|
|
|
|
I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
   NEWSLETTER
   RECENSIONI
   SPECIALI
   INTERVENTI
   TESTI
   SEGNALAZIONI
   INTERVISTE
   ULTRALETTERATURA
   L'ARCHIVIO

Un uomo vero: Cesare Battisti intervistato
dalle Iene e non dagli sciacalli

C_11_video_717_framevideo1.jpgLunedì 18 ottobre: le Iene mandano in onda un'intervista a Cesare Battisti, registrata a Parigi questo luglio. Prima di fare qualunque considerazione, vi invitiamo a visionare l'intervista: è in streaming, è visualizzabile con Windows Media Player, si può cliccare qui se si dispone di un'adsl o di banda larga, mentre se si viaggia con modem si può cliccare qui.

Ognuno ha libertà di giudizio, quindi anche noi. E la impegniamo per dire questo: è la prima intervista in cui Cesare Battisti viene trattato da persona umana. Il linciaggio mediatico effettuato nei suoi confronti è stato pesantissimo e chi volesse rammentarsene può scorrere l'elenco delle ingiurie di stampa radio e tv nella sezione di Carmilla dedicata al Caso Battisti.

stacco.gif


Corri, Cesare, corri!

di Valerio Evangelisti
[da Carmilla]

battisticorri.jpgMentre scrivo non so che fine abbia fatto Cesare Battisti. Se sia in effetti fuggito o se, come affermano i suoi avvocati, possa essere vittima di una crisi depressiva.
La mia speranza è che la prima ipotesi sia quella vera. Che ancora una volta l’eterno fuggitivo sia scivolato dalle mani dei suoi eterni aguzzini e si trovi lontano, lontanissimo. Momento, certo, terribilmente doloroso per lui. La prima volta che scappò di prigione era appena ventenne, adesso ha cinquant’anni e due figlie, una di nove e l’altra di diciannove anni. Meglio però questo distacco che venire seppellito per sempre in un carcere. Cesare non è tipo da carcere. Nessuno lo è, in effetti, ma lui meno di tutti. Eppure è da quando era adolescente che pesa su di lui l’ombra della prigione. Vi è finito in Italia, in Messico, in Francia. Ogni volta è riuscito a tornare in libertà, per vie legali o illegali. Ha praticato con sistematicità il diritto all’evasione, e ha fatto benissimo. Questa volta soprattutto.

stacco.gif


Io sono leggenda

cesarefuga.jpgSe confermata, la fuga dello scrittore Cesare Battisti dalla Francia catapulta l'uomo direttamente nella leggenda e aggiunge un capitolo di pura letteratura civile ed epica alla nostra storia nazionale, lasciando però un marchio indelebile sulla delenda storia continentale, per i motivi che vedremo.
Andiamo con ordine. Cesare Battisti, che doveva sottostare all'obbligo di firma al commissariato del IX Arrondissement parigino ogni sabato, non si è presentato né ieri né - finora - oggi. Si attendeva il verdetto sul ricorso in Cassazione, avanzato dai due storici avvocati di Battisti, dopo l'incredibile sentenza favorevole all'estradizione verso l'Italia, che con nonchalance giuridica la Corte francese aveva comminato lo scorso 30 giugno all'italiano, sollevando ondate di protesta da parte degli strenui difensori della parola data da François Mitterrand. Nessuno si attendeva una soluzione tanto repentina e sconvolgente (sul piano storico), nemmeno gli amici più intimi di Cesare Battisti.
Con una mossa tanto inaspettata, Cesare Battisti sacrifica la sua vita emotiva (a Parigi lascia due figlie, l'attuale compagna, l'ex moglie a lui molto attaccata) per scegliere, come ha detto Oreste Scalzone, "il verde della vita contro il grigio della sottomissione". Questo sul piano personale. Su un ben diverso piano, Battisti in fuga ricopre di ridicolo (un tragico ridicolo) il governo italiano e l'istituzione francese, oltre che tutti gli orgiasti della diffamazione mediatica che lo hanno dipinto come un mostro. Così facendo, l'autore de L'ultimo sparo impedisce in maniera abissale la più vergognosa azione di freezing criminale sulla storia italiana degli ultimi trent'anni e sulla memoria collettiva di un'intera nazione.
Fedele alla sua unica ossessione, che è la letteratura, cioè la leggenda, Battisti vi si tuffa a corpo vivo. Ecco perché.

stacco.gif


"Honte!", la vergogna di Parigi

di Giuseppe Genna

battisti3062004.jpgLa Chambre d'accusation parigina ha dunque fornito parere favorevole all'estradizione di Cesare Battisti. A leggere i titoli dei quotidiani italiani on line, come capita da mesi, cascano le braccia e si impelle il dovere di specificare che quello della Chambre è soltanto il primo di diversi grado di giudizio. Ultimativo sarà il parere del Presidente francese Jacques Chirac, che dopo i vari gradi processuali, se persisterà un giudizio favorevole al reimpatrio di Battisti, verrà consultato. Se ciò accadrà, la Francia vedrà messa a nudo la reale e scottante questione che alimenta il caso Battisti: un Presidente della Repubblica dovrà ridicolizzarne un altro, suo predecessore, e cioè Mitterrand, per acconsentire a deliranti pressioni politiche da parte degli italiani, e in particolare del ministro leghista Castelli e del premier Berlusconi. Si profila il rischio che tanti paventavano a Parigi (ne ho avuta la riprova personale andando ad assistere alla giornata per Battisti tenutasi alla Mairie del IX arrondissement): la svendita dell'onore nazionale francese in favore del servaggio a Berlusconi.

stacco.gif


Disinformazione sull'udienza Battisti
Ecco com'è andata veramente

Cesarepensoso.jpg di Valerio Evangelisti
[da Carmilla]

