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<title>I Miserabili</title>
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<title><![CDATA[Mancassola: <i>Last Love Parade</i>]]></title>
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<description><![CDATA[<p><a href="http://www.miserabili.com/LastLoveParade.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/LastLoveParade.html','popup','width=236,height=332,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/LastLoveParade-thumb.jpg" width="100" height="140" alt="" hspace=4 vspace=2 border=0 align=left /></a>Tra i libri più belli di questa definitiva stagione narrativa italiana, che segna un punto di discontinuità irreversibile rispetto al passato, c'è soprattutto <strong>Last Love Parade </strong>di <a href="http://www.marcomancassola.com/">Marco Mancassola</a>. Meno pubblicizzato del romanzo di Piperno e degli <em>oggetti narrativi </em>di Pincio, Colombati e Domanin, <strong>Last Love Parade </strong>è esso stesso un <em>oggetto narrativo</em>, definizione che mutuo dall'autocertificazione che Wu Ming 1 ha fornito al suo <a href="http://www.miserabili.com/archives/2004/10/wu_ming_1_new_t.html"><strong>New Thing</strong></a>, testo esemplare della discontinuità narrativa italiana a cui accennavo. Come <strong>New Thing </strong>(che apparentemente potrebbe sembrare altro) è un libro generazionale e <em>nazionale</em>, così <strong>Last Love Parade </strong>è un ritratto culturale e anagrafico, che Mancassola imbastisce con un grado di profondità altissimo, tale da catapultarlo senza alcuna incertezza nella schiera di coloro che stanno innovando la letteratura contemporanea di casa nostra. <img alt="marcomancassolallp.jpg" src="http://www.miserabili.com/marcomancassolallp.jpg" width="186" height="119" hspace=4 vspace=2 border=1 align=right />E', dico, un testo profondissimo, commovente, non precisamente <em>nostalgico </em>nonostante possa sembrarlo. Questa griglia interpretativa (a mio modo di vedere prettamente reazionaria) del supposto legame <em>passato-nostalgia </em>è, per l'appunto, ciò che e <strong>New Thing </strong>e <strong>Last Love Parade </strong>vanno a decontaminare e a rimettere in movimento. Certo, quella di Mancassola è sì una storia della musica elettronica che va a coincidere con la storia culturale ed emotiva di una generazione; però non è un saggio, anche se la retorica saggistica viene impiegata con generosità. La verità è che si tratta della storia di un'anima e del miracolo umano che fa della storia di un'anima la storia di moltissime anime.</p>]]></description>
<dc:subject>Recensioni</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-09-09T10:44:24+01:00</dc:date>
</item>
<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/09/a_colloquio_coi_babette_factor.html">
<title><![CDATA[A colloquio coi Babette Factory, i quattro autori di <i>2005 Dopo Cristo</i>]]></title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/09/a_colloquio_coi_babette_factor.html</link>
<description><![CDATA[<p><a href="http://www.miserabili.com/canzian4.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/canzian4.html','popup','width=640,height=480,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/canzian4-thumb.jpg" width="160" height="120" alt="" hspace=4 vspace=2 align=left border=0 /></a>di <a href="http://204.2.106.75/cgi-bin/mt/mt-search.cgi?IncludeBlogs=5&Template=miserabili&search=canzian">ALESSANDRO CANZIAN</a></p>

<p><span class=smalltext><img alt="2005dc.jpg" src="http://www.miserabili.com/2005dc.jpg" width="95" height="149" hspace=4 vspace=2 align=right border=0 />[Alessandro Canzian (nella foto a sinistra), insieme a <a href="http://www.blognation.it/cgi-bin/mt/mt-search.cgi?IncludeBlogs=5&Template=miserabili&search=%22piero+sorrentino%22">Piero Sorrentino</a> uno dei più stimati collaboratori occasionali dei Miserabili, è critico letterario che scrive sul <em>Mucchio Selvaggio</em> e mi invia una bella intervista a <a href="http://www.babettefactory.com/" target="_new">Babette Factory</a>, il collettivo formato da Lagioia, Longo, Pacifico e Raimo, autore di <strong>2005 d.C</strong>. (Einaudi Stile Libero). Il precedente pezzo che Canzian mi aveva autorizzato a pubblicare riguardava <a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/mucchio_selvagg.html#021572"><strong>La macinatrice </strong>di Massimiliano Parente</a>, che non è solo autore, ma anche critico avantpop del <em>Domenicale </em>di Dell'Utri, organo sul quale egli ha attaccato i Babette Factory. Proprio da questo scomposto attacco parte Canzian nell'intervistare i quattro autori di 2005 d.C. gg]</span></p>

