le fanno male e a tratti non sente il corpo. E’ normale, questo.
Lei ora prepara meticolosamente il caffè, i fiocchi di cereali, le bevande per il Mente.
Non più Le Teste. Il nuovo romanzo è L'Anno Luce

All'editore Marco Tropea non è piaciuto il thriller Le Teste, con protagonista l'algido Guido Lopez. Dunque, non leggerete di decapitazioni rituali, vere o presunte, questo autunno - sempre nel caso intendiate leggere romanzi, veri o presunti, del Miserabile Scrittore. Il quale è corso ai ripari, con uno sprint degno di Livio Berruti, e ha sfornato una narrazione di ambientazione neoborghese, vera o presunta. Si intitola L'Anno Luce. Protagonista è un manager di una grande telecom minacciata dall'acquisto e dalla fusione imposta da aggressivi compratori inglesi. Tradito dalla moglie, sottoposto a pressioni imbarazzanti che ricordano i giochi di Wall Street con Michael Douglas, il Nostro Uomo appare un esponente emblematico della fascia 40-50 residente in agglomerati urbani in questi anni. Nel romanzo appaiono: Gigi Rizzi; Marte, Saturno, Titano; Michael Jackson; Rudolph Steiner; gli Olmechi; la cagnolina Laika; due pontefici (l'ultimo dei quali chiude il libro, affacciandosi su una piazza San Pietro deserta, aprendo il manto papale e mostrando che sotto non c'è il corpo ma si vedono tutte le stelle dell'universo); il film e il videogioco, dimenticatissimi, Kung Fu Master; un confronto tra Cialis e Viagra; Gianni Agnelli giovane; l'arcangelo San Michele; il Capolavoro Misterioso; il mostruoso homeless androgino di Mulholland Drive; Gei Ar; le modelle di Prada.
Particolari, estratti e riflessioni di corollario sull'Anno Luce saranno forniti in seguito sui Miserabili. L'uscita è prevista per ottobre.
Delle Teste, confido che si possa fare un'edizione on line, una sorta di feuilleton sul Web.

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