A cominciare da ieri sera, 12 maggio, per continuare stamattina, quasi tutti i media italiani hanno riportato notizie inesatte o incomplete sullo svolgimento dell'udienza, davanti alla Chambre d'Instruction di Parigi, in cui è stata discussa la domanda di estradizione di Cesare Battisti richiesta dal governo italiano.
Si va da chi afferma che il tribunale avrebbe espresso parere favorevole all'estradizione (e magari ne esulta, come i fogliacci della catena Riffeser) a chi riporta solo le argomentazioni dell'accusa, quasi fossero state così schiaccianti da non potere essere contrastate.
Ciò si deve a un doppio equivoco.

stacco.gif


Parigi: quello che ho visto attorno (e dentro) Battisti

battistiparigi.gifSettimana scorsa, a Parigi.
Ero invitato dal sindaco del IX Arrondissement, per testimoniare la mia solidarietà a Cesare Battisti.
Sono andato.
Ho visto.
Ecco cosa.

stacco.gif


'Il caso Battisti': il libro

Dal 31 marzo è in tutte le librerie italiane (e, presto, in traduzione e con ulteriori materiali, lo sarà anche in quelle francesi) il libro IL CASO BATTISTI, edito da NDA Press, e firmato da Valerio Evangelisti, Wu Ming 1, dal sottoscritto e da altri intervenuti per opporsi alla richiesta di estradizione a cui Cesare Battisti è attualmente sottoposto in Francia. Curato dalla redazione di Carmilla, il testo è una collettanea di saggi, riflessioni e documenti che include scritti, tra i molti altri, di Daniel Pennac, Bernard-Henry Lévy, Primo Moroni. Il libro, che si articola in tre parti (L'arresto, la mobilitazione, i primi appelli ; Il caso Battisti. La riflessione ; Il quadro storico ), incarna la risposta che gli intellettuali, non soltanto italiani, tentano di dare all'incredibile processo di distorsione mediatica a cui, qui in Italia, è stato sottoposto il caso di Battisti. In chiusura di volume, alcuni scritti critici sull'opera letteraria di Cesare Battisti e una sua intervista attualmente inedita in Italia, in cui racconta la propria vicenda esistenziale.
Il volume conta 162 pagine e sarà in vendita al prezzo di 8 euro.
Su i Miserabili verranno diffuse le recensioni al libro e le informazioni su date e luoghi di presentazione.

stacco.gif


Il cruento bisturi di Violante

bisturi.jpgviolante.jpgMentre scemavano gli scemi, che hanno sproloquiato con inusitata violenza mediatica e disinformativa sul caso Battisti, ci pensava il diessino Violante a rinfocolare l'ondata di odio incivile che, evidentemente, in Italia ha in Berlusconi soltanto un sintomo apicale, e non un'eziologia specifica. Tutti berlusconi, a partire da Violante. Tanto che ci permettiamo un consiglio ai direttori di Mediaset: sostituite la Pivetti con Violante nella conduzione della trasmissione più cruenta e trash della nostra storia televisiva, Bisturi - se proprio si vuole assoldare un ex Presidente della Camera, Violante è meglio di Pivetti: stesso odio compresso, ma capacità di esprimere esacerbatamente una violenza inaudita e incivile tramite parole pesanti. Come dimostra la pacata intervista che il Charles Bronson dei Ds ha rilasciato al Corriere, pubblicata oggi: sotto il titolo equilibrato Violante: «Battisti è un assassino, paghi», infatti, l'ex carica istituzionale cavalca ogni stortura in questi giorni fornita dai media italiani sul caso Battisti, e in base a simili premesse scientifiche e ireniche tira la sua conclusione, rispondendo alla domanda se, con una vittoria dell'Ulivo, si penserà a un atto di clemenza per chiudere una tragica stagione: «Non ne vedo né la necessità né l’opportunità».

stacco.gif


L'Ostellino che non offre riparo

ostellino.gifIl primo articolo seriamente contestabile, che leggo a proposito del caso Battisti in questi giorni italiani sciamannati e strapieni di malizia distorsiva, è firmato da Piero Ostellino e appare sul Corriere della Sera. Non condivido una sillaba di quanto afferma l'ex direttore del Corsera e nobile membro dell'Ispi: vi si esprime una visione metafisica dello Stato che mi fa rabbrividire. Questo non mi esime dal discutere seriamente le tesi avanzate da Ostellino, che sono alte e fondate su argomentazioni profonde, almeno nella prospettiva personale del politologo. Nulla a che vedere con gli sfoghi cutanei a cui è stato sottoposto l'affaire Battisti e - questo è il punto -, insieme a Battisti, un intero e tragico periodo della nostra storia nazionale. Questi sono i sintomi di un diluvio pubblicistico che esorbita dalla realtà delle cose e della storia, per torcere la storia stessa in una melmosa pappa emotiva acritica, i cui prezzi, come bene sappiamo, l'uomo ha sempre pagato in seguito, salvo poi incensare il valore della memoria. La memoria, si sa, è una teoria del mondo: proprio sul piano delle teorie dei mondi va Piero Ostellino, invitando l'interlocutore a discutere su un livello degno di questo strumento democratico e libertario: la discussione. Per questo motivo, vorrei pacatamente ribattere a quanto Ostellino afferma circa lo Stato e un'epoca in cui lo Stato italiano ha avuto problemi ad autolegittimarsi secondo l'ipotesi filosofica ingaggiata da Ostellino stesso.