<p><strong><em>Il Domenicale</em>, giornale “culturale” fondato da Marcello Dell'Utri, vi ha attaccato con livore. Si può dire che il vostro è un romanzo politico. Come vedete i rapporti tra politica e letteratura in un Paese ove Dell'Utri pretende di fare critica letteraria?</strong></p>

<p><a href="http://www.miserabili.com/massimilianoparente.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/massimilianoparente.html','popup','width=327,height=384,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/massimilianoparente-thumb.jpg" width="110" height="129" alt="" hspace=4 vspace=2 align=right border=0 /></a>NL.Non è Dell'Utri a fare critica letteraria, come non la fa Ricucci o De Benedetti. Nel caso del <em>Domenicale </em>si tratta del giornalista, ufficio stampa e scrittore di romanzi a tesi Massimiliano Parente <em>[a destra nella foto ingrandibile]</em>.<br />
CR. Parente è persona che stimo per come fa critica: non legge i libri se non approssimativamente e li usa per fare un discorso sulla vita altrui e la morale che dovrebbe guidarla. La critica al libro era pretestuosa, una provocazione sulle cricche paraintellettuali in cui secondo lui si divide il mondo. </p>]]></description>
<dc:subject>Interviste</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-09-08T11:32:23+01:00</dc:date>
</item>
<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/09/sergio_endrigo_19332005.html">
<title>SERGIO ENDRIGO, 1933-2005</title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/09/sergio_endrigo_19332005.html</link>
<description><![CDATA[<p>di <a href="http://www.wumingfoundation.com">WU MING</a><br />
<img alt="endrigo_s.jpg" src="http://www.miserabili.com/endrigo_s.jpg" width="90" height="90" hspace=4 vspace=2 align=right /><span class=smalltext>[Mi ha colto di sorpresa la morte di Sergio Endrigo. In un giro di sms, Igino Domanin mi ha scritto il più azzeccato commento: con Endrigo si chiude un'era. I Miserabili avevano aderito (<a href="http://www.miserabili.com/archives/2004/12/sergio_endrigo.html#015015">qui</a>) alla campagna per la rivalutazione letteraria di questo grande autore: grande autore non soltanto in senso canoro. La suggestione era stata lanciata da Wu Ming 1, ed è per questo motivo che i Miserabili tornano ad appoggiarsi a WM, autore di un bellissimo pezzo spedito ierisera e che subito è stato ripreso da molte parti in Rete. gg]</span></p>

<p>Ci coglie di sorpresa la morte di Sergio Endrigo, appena annunciata al telegiornale.</p>

<p><i>Ho sentito l’urlo di belve<br />
In gabbia e in catena<br />
E il passero in cerca di pane<br />
Il silenzio della prigione<br />
E il grido degli ospedali<br />
Chi nasce e chi muore<br />
Ho sentito la voce dell’uomo<br />
Che canta per fame<br />
Per rabbia ed amore<br />
La voce dell’uomo<br />
Quando canta io l’ascolto.</i></p>]]></description>
<dc:subject>Interventi</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-09-08T11:07:14+01:00</dc:date>
</item>
<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/09/meridiani_di_sangue.html">
<title>Meridiani di sangue</title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/09/meridiani_di_sangue.html</link>
<description><![CDATA[<p><a href="http://www.miserabili.com/hemingway_libro.