stacco.gif


Teorie false e crimini veri

Parigi, la « gauche » e il terrorista da estradare

di PIERO OSTELLINO
[dal Corriere della Sera]
Che gli intellettuali, i politici e i giornali francesi di sinistra, che si battono contro l'estradizione in Italia di Cesare Battisti, condannato da un nostro tribunale a due ergastoli per quattro omicidi, si battano per il diritto d'asilo, secondo tradizione e prassi della République terre d'asile, è comprensibile.
Anche se discutibile sotto il profilo della ragionevolezza politica e contraddittorio e devastante da quello dello « spazio giuridico europeo » che si vorrebbe costruire e che dovrebbe uniformare gli ordinamenti giudiziari dei Paesi dell'Ue. Che ce lo vogliano spacciare per l'improbabile combattente di una « guerra civile » è, invece, moralmente, oltre che storicamente e politicamente, inaccettabile.

stacco.gif


Pirani: la pira del marxista-ENInista

pirani.jpgRetroscena. Telefono ad alcuni amici giornalisti de La Repubblica, nei giorni scorsi. Questi amici, sebbene piuttosto influenti nel giornale, sono costretti a mascherarsi in Rete con nomignoli che suonano grotteschi e realistici al tempo stesso: sul loro giornale non possono scrivere quanto desiderano, il che è grottesco e reale. Ci sono linee da rispettare, ali interne al quotidiano che esercitano gerarchie grottesche e reali. Nani da giardino, insomma. L'argomento che proponevo: è possibile parlare in modo informativo e completo della vicenda Battisti? Si può fornire un resoconto dell'allucinante processo a cui quest'uomo è stato sottoposto in sua assenza? No, mi dicono, non è possibile. Non è possibile perché c'è una parte degli editorialisti di Repubblica a cui (testuale, si tratta di un'"alta qualificatissima fonte", per dirla con Panorama) "Cesare Battisti sta sul cazzo". Il capofila di questa supposta fazione, mi dicono, è Mario Pirani. Io non ci voglio credere. Io ho vissuto gli anni Settanta da bambino e gli Ottanta da liceale, non riuscendo mai a spiegarmi cosa intendeva il mio papà, quadro del Pci, quando a casa masticava amaro contro "l'opportunismo della frazione". In questi giorni mi si è chiarito quel giudizio: perché la frazione rappresentata da Pirani ha espresso il peggio del peggio, l'aprofessionalità fatta opinione da aia, da bar sport, da ligera. Il corsivo corrivo, reazionario e dannosissimo del signor Pirani svela il gioco del giustizialismo forcaiolo, autentica maschera del proibizionismo, con cui si vuole affossare non solo la memoria storica del mio Paese (è anche mio, signor Pirani), ma anche il suo futuro (che, a meno di eventi incalcolati e fuori statistica, caro signor Pirani, è più mio che suo).

stacco.gif


Liberato Cesare Battisti!

battistibig.jpg
Con una decisione invocata a lungo e ad alta intensità, la magistratura parigina ha deciso di concedere allo scrittore Cesare Battisti la libertà provvisoria, in attesa che venga esaminata il prossimo 17 aprile, in tribunale, la richiesta di estradizione da parte dell'Italia. La notizia è giunta nel pomeriggio: al termine dell'udienza sulla richiesta di scarcerazione, presentata dagli avvocati dell'autore italiano, è stata sentenziata l'inesistenza dei presupposti per la permanenza di Cesare Battisti nel carcere della Santé. La mobilitazione a favore di Battisti non cessa. La prossima tappa, cioè l'esame della richiesta di estradizione avanzata dal ministro Castelli, sarà decisiva. Ricordiamo che già nel 1991 la giustizia francese aveva emesso una sentenza sfavorevole a un'identica richiesta. In questi giorni, dunque, moltiplicheremo l'impegno a fornire informazioni e riflessioni sulla vicenda.

stacco.gif


Il desolante Panorama italiano

panoramatonyrenis.jpgtoscano2.jpgChe cosa può fare, da solo, uno scrittore contro una testata che vende 530.000 copie a mezzo milione di italiani sottoculturati? Poco. Quel poco è molto. Quindi, lo faccio.
Prima di iniziare a negare il domani come altro giorno alla Rossella O'Hara del giornalismo italiota, devo però specificare le ragioni per cui io, nel pieno delle mie facoltà, con piena vertenza e deliberato consenso, decido di sprecare il mio tempo a esaminare la meno importante delle questioni culturali italiane: lo statuto e la legittimità di quanto si scrive su Panorama. Il magazine di Segrate è una questione politica, e parecchio primaria; dal punto di vista culturale, vale zero, lo sappiamo tutti da anni. Perfino il giornale dell'oratorio San Pio V di Calvairate ha maggiore incisività nell'elaborazione culturale, rispetto a quanto fa Rossella O'Hara con il suo gossip che, come accade nel caso che esamino qui di seguito, ascende a vertici di criminalità da nonchalance giornalistica.
Il caso è il caso Battisti, ma è più del caso Battisti. Su Panorama un autentico disinformatore, fisiognomicamente identificabile in un mix genetico tra Beniamino Andreatta e l'orso Teddy, con assoluta mancanza di etica giornalistica e di cultura personale, fa del killeraggio patinato su Cesare Battisti. Legittimo, anche se l'Ace Ventura in questione pubblica questa indegnità sul medesimo settimanale sul quale Adriano Sofri fa stampare le sue cose. Il problema, a parte l'ignoranza abissale di questo agente del Kgb di via dell'Anima, è che quella parodia splatter di un articolo giornalistico fa emergere un modello significativo per il giornalismo italiano tutto. E' l'archetipo dell'arroganza che si gioca su idee e corpi altrui, il luogo fontale della superficialità condita di opinionismo d'accatto, la perpetua epifania di quell'endogena malattia che qualcuno ha chiamato "microfascismo antropologico italiano". In sintesi: Panorama è il Panorama del giornalismo italiano. Un virus da cui tutte le testate sembrano contagiate, dal Corriere alla Repubblica alla Stampa.