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/hemingway_libro.html','popup','width=175,height=175,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/hemingway_libro-thumb.jpg" width="150" height="150" alt="" border=0 align=right  /></a><img alt="cover_donnamoderna.jpg" src="http://www.miserabili.com/cover_donnamoderna.jpg" width="120" height="150" hspace=4 vspace=2 align=right />L'ambizione della bella collana <em>i Meridiani </em>di Mondadori era un tempo esplicita: essere la <em>Plèiade </em>italiana. Una collana come <em>i Meridiani </em>conferisce prestigio a una casa editrice e fornisce l'idea che questa casa editrice sia il vero grande catalogo di un'editoria nazionale. Di qui, la convinzione di costituirsi quale realtà letteraria in grado di fornire un canone - forse l'unico canone rimasto in vita nelle librerie. Beh, niente di tutto questo, se non che il canone c'è sì, ma nelle edicole, e quindi va a non esserci più. Allegando<em> i Meridiani </em>a 10 euro a riviste come <em>Panorama</em>, <em>Donna Moderna </em>e <em>Chi</em>, Mondadori ha compiuto il passo definitivo verso l'abbattimento di ogni idea di cultura che non sia legata al Mercato Svaccato. Non sta qui parlando uno che ha la puzza sotto il naso rispetto al mercato, sia chiaro. Però resto convinto che una cosa sia il mercato (svaccato, per di più) e un'altra la comunità dei lettori, la cosiddetta <u>Repubblica Democratica dei Lettori</u>. Se uno scrive, se uno pubblica, è chiaro che desidera che il libro sia letto da molte persone. E' però ovvio che non questa è la prospettiva in cui si è messa Mondadori con quest'operazione: allegare <em>i Meridiani </em>a riviste di quella fatta significa semplicemente voler guadagnare, o mettersi a rincorrere gli allegati letterari di <em>Repubblica </em>contro cui la stessa Mondadori si era schierata nei suoi massimi gradi dirigenziali. Ciò che va perduto, e secondo me definitivamente, è il prestigio dei <em>Meridiani</em>, già molto compromesso negli ultimi anni per scelte che destavano il sospetto di furbizia, come quella di piazzare in quella collana i romanzi di uno scrittore come Camilleri, che vende moltissimo e pubblicherà - speriamo per moltissimo tempo - romanzi.</p>]]></description>
<dc:subject>Interventi</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-09-07T10:59:28+01:00</dc:date>
</item>
<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/09/vincenzo_basile_franza_o_spagn.html">
<title>Vincenzo &amp; Basile: FRANZA O SPAGNA</title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/09/vincenzo_basile_franza_o_spagn.html</link>
<description><![CDATA[<p><span class=smalltext>[Questo testo è un culto e, al tempo stesso, è a mio parere un'irritante presa per il culo. Autori ne sono i fantomatici Vincenzo e Basile, il duo di omosessuali cagliaritani che gestisce il blog VMO, dietro cui, <a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/09/il_caso_vmo_chi_sono_vincenzo.html#022454">come spiego qui sotto</a>, si cela una personalità importante del mondo dell'editoria. Al di là del <a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/09/il_caso_vmo_chi_sono_vincenzo.html#022454"><em>CASO VMO</em></a>, <em>Franza o Spagna </em>manifesta una non comune abilità compositiva. Va pubblicato: secondo me, così facendo, perpetro un dispetto nei confronti di qualcuno. <a href="http://www.vmo.splinder.com/post/5587901#comment" target="_new">Cliccate qui </a>per commentare questo poemetto, senza cadere nella trappola di Vincenzo e Basile: non insultateli. gg]</span></p>

<div align=right><img alt="scarpavmo.jpg" src="http://www.miserabili.com/scarpavmo.jpg" width="146" height="99" hspace=4 vspace=2 align=right /><em>A TIZIANO SCARPA</em></div>

<p><strong>0. Intruduzziune</strong></p>

<p>Franza...<br />
...o Spagna,<br />
purché<br />
se magna.<br />
Nirbuso paese,<br />
sfranto de restaurazziune,<br />
arridotto sanza cultura<br />
indove j'è tanta carugneria<br />
e ormai cumanna<br />
lu prete.</p>]]></description>
<dc:subject>Testi</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-09-05T11:07:46+01:00</dc:date>
</item>
<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/09/il_caso_vmo_chi_sono_vincenzo.html">
<title>Il caso VMO: chi sono VINCENZO e BASILE?</title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/09/il_caso_vmo_chi_sono_vincenzo.html</link>
<description><![CDATA[<p><a href="http://www.miserabili.com/vince_e_biasi.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/vince_e_biasi.html','popup','width=300,height=225,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/vince_e_biasi-thumb.jpg" width="180" height="135" alt="" hspace=4 vspace=2 align=right border=0 /></a>Quando sono rientrato dalla "vacanza" (impossibile fare vacanza quando si ha un'orticaria da stress, lo garantisco), mi attendevo centinaia di mail di spam ad avere invaso la mia casella. Immaginavo le solite cose: presidenti dello Zimbabwe che mi chiedono soldi, genitori di piccoli malati terminali inventati che mi chiedono soldi, profferenti di Viagra e Cialis che mi chiedono soldi, papiri in cirillico che si intuisce mi chiedono soldi. Ovviamente, questo spam c'era. Non immaginavo però di trovarmi, tra gli indesiderata digitali, ben <em>otto </em>mail di <strong>Vincenzo e Basile </strong>- deliranti pezzi di equivoco stile che veicolano insulti surreali e richieste esorbitanti. Per i non addetti va spiegato chi sono Vincenzo e Basile (nella foto, finta o vera che sia, a destra). Si tratta dei due gestori di <strong>VMO</strong> (<a href="http://vmo.splinder.com" target="_new">http://vmo.splinder.com</a>), un blog che è nato nei giorni della fuoriuscita di Moresco, Scarpa e Carla Benedetti da <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a>. Si può dire che Vincenzo e Basile siano un fan club Moresco Scarpa & Benedetti, aggiungendo che, sempre su indicazione di Carla Benedetti, hanno accolto con entusiasmo da hooligan l'uscita de <strong><a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/06/ha_davvero_ragi.html">La macinatrice </a></strong>di Massimiliano Parente. Con una prosa devastante, stracolma di refusi grotteschi e spesso maliziosi, Vincenzo e Basile (cagliaritani e omosessuali, come tengono a rivendicare con inusitata compulsione) danno mostra di conoscere alla perfezione tutta la scena letteraria ed editoriale, schierandosi con faziosissimo surrealismo per certuni e dando contro a certi altri. Tra cui - <em>alàs </em>- il sottoscritto. Ce l'hanno con chi fa thriller o vende molto, incensano al di là dei meriti chi critica adornianamente il mercato editoriale, sembrano sapere tutto prima che accada. Non si capisce bene se ci fanno o ci sono. Secondo me ci fanno: dietro Vincenzo e Basile si nasconde, a mio parere, un addetto piuttosto importante delle patrie lettere. Ciò non toglie che, a tratti, il loro blog, impaginato con un html che è eufemistico definire criminale, risulti esilarante: è un cult, a mio parere, anche se questi due allucinati (o chi si nasconde dietro i loro personaggi) mi stanno abbondantemente antipatici.</p>]]></description>
<dc:subject>Segnalazioni</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-09-05T09:33:34+01:00</dc:date>
</item>
<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/chlebnikov_lond.html">
<title>Chlebnikov, l&apos;onda luce transmentale</title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/07/chlebnikov_lond.html</link>
<description><![CDATA[<p><img alt="chlebnikov.jpg" src="http://www.miserabili.com/chlebnikov.jpg" width="120" height="178" border=0 hspace=4 vspace=2 align=right /><span class=smalltext>L'altra sera, a Milano, per la rassegna 'Da vicino nessuno è normale', <a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/06/trasformazioni.html">Paolo Nori</a> si è esibito in una performance antologica di Pancetta, un'incursione totale e delirante nell'universo parallelo della poesia transmentale (e nella vita transesistenziale) di Velimir Chlebnikov, il poeta russo che prediligo insieme a Mandel'stam. Lo spettacolo, intitolato <a href="http://www.musica90.net/booking.php?&bid=72">Con stivali di occhi neri sui fiori del mio cuore</a>, un alternarsi di letture di Nori e di musiche composte ed eseguite dal pianista Umberto Petrini, è bellissimo. La rievocazione dell'avventura totale di Chlebnikov ha messo in moto <a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/vendicare_chleb.html#022012">ricordi personali</a>. In effetti, è per me incredibile che questo genio russo ancora non figuri sui <em>Miserabili</em>. Propongo vita, testi e un illuminato commento di questo grande poeta, rimandandovi però alla fondamentale esperienza della lettura di <a href="http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=5000259"><strong>Pancetta</strong></a> di Paolo Nori. gg</span><br />
<blockquote><em>Quando stanno morendo</em><br />
 <br />
Quando stanno morendo, i cavalli respirano,<br />
quando stanno morendo, le erbe intristiscono,<br />
quando stanno morendo, i soli si spengono,<br />