stacco.gif


Per Cesare Battisti: AVENIDA LIBERATION

Habemus datam: questo giovedì, il 26 febbraio, a Bologna, presso il circolo Arci Sesto Senso, in via G. Petroni 9/c, alle ore 18 è organizzato un incontro di sostegno a Cesare Battisti, durante il quale verrà presentato da Valerio Evangelisti e da me l'ultimo romanzo di battisti tradotto in Italia, Avenida Revoluciòn (qui il miserabile speciale), edito da Nuovi Mondi Media.
Sarà l'occasione per fare il punto sullo stato della scandalosa vicenda che ha inopinatamente condotto alla detenzione al carcere della Santé lo scrittore italiano, in attesa di una domanda di estradizione a cui la giustizia francese aveva già espresso sentenza sfavorevole nel 1991. La mobilitazione di intellettuali e semplici cittadini francesi ha richiamato una straordinaria attenzione mediatica in tutta Europa sul caso Battisti, la cui domanda di scarcerazione verrà esaminata a Parigi il 3 marzo.
I lettori Miserabili di Bologna, o che si trovano lì giovedì, sono invitati a partecipare!

stacco.gif


Daniel Pennac: Lettera a Cesare Battisti

[Con il titolo "A un perseguitato", lo scrittore francese Daniel Pennac, che ha firmato l'appello per la liberazione di Cesare Battisti, ha inviato una lettera allo scrittore italiano detenuto a Parigi in attesa di estradizione (VI RICORDIAMO CHE GIOVEDI', AL SESTO SENSO DI BOLOGNA SI TERRA' UNA SERATA DI SOSTEGNO A BATTISTI). Il quotidiano il manifesto l'ha tradotta e pubblicata nell'edizione domenicale. Ecco il testo]

A un perseguitato
DANIEL PENNAC
pennac2.gifCaro Cesare Battisti, non la conosco, non l'ho mai letta e certamente non l'avrei seguita nella sua giovanile partecipazione alla lotta armata. Questo mi lascia tanto più libero di dirle la vergogna che provo per ciò che il mio governo le sta facendo e che, attraverso di lei, minaccia, probabilmente altri rifugiati italiani.
Il 10 luglio 1880, nove anni appena dopo la Comune di Parigi (insurrezione che fece più di 30.000 morti!), i condannati vennero graziati e amnistiati. Siamo nel 2004, i fatti che le vengono imputati (i più gravi dei quali non sono stati provati), risalgono a quasi trent'anni fa, e lei è di nuovo gettato in prigione, tradito dal paese (che le aveva garantito asilo), e consegnato a quello che le rifiuta il perdono.
Come spiegare alle giovani generazioni una tale regressione del costume politico? E come far capire a coloro che ci governano, che agendo in tal modo essi creano il clima di disperazione che ha spinto alla lotta armata l'adolescente che lei era negli anni `70?
Certo, i ministri passano e il sostegno che molti le stanno dimostrando durerà più a lungo dei nostri rispettivi governi; ma è una magra consolazione, se pensiamo a quale società può nascere da comportamenti in cui si può tradire la parola data da un capo di stato, e in cui la giustizia si apparenta alla vendetta - se non viene addirittura imbavagliata. Naturalmente, spero con tutto il cuore di sbagliarmi e che il mio governo, sensibile agli argomenti che gli sono stati presentati, resterà fedele alla garanzia di protezione che le è stata data.
Coraggio dunque, sperando di vederla presto, libero.

stacco.gif


Giampiero Martinotti, corrispondente
dalla Repubblica delle estradizioni

Martinotti.jpgGiampiero Martinotti, inviato a Parigi de La Repubblica, fece una volta uno scoop: scoprì che in Francia rubavano nani da giardino. Sono cose di cui andare fieri: e se lo dico io, che sono un "collega", potete stare tranquilli che è così, il giornalismo è bello proprio per questo, perché ti fornisce occasioni memorabili da raccontare ai tuoi nipoti. Perchè è così che va: tu sarai in dorata pensione Inpgi, mentre gli altri connazionali non avranno la minima, e te ne starai in casa al calduccio come hai fatto per tutta la vita, con il nipotino sulle ginocchia che ti chiede: "Chi è Gongolo?", e allora tu sfodererai con immenso piacere l'evento bellico che hai vissuto in prima persona: "Gongolo è uno che rapirono, e io c'ero".
Con l'insopportabile tatto che permette di toccare il lembo del mantello, Giampiero Martinotti ha aggiunto una tacca al suo curriculum di guerra: ha scritto un articolo indegno sul caso Battisti, piazzando su Repubblica di ieri il resoconto più vergognoso che sia apparso sulle testate del Vecchio Continente a proposito di questa faccenda politica, giurisprudenziale e umana. Ne hanno scritto Le Monde e il Guardian? Era giusto che Repubblica non stesse al palo: bisognava essere all'altezza della fama. Detto e fatto: Repubblica è ora all'altezza non della fama, ma dell'infamia.

stacco.gif


Appello per la liberazione di Cesare Battisti
Le prime 1.500 firme

battistilibero.gifAbbiamo ordinato e reimpaginato le prime 1.500 firme, raccolte in sei giorni (dall'11.2 al 17.2.04), di chi ha aderito all'appello in sostegno di Cesare Battisti. Queste firme, l'appello e l'intervento di Wu Ming 1 sono stati presentati oggi alla stampa francese dalla Lega per i Diritti dell'Uomo, nella sede di Parigi.
Le prime 1.500 firme sono leggibili ora cliccando qui. E' possibile anche scaricare un file in formato rtf, cliccando qui.
Chi desiderasse firmare l'appello può inserire il proprio nominativo in questa pagina.
Per conoscere gli sviluppi del caso Battisti, cliccare qui.
Per offrire aiuto economico a Battisti in vista del processo, qui le informazioni.