quando stanno morendo, gli uomini cantano.</blockquote><br />
I contemporanei lo chiamavano “il genio”. Lo paragonavano all’autore del “Canto della schiera di Igor”. Lo chiamavano “Velimir”, “il padrone del mondo”,  nome d’arte, e tanti erano convinti che fosse il suo vero nome. Gli stava bene questo nome pagano. <br />
    Alto, un po’ curvo, il profilo aquilino, lunghi occhi azzurri, la fronte alta, una piccola bocca ogni tanto toccata dall’accenno di un sorriso (Chlebnikov non rideva mai). Un’immagine piena di misteri, sorprese e miracoli.</p>]]></description>
<dc:subject>Speciali</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-07-26T11:42:10+01:00</dc:date>
</item>
<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/vendicare_chleb.html">
<title>Chlebnikov e il mio stipendio nell&apos;89</title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/07/vendicare_chleb.html</link>
<description><![CDATA[<p><img alt="giovinezzagiu.jpg" src="http://www.miserabili.com/giovinezzagiu.jpg" width="92" height="153" hspace=4 vspace=2 align=left /><img alt="chlebnikovgiu.gif" src="http://www.miserabili.com/chlebnikovgiu.gif" width="150" height="124" hspace=4 vspace=2 align=right />Nel 1989, io sottoscritto, Giuseppe Genna, nel pieno delle mie facoltà psichiche e volitive, essendo depauperato e non in grado di pagare le bollette della casa popolare in cui alloggio abusivo nel quartiere Calvairate, trovo lavoro grazie a Velimir Chlebnikov.<br />
Mia cugina conosce un enorme manager di una casa pubblicitaria in pieno centro a Milano, questo manager ha alcuni problemi di tetraplegismo ma è geniale. E' quotato. Io non so nulla della pubblicità, ma vado lo stesso, in quei giorni io e il mio amico Brunetto mangiamo solo pasta senza sale per penuria di denaro, ci vado a piedi, non ho nemmeno i soldi del biglietto tramviario. Mi reco nella prestigiosa sede della multinazionale pubblicitaria che inizierà a scricchiolare tra due anni. La pubblicità, in Milano, è l'orda d'oro degli Ottanta. Chiunque è pubblicitario. Tutti i milanesi lavorano nella pubblicità e fanno aperitivi e week end con le modelle, portate in giro grazie a speciali personalità dette "driver" (un mestiere che io e Brunetto, non pagati e nemmeno fidanzati con loro, facciamo per due modelle anni dopo). Morale: faccio un colloquio, cito Chlebnikov, trovo lavoro, io e Brunetto torniamo a mangiare.</p>]]></description>
<dc:subject>Genna: testi</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-07-26T11:35:40+01:00</dc:date>
</item>
<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/su_tutti_i_bamb.html">
<title><![CDATA[Su <i>Tutti i bambini tranne uno</i> di Forest]]></title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/07/su_tutti_i_bamb.html</link>
<description><![CDATA[<p>di <a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/franco_cordelli.html#021965">FRANCO CORDELLI</a></p>

<p><a href="http://www.miserabili.com/archives/copforest.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/archives/copforest.html','popup','width=198,height=295,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/archives/copforest-thumb.jpg" width="90" height="134" border=0 hspace=4 vspace=2 align=right /></a>«Tutti i bambini tranne uno» di Philippe Forest <em>[<a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/forest_tutti_i.html">qui lo speciale sui Miserabili</a>]</em>, con maestria tradotto da Gabriella Bosco per l’editore Alet (pagine 347, 17), fu dal suo autore composto in due mesi, tra l’aprile e il giugno del 1996. Forest aveva trentaquattro anni, prima non aveva scritto romanzi, solo articoli di critica letteraria e saggi. Aveva insegnato e non supponeva minimamente di diventare un «autore». Si riteneva un «lettore», questa era la sua condizione esistenziale e professionale. Che cosa è cambiato perché avvenisse un simile capovolgimento dei ruoli? È il tema del libro, che nell’originale è intitolato «L’enfant éternel». Il suo contenuto è qualcosa di cui un articolo non può rendere conto se non con cautela, limitandosi alla descrizione e alla cronaca. </p>]]></description>
<dc:subject>Recensioni</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-07-26T08:19:11+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/e_morto_ed_bunk.html">