stacco.gif


Ancora Le Monde: Mobilitazione per Cesare Battisti

[Le Monde, il quotidiano più letto in Francia, dedica oggi un'intera pagina al caso Battisti. Traduciamo e pubblichiamo l'intero speciale]

MOBILITAZIONE PER CESARE BATTISTI
L'Italia domanda l'estradizione dell'ex attivista di estrema sinistra, divenuto autore di romanzi noir. Un appello in suo favore ha raccolto 6.000 adesioni.
di Clarisse Fabre
[da Le Monde, 18.2.04]

lemondelogo.gifbattistihumcolor.gifGli scrittori noir, primo cerchio dei difensori del romanziere Cesare Battisti, arrestato il 10 febbraio e messo sotto fermo in attesa di estradizione nel carcere della Santé, dispongono dell'arte di fare rete. Lo scrittore Claude Mesplède, che ha diretto il Dictionnaire des littératures policières (ed. Joseph K., 2003), ha lanciato un appello in cui si richiedeva la liberazione di questo ex militante dell'estrema sinistra, ricercato dalla polizia e condannato all'ergastolo in contumacia, per rapine e omicidi commessi negli anni Settanta.
Dai 3.500 di lunedì 16 febbraio, i firmatari dell'appello sono passati a 6.000 il giorno dopo, secondo quanto hanno dichiarato gli estensori della petizione. Tra gli aderenti figurano editori come François Guérif, il proprietario di Rivages che ha pubblicato Cesare Battisti, scrittori come Régine Deforges, deputati come Dominique Voynet (Verdi), Olivier Besancenot (LCR) e Julien Dray (PS), ma anche 'anonimi': un'infermiera, un controllore delle imposte, un pensionato, un medico...
"Non è che l'inizio. Al di là del caso Battisti, la questione è estremamente simbolica rispetto a tempi di tolleranza zero, che via via stanno facendosi irrespirabili", commenta lo scrittore Philippe Sollers, che nel corso della manifestazione di solidarietà a Cesare Battisti ha denunciato "lo spirito di vendetta di un Capo dello Stato truffatore" contro un "rivoluzionario". In attesa dell'esame della richiesta di scarcerazione di Battisti, previsto per il 3 marzo, si mobilitano i suoi sostenitori: giovedì 19 febbraio, alle 14.30, la Lega dei Diritti dell'Uomo terrà una conferenza stampa, mentre la sera stessa, alle 20, verrà proiettato al Centre international de la culture populaire (CICP) di Parigi un film-ritratto di cesare Battisti, realizzato da Pierre-André Sauvageot.

stacco.gif


Le Monde sul caso Battisti

lemondelogo.gifL'autore di romanzi noir Cesare Battisti è stato arrestato
L'Italia domanda l'estradizione di questo ex attivista di estrema sinistra rifugiato a Parigi
di Frédéric Chambon [da Le Monde, 13.2.04]

battistilibero.gifLo scrittore Cesare Battisti è stato arrestato, martedì 10 febbraio, a Parigi, e incarcerato in vista della sua estradizione verso l'Italia. Questo ex attivista d'estrema sinistra, che ha ora 49 anni, è ricercato dalla giustizia italiana, che lo ha condannato all'ergastolo, mentre lui era contumace, per omicidi e rapine commessi durante gli anni Settanta. Già responsabile dei Proletari Armati per il Comunismo (PAC) durante gli Anni di Piombo, egli ha sempre negato qualunque partecipazione a questi omicidi. Si è trasferito in Francia nel 1990, dopo la sua evasione dal carcere di Frosinone e un lungo esilio in Messico.
In possesso di un permesso di soggiorno, viveva alla luce del sole, guadagnandosi il pane come portiere di un condominio. In parallelo, era diventato autore di romanzi noir. Tra i dodici titoli editi, ha pubblicato nel '93 da Gallimard Habits d'ombre. Il suo ultimo romanzo, Cargo sentimental, è stato pubblicato nel gennaio 2003, per i tipi Joëlle Losfeld.
Cesare Battisti era già stato processato su richiesta dell'Italia e posto sotto detenzione al suo arrivo in Francia, nel 1990. La giustizia francese aveva allora rifiutato di estradarlo e l'aveva rimesso in libertà. Nel maggio 1991, la corte d'appello aveva emesso una definitva sentenza sfavorevole alla richiesta italiana.
La corte d'appello francese aveva tenuto soprattutto conto del fatto che due omicidi, per cui Battisti era stato condannato, erano stati commessi lo stesso giorno e la stessa ora, uno a Venezia e l'altro a Milano. Inoltre, l'ex responsabile dei PAC protestava di essere stato giudicato in condizioni contrarie ai criteri europei di imparzialità e di diritto alla difesa. Era stato condannato in sua assenza, con un processo fiume basato su dichiarazioni di pentiti, senza possibilità di riesame del processo in caso di suo ritorno in Italia. "Riconosco i miei errori, come chiunque abbia agito", spiegò Battisti in un'intervista a Le Monde del 12.9.02, in cui denunciava la parodia di giustizia a cui era stato sottoposto. "Mi hanno addossato tutte le azioni commesse dai PAC, l'organizzazione di cui fui tra i membri fondatori".
L'arresto dell'ex attivista, martedì 10 febbraio, per mano dei nuclei dell'Antiterrorismo (DNAT), fa seguito a una nuova domanda di estradizione presentata dalle autorità italiane. Essa si inscrive nella logica della rimessa in questione della 'Dottrina Mitterrand', di cui beneficiano a tutt'oggi i vecchi militanti dell'estrema sinistra italiana rifugiatisi in Francia. Fino al 2002 nessuno di loro era stato estradato, in conformità con l'impegno assunto nel 1985 dal presidente François Mitterrand, in favore di coloro che avevano rotto col proprio passato.
L'attuale governo aveva messo fine a questa 'giurisprudenza' quando accettò, il 25 agosto 2002, l'estradizione di Paolo Persichetti, già membro dell'Unione dei Comunisti Combattenti (UCC), divenuto docente all'università Paris-VIII. Malgrado la mobilitazione di organizzazioni come la Lega dei Diritti dell'Uomo, il ministro della Giustizia, Dominique Perben, aveva confermato ufficialmente l'intenzione di abbandonare la 'Dottrina Mitterrand', assicurando un esame "caso per caso" delle domande di estradizione da parte dell'Italia. Quella che concerne Cesare Battisti sarà comunque oggetto di ricorso, con richiesta della sospensione del provvedimento, da parte degli avvocati, che ne richiederanno la liberazione.

stacco.gif


Cesare Battisti sul Guardian!

battistilibero.gif[E' apparso oggi, sul prestigioso quotidiano inglese The Guardian, un articolo sul caso Battisti, che qui traduciamo. Si ringrazia per la segnalazione Jacopo De Michelis]

Ex-terrorista scrittore rischia l'estradizione dalla Francia
di Jon Henley, inviato a Parigi
da The Guardian, 17 febbraio 2004

guardian.gifUn ex terrorista italiano, divenuto un autore noir di successo, è stato arrestato e affronta ora una domanda di estradizione dalla Francia, nonostante una storica promessa da parte delle autorità francesi di concedere asilo politico agli ex militanti delle Brigate Rosse. Avvenuto la scorsa settimana, l'arresto di Cesare Battisti, che viveva pacificamente e alla luce del sole a Parigi, ha scatenato un uragano di proteste.
"La Francia ha offerto protezione giuridica a questi uomini e queste donne", ha dichiarato ieri il portavoce del Partito Socialista, Julien Dray. "Non rispettare una simile promessa sarebbe indegno delle tradizioni della Francia e un insulto alla nostra storia".
Chi si oppone alla decisione del governo sottolinea che esso ha distrutto in questo modo l'impegno preso nel 1985 dall'ultimo presidente della Repubblica uscito dalle file socialiste, François Mitterrand, per cui i membri delle cellule eversive di estrema sinistra, i cui attentati e omicidi incendiarono l'Italia negli anni Settanta, avrebbero potuto restare liberi in Francia, a patto che rinunciassero alle violenze del passato, che non entrassero in clandestinità e abbandonassero l'attività politica.
Tra i 15 e i 20 ex estremisti accettarono l'offerta, che seguiva all'inquietudine francese circa l'amministrazione della giustizia in Italia. Spesso le sentenze, nei tribunali italiani, venivano decise su testimonianze di informatori, che le barattavano in cambio l'immunità e la protezione da parte dello Stato.
"Questo accadeva 30 anni fa", ha dichiarato ieri Mariette Arnaud, compagna di Cesare Battisti. "Cesare aveva 17 anni quando aderì all'eversione. Ciò che fu allora è ora parte del passato. Se viviamo in uno Stato governato dalla legge e dal principio di giustizia, non possiamo rispedirlo adesso in Italia".
Cesare Battisti, 49 anni, due figli di 18 e 9 anni, è stato arrestato lo scorso martedì dai nuclei antiterroristi della polizia francese.
Era stato arrestato in Italia nel 1978, ma era riuscito a fuggire nell'80, rifugiandosi in Messico. Un tribunale italiano emise contro di lui una sentenza di ergastolo, mentre lui era assente in contumacia, per quattro omicidi, che Battisti ha sempre negato di avere commesso, e una sessantina di rapine.
Appena arrivato in Francia, nel 1990, fu arrestato, ma un tribunale parigino ne rifiutò l'estradizione, a partire anzitutto dal fatto che veniva accusato di due omicidi accaduti a Milano e Venezia lo stesso giorno e la stessa ora.
Il suo avvocato, Irene Terrel, ha dichiarato: "La corte d'appello francese ha rigettato la richiesta di estradizione nel 1991, il che determina che la protezione giuridica della Francia nei confronti di Battisti è definitiva e assoluta e deve essere rispettata dal governo".
All'indomani delle elezioni del 2002, il ministro della Giustizia, Dominique Perben, promise "un nuovo approccio" alla questione dei rifugiati e degli ex appartenenti alle Brigate Rosse, insinuando che le estradizioni sarebbero state possibili.

stacco.gif


Tre pagine su l'Humanité: Liberate Battisti!

L'edizione odierna del quotidiano l'Humanité dedica l'apertura e tre pagine interne allo scandalo politico che ha colpito Cesare Battisti. Riportiamo qui di seguito la versione francese dell'articolo in prima pagina firmato da Sophie Bouniot.