<title>E&apos; morto Ed Bunker</title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/07/e_morto_ed_bunk.html</link>
<description><![CDATA[<p><img alt="bunkere.jpg" src="http://www.miserabili.com/bunkere.jpg" width="130" height="130" hspace=4 vspace=2 border=0 align=right />Nel totale disinteresse della stampa italica, si segnala tristissimi che il 19 luglio si è spento Edward Bunker, uno dei protagonisti dello <em>hard boiled </em>contemporaneo, idolo di James Ellroy e Quentin Tarantino, sorta di resurrezione americana Jean Genet (senza la grandezza di Genet). E' l'autore di testi impressionanti come <strong>Animal Factory </strong>e <strong>Come una bestia feroce</strong>, di sceneggiature altrettanto grandiose quali <em>A trenta secondi dalla fine</em>, di un'apparizione sconcertanti ne <em>Le Iene</em>. Storia galeotta che ricorda da vicino il percorso iniziatico e vizioso di Ellroy medesimo, Ed Bunker è stato l'incarnazione vivente che la letteratura non c'entra niente con le categorie accademiche e le cricche filologiche. Pur non raggiungendo l'arte sublime di Elmore Leonard, è a lui e a Leonard stesso se da anni viviamo nell'era <strong>American Tabloid</strong>.</p>]]></description>
<dc:subject>Speciali</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-07-23T14:00:36+01:00</dc:date>
</item>
<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/la_sceneggiatur.html">
<title>La seconda puntata di SUOR JO</title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/07/la_sceneggiatur.html</link>
<description><![CDATA[<p><a href="http://www.miserabili.com/LopezSJgrill6.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/LopezSJgrill6.html','popup','width=300,height=326,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/LopezSJgrill6-thumb.jpg" width="150" height="163" hspace=4 vspace=2 align=left border=0 /></a>Dopo il soggetto della <a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/suor_jo_la_prim.html">prima puntata</a> della serie tv <strong><a href="http://www.miserabili.com/archives/squizzatogenna_suor_jo/index.html">SUOR JO</a></strong> (autori il Miserabile e Gilberto Squizzato, regia di quest'ultimo, in onda su RaiTre a fine estate), propongo la trama della seconda puntata. Tema centrale: il terrorismo internazionale (non solo islamico...) organizza l'attentato aereo contro il Duomo di Milano. In questo scenario, le indagini di Lopez e l'opera iniziatica di Suor Jo si legano alle vicende di Ahmed, giovane extracomunitario. Location: lynchianissime e fantasmagoriche Francoforte, Zurigo, Casablanca, Milano e, ovviamente, Cusago. I temi e il finale sono mutuati da eventi realmente accaduti. Compaiono qui, in improbabili vesti sufiche, Antonio Moresco, nel ruolo di un saggio e ineffabile imam, e il Miserabile Scrittore accanto alla sua creatura Guido Lopez.<br />
<a href="http://www.miserabili.com/gilstudia.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/gilstudia.html','popup','width=500,height=328,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/gilstudia-thumb.jpg" width="160" height="104" hspace=4 vspace=2 align=right border=0 /></a>Gilberto Squizzato <em>[a destra, sul set] </em>ha realizzato la puntata usando la sceneggiatura di questa puntata come canovaccio aperto: molti dialoghi e scene ulteriori sono presenti nella versione filmata dell'episodio. I personaggi che fanno da struttura continua alla serie sono presentati <a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/02/squizzatogenna.html#017127">qui</a>. Le foto sono tutte ingrandibili: basta cliccarci sopra.</p>]]></description>
<dc:subject>Squizzato-Genna: SUOR JO</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-07-22T14:25:18+01:00</dc:date>
</item>
<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/flavio_santi_il.html">
<title><![CDATA[Flavio Santi: <i>Il ragazzo X</i>]]></title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/07/flavio_santi_il.html</link>
<description><![CDATA[<p><a href="http://www.miserabili.com/0412le81.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/0412le81.html','popup','width=202,height=145,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/0412le81-thumb.jpg" width="100" height="71" hspace=4 vspace=2 align=left border=0 /></a>di <a href="http://www.stpauls.it/letture/0412let/0412le81.htm" target="_new">ANDREA DI CONSOLI</a></p>