Le gouvernement trahit la parole de la France
L'arrestation en vue d'extradition de l'écrivain Cesare Battisti confirme la trahison par le gouvernement Raffarin de la politique d'asile mise en ouvre par la France depuis 1985. Après l'émotion, la solidarité s'organise.
" Vous êtes bien Cesare Battisti ? " Mardi dernier, dans un immeuble du neuvième arrondissement de Paris, un homme répond par l'affirmative à l'apostrophe. Interpellation immédiate par dix agents de la Direction nationale antiterroriste (DNAT), direction la première division de la maison d'arrêt de la Santé à Paris et placement sous écrou extraditionnel. Que reproche donc la justice française à Cesare Battisti, 49 ans, militant, dans les années soixante-dix, des " Prolétaires armés pour le communisme " et aujourd'hui écrivain reconnu, auteur de treize romans policiers ? Rien. L'État répond simplement à une demande d'extradition émanant du parquet général de la cour d'appel de Milan pour " exécution de peines " diffusée sur tout le réseau Schengen, explique-t-on chez le garde des Sceaux.

stacco.gif


Manifestazione a Parigi per Battisti: è un successo

battistilibero.gifApprendiamo in presa diretta dell'andamento della manifestazione che il Comitato di solidarietà per Cesare Battisti ha organizzato per oggi a Parigi, davanti al carcere della Santé, dove è trattenuto lo scrittore italiano, per chiederne l'immediata cessazione di questo scandalo politico e legale. Sono più di cinquecento le persone che stanno stazionando davanti all'ingresso del carcere: in gran parte, scrittori e intellettuali, militanti e docenti universitari. Al momento, cinque deputati del Parlamento francese, appartenenti ai Verdi, hanno fatto ingresso nella Santé e sono a colloquio con Cesare Battisti. Gli avvocati di Cesare Battisti sono intervenuti, ribadendo l'assoluta illegalità dell'operazione che ha colpito lo scrittore, la cui domanda di estradizione era stata respinta dalla giustizia francese nel 1991. Mentre scriviamo, sta parlando Philippe Sollers, uno degli scrittori francesi più conosciuti nel mondo, che aveva conferito con il presidente Chirac sul caso Battisti. Prima di Sollers, ha preso la parola il deputato europeo Alain Krivine. Moltissimi gli scrittori presenti: da Serge Quadruppani a Dominque Manotti, si è mobilitata la quasi totalità degli scrittori di genere francesi.

stacco.gif


L'incubo Battisti

di Giuseppe Genna

battistilibero.gifQuanto sta succedendo in queste ore, in questi giorni a Cesare Battisti è, e lo è con esattezza scientifica, quanto sta accadendo in questi anni all'Italia e all'Europa: la minaccia realizzata della violazione del diritto in nome di una dottrina superindividuale e astratta, elettorale e ipocrita, che mostra il suo vero volto quando si attiva per maciullare idee e corpi. A rischio di apparire generalista e massimalista, affermo: c'è una continuità - che nemmeno più è inquietante - tra il caso Battisti, la deriva del Vecchio Continente e l'orrore perpetrato in Afghanistan e Iraq. Si tratta di un medesimo ente saturnino, vòlto con sistematica predeterminazione a divorare non i figli suoi, ma i figli dell'uomo. La nonchalance con cui oggi, in Europa, si censurano le idee in tv e sui giornali, si sistemano i conti in un ok corral indecente e amorale, si scatenano conflitti preventivi e si compiono alla luce del sole crimini patenti - questo è il paesaggio che chi si ritiene ancora umano è chiamato oggi a modificare con forza e fatica. I nodi vengono al pettine: e sono nodi di capelli di un cuoio strappato a viva forza dai crani di chi pensa, di chi tenta di ricordare e di ridiscutere il passato per aprire il futuro. Sono enormi le conseguenze implicite che sprigionano dalla scelta del governo italiano di domandare l'estradizione di Battisti: costringono tutti noi a verificare con mano chi sono le persone che si schierano - non, questa volta, per una battaglia armata, ma per una battaglia di idee. Battaglia che, come si nota in questi ultimi anni, non è che comporti meno sangue delle precedenti. Il prezzo della lotta per il pacifismo, i diritti dell'uomo e la libertà, che sia condotta con la potenza delle idee e dei sentimenti oppure con altri supporti, è un prezzo amaro e pesante. Eppure ciò non toglie che lo tsunami di speranza in Movimento che si sta scatenando finisca per travolgere chi vi si oppone: dimostra la storia dell'uomo che quando si spalanca una crepa ideale, una frattura da cui il bene può scaturire, per una legge superfisica il bene emerge. Da anni, questo è il punto, si sta rifacendo la Rivoluzione Francese: ed è una Rivoluzione Francese planetaria. Sorprenderebbe se fosse la Francia la prima nazione a sfilarsi da una simile Rivoluzione Francese.

stacco.gif


Dominique Manotti: 'Dalla parte di Cesare'

battistilibero.gifdi Dominique Manotti
[da il Manifesto, 12.2.04]

Martedì scorso Cesare Battisti, che vive e lavora in Francia dove pubblica libri gialli, è stato arrestato a Parigi e ora attende di essere estradato in Italia dove è già stato condannato per alcuni omicidi legati alla situazione politica e sociale degli anni di piombo. L'altroieri, mercoledì, insieme ai suoi avvocati e editori, alcuni suoi amici e circoli intellettuali hanno cominciato a vedersi per chiedere la sua scarcerazione. Certo, si tratta di una mobilitazione ancora limitata, l'intelighentia francese non è più quella degli anni 60 e 70 ma sentiamo che è ancora viva. Perché voglio difendere Battisti? Per delle ragioni che attengono in primo luogo a ciò che lui è oggi: un uomo che affronta il suo passato. Non è un pentito, né un uomo che si è convertito al berlusconismo, neppure uno che - dopo aver vissuto gli anni di piombo - adesso parla d'altro. E francamente non è facile affrontare il proprio passato quando è stato violento. Penso, ad esempio, all'enorme silenzio che in Francia si è abbattuto sui collaborazionisti negli anni che hanno seguito la Liberazione. La possibilità di fare i nostri conti con gli anni di piombo, passa anche dalla lettura dei libri di Battisti.