<p><a href="http://www.miserabili.com/Santiflaviopoetry.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/Santiflaviopoetry.html','popup','width=175,height=232,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/Santiflaviopoetry-thumb.jpg" width="100" height="132" hspace=4 vspace=2 align=right border=0 /></a>Poemetto impegnativo, <strong>Il ragazzo x</strong> (Atelier, € 7.50), di <a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/01/il_carteggio_sa.html">Flavio Santi</a> <em>[nella foto a destra].</em> Un tono pasoliniano oratorio e riflessivo si lega a un'ironia "sopra le righe", alla Enzo Jannacci, per intenderci. Il tema è suggestivo: andare alla radice della "vocazione letteraria", e riflettere, tra privato e pubblico, sulla "Leopardi generation", contrapposta alla "Mtv generation". Flavio Santi racconta tutto di sé; un sé che sembra l'incarnazione attualizzata di Giacomo Leopardi ("Mi sono ritrovato anch'io, / per chissà quale oscuro evento, /a nascere Giacomo Leopardi oggi"); un sé che vorrebbe essere nato nel 1798; pure, un sé (un poeta, un ragazzo diventato uomo) consapevole che "siamo puri esecutori, / serviamo a rifocillare / il testo, vivandieri". Flavio Santi-Leopardi è un poeta friulano nato nel 1973; a sedici anni cominciava già "a rimpiangersi" e, da bambino, non rideva quando tutti gli altri bambini ridevano.</p>]]></description>
<dc:subject>Recensioni</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-07-22T13:53:11+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/franco_cordelli.html">
<title>Franco Cordelli Celebration</title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/07/franco_cordelli.html</link>
<description><![CDATA[<p><img alt="cordelli.jpg" src="http://www.miserabili.com/cordelli.jpg" width="190" height="154" hspace=4 vspace=2 align=right />Esistono maestri segreti. Talmente segreti, che non sanno nemmeno di essere maestri di certi adepti. Il magistero a cui alludo è una forma a distanza, un vincolo propedeutico, sostanziato di ammirazione e alimentazione, con cui si cresce grazie a persone che hanno scritto e parlato, senza incontrarle o incontrandole molto tardi. Qui faccio un discorso personale, che non getta alcuna croce o responsabilità su nessuno degli inconsapevoli maestri. I miei maestri segreti sono essenzialmente tre: Franco Cordelli, Giuseppe Pontiggia e Andrea Zanzotto. Ho avuto la fortuna di incontrare persone che hanno svolto magistero su di me, viventi che mi parlavano e mi parlano: quand'ero giovanissimo, Antonio Porta; poi, soprattutto, Ferruccio Parazzoli. Però quei tre, Cordelli Pontiggia e Zanzotto, sono coloro che mi hanno <em>creato</em>: hanno creato il mio immaginario letterario, critico, filosofico, hanno modellato lo sguardo, mi hanno insegnato a ragionare come ragiono.<br />
Qui voglio celebrare uno di questi tre maestri, che non sa di esserlo, che ho incontrato dal vivo (emozionatissimo) soltanto due anni fa, e che secondo me è attualmente la personalità in grado di rimettere in gioco tutto, qui e ora, in Italia, su piani che la tradizione culturale considera basali e che sembrerebbero invece secondari nell'epoca del rincoglionimento di massa. Questo intellettuale è Franco Cordelli.</p>]]></description>
<dc:subject>Speciali</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-07-21T10:10:31+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/miserabile_racc.html">
<title><![CDATA[Miserabile racconto su <i>Repubblica</i>: "Poltergeist a Milano"]]></title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/07/miserabile_racc.html</link>
<description><![CDATA[<p><img alt="reppolt.jpg" src="http://www.miserabili.com/reppolt.jpg" width="150" height="35" hspace=4 vspace=2 align=right />L'edizione milanese di <a href="http://www.repubblica.it"><em>Repubblica</em></a> sta pubblicando racconti a pagina intera di scrittori milanesi che raccontano Milano. E' toccato anche al Miserabile Autore essere convocato in una molto onorevole combriccola. I racconti dovevano in qualche modo essere agganciati all'attualità, quindi ho scritto di un evento misterioso capitato a Milano nel 1989. <img alt="polt1.jpg" src="http://www.miserabili.com/polt1.jpg" width="150" height="140" hspace=4 vspace=2 align=left border=1 />Io e Brunetto (uno dei protagonisti di alcuni pezzi di <strong>Assalto a un tempo devastato e vile</strong>) fummo colpiti all'epoca dalla notizia, che verificammo, di un caso di <em>poltergeist </em>in un quartiere a nord, riportato dai quotidiani: un bambino, M.G., sotto gli occhi atterriti del nonno, scatenava l'inferno in un appartamento. I pompieri intervenuti (ci fu un principio d'incendio) testimoniarono increduli che nella casa volavano spaghetti, tappeti e fili elettrici cortocircuitanti. Il bambino fu trasferito in campagna, dove i fenomeni <em>poltergeist </em>si ripeterono.<br />
Vero è che in 5.000 battute poco si può fare. La forma, ovviamente, non ha alcuna ambizione. Mi sono limitato a rievocare, con tratti a dire poco generici, cos'era Milano nell'89: mentre a Berlino cadeva il muro, la mia città era stretta tra il passato craxiano e l'avvenire giudiziario, anch'esso craxiano. Spero, comunque, che il racconto faccia piacere ai Miserabili Lettori. Se vi pare il caso, ditemi pure se questo può costituire il nocciolo di un nuovo romanzo (la mail, as usual, è <u>giuseppe.genna[AT]fastwebnet.it</u>). Cume se dis a Milà, ve voeri bén! gg.</p>]]></description>
<dc:subject>Genna: testi</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-07-20T11:11:05+01:00</dc:date>
</item>
<item rdf:about="http://www.miserabili.com/archives/2005/07/luigi_bernardi.html">
<title><![CDATA[Luigi Bernardi: <i>Il male stanco</i>]]></title>
<link>http://www.miserabili.com/archives/2005/07/luigi_bernardi.html</link>
<description><![CDATA[<p>di GAJA CENCIARELLI<br />
<a href="http://www.miserabili.com/luigi0.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/luigi0.html','popup','width=150,height=224,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/luigi0-thumb.jpg" width="100" height="149" hspace=4 vspace=2 align=right border=0 /></a><span class=smalltext>[Gaya Cenciarelli, traduttrice e critica letteraria, aveva già regalato ai Miserabili la traduzione del bellissimo <a href="http://www.miserabili.com/archives/2005/02/il_village_voic.html#017410">articolo di Ed Park su Matthew Sharpe</a>, dal <em>Village Voice</em>. Mi propone una sua intervista a uno dei re del noir in Italia, <a href="http://www.luigibernardi.com/ ">Luigi Bernardi</a> (nella foto) - la pubblico, ringraziando Gaja. gg]</span></p>

<p><a href="http://www.miserabili.com/malestanco.html" onclick="window.open('http://www.miserabili.com/malestanco.html','popup','width=200,height=289,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.miserabili.com/malestanco-thumb.jpg" width="100" height="144" hspace=4 vspace=2 align=left border=0 /></a>Nei sette capitoli del suo penultimo libro, <strong>Il male stanco </strong>(Zona, 2003, Euro 16) "racconta - con lo stile del romanziere, la ricchezza informativa del giornalista, l’analisi attenta dello studioso - una ventina tra gli omicidi “quotidiani” più efferati degli ultimi tre anni". Vittime "facili" – per dirla con le parole dello scrittore - , quasi sempre, le donne.</p>

<p><strong>Ha scelto di approfondire, in questo libro, eventi tragici che hanno segnato la cronaca nera italiana negli ultimi anni: l'omicidio di Desirée Piovanelli, quello di Alenja Bortolotto, quello della giornalista Maria Rosaria Sessa, solo per citarne alcuni. Come è nato questo interesse, perché è proseguito e – innanzi tutto – perché trova che certi delitti siano originati da un "male stanco"?</strong></p>

<p>Nell’accezione che mi interessa, il "male" è il gesto che sfida la morale e la legge. Si può essere criminali per scelta consapevole, si può uccidere per convenienza, si può decidere di incanalare la propria vita verso quella che chiamiamo "malavita". In tutti questi casi, il "male" è una risorsa, estrema fin che si vuole ma pur sempre una risorsa, alla quale possiamo attingere in qualsiasi momento della nostra esistenza.</p>]]></description>
<dc:subject>Interviste</dc:subject>
<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
<dc:date>2005-07-20T10:21:39+01:00</dc:date>
</item>


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