stacco.gif


Caso Battisti: monta la protesta degli intellettuali

battistilibero.gifSecondo fonti francesi, sono molte migliaia le firme ottenute dalle varie petizioni a favore di Cesare Battisti: oltre a quelle su web, che ammontano ormai a più di seimila tra Francia e Italia, sono ora da contare le adesioni provenienti dagli Stati Uniti, dal Messico e dalla Germania, grazie all'impegno di alcuni docenti universitari molto noti. Tra i firmatari prestigiosi dell'appello italiano, si è aggiunta oggi la scrittrice e traduttrice Laura Grimaldi, oltre che Antonio Moresco, Dario Voltolini, Carla Benedetti, il poeta Ivano Ferrari e il poeta-traduttore e direttore editoriale Jean-Charles Vegliante.
A Parigi, ieri, si è tenuta una riunione per organizzare la manifestazione davanti alla Santé, lunedì prossimo, nel corso della quale verrà consegnato l'appello degli scrittori francesi al presidente Chirac: ierisera erano presenti centocinquanta persone, tra cui intellettuali molto noti all'opinione pubblica francese, oltre che rappresentanti del sindacato dei magistrati, avvocati e le telecamere di France 3.
Domani, sabato 14, alle 15.30, presso il CICP (21 ter rue Voltaire, 75011 metro nation o rue des boulets) viene a costituirsi ufficialmente il coordinamento per il sostegno a Cesare Battisti.
Delphine Cingal, docente di letteratura anglosassone presso l'Université Paris II-Assas, sta organizzando una struttura che raccolga fondi per affrontare le spese processuali. Daremo notizie sugli sviluppi: Cesare Battisti non versa in buone condizioni economiche e, qui in Italia, si può contattare Carmilla se si desidera fare pervenire allo scrittore aiuti di ordine monetario.
Nel baillamme disinformativo (annunciamo che presto pubblicheremo un nutrito dossier sulle distorsioni processuali a cui fu sottoposto in Italia Battisti), spicca un articolo del giornale francese destrorso Le Figaro, che racconta dell'arresto di Cesare Battisti a causa dell'uccisione di un suo vicino di casa a Parigi: la tragedia partorisce farse. Oltre alla trasmissione di Radio La-Bas, che abbiamo segnalato, apprendiamo che un programma lunghissimo e approfondito sul caso Battisti è andato oggi in onda sull'emittente radiofonica nazionale France Inter.
E' stato comunicato che, con tutta probabilità, Cesare Battisti comparirà davanti ai giudici mercoledì 18 o mercoledì 25.
Vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi.

Per coloro che ancora non hanno firmato l'appello e desiderano farlo, cliccate qui e compilate il form.
Per visualizzare tutti i firmatari, cliccate qui.
Diffondete ovunque.

stacco.gif


Battisti: l'appello a Chirac dagli scrittori francesi

chirac.jpgUn gruppo di importanti scrittori francesi (Michel Quint; Claude Mesplède; Pascal Dessaint; François Joly; Guillaume Chérel) ha steso un appello al presidente Chirac e al Parlamento e al ministro della Giustizia di Francia, per protestare contro lo scandaloso arresto di Cesare Battisti. Il testo, che qui riproduciamo nella traduzione di Paolo Chiocchetti, verrà inoltrato alle autorità lunedì 16. Lo scrittore Philippe Sollers era stato precedentemente ricevuto dal presidente Chirac, esponendogli il caso di Battisti.

Lettera ai presidenti dei gruppi parlamentari all’Assemblea Nazionale, al Guardasigilli e al Presidente della Repubblica Francese

“Siamo degli scrittori che non sopportano piu’ la situazione che si e’ venuta a creare con l’arresto e forse domani l’estradizione del nostro collega romanziere e amico Cesare Battisti”

Il romanziere Cesare Battisti e’ minacciato d’estradizione verso l’Italia, dove si trova sotto il peso di una condanna che risale all’epoca delle azioni terroristiche condotte durante gli anni ’70. Rifugiato in Francia dal 1990, come molti altri militanti italiani, aveva ottenuto dal presidente Mitterrand l’assicurazione di poter vivere in Francia, alla condizione di non fare piu’ attivita’ politica. Da allora Cesare Battisti ha rispettato questo impegno. Ha messo su famiglia ed e’ diventato scrittore, fornendo nei suoi romanzi delle testimonianze uniche su quel periodo e sugli avvenimenti che ha vissuto.
Un'allarmante anticipazione di quanto ora succede si era verificata nel 2002, costringendoci alla stesura di una petizione nazionale firmata da numerosi romanzieri, critici, editori, traduttori e personalita’ varie. Queste firme erano state depositate presso i rappresentanti del ministero della cultura. La situazione era rimasta immutata. La parola data dal presidente Mitterrand a nome della Francia era stata rispettata.
Improvvisamente le cose sono cambiate. Abbiamo appena appreso che nella mattinata di martedi’ 10 febbraio 2004, Cesare Battisti è stato arrestato arrestato nel suo domicilio dalla BAT, per essere poi incarcerato sulla base di una richiesta di estradizione. Se una tale procedura venisse portata a termine, sarebbe la parola data dalla voce di un presidente francese che verrebbe insultata, e il senso dell’onore della Francia calpestato.

stacco.gif


il Manifesto: sul caso Battisti

Via Arenula:«Battisti? Chiedete a Parigi»
SARA MENAFRA
[da il Manifesto, 12.2.04]
«Non siamo stati noi a scegliere Battisti». Il ministero di grazia e giustizia italiano respinge al mittente le accuse secondo cui l'Italia avrebbe chiesto che tra i tanti «esuli» residenti a Parigi il primo ad essere estradato fosse proprio il giallista Cesare Battisti. E spiega che la trattativa con i francesi è in corso da tempo e riguarda una serie di nomi di rifugiati italiani protagonisti degli anni di piombo. La stessa «lista», di cui si parlò anche all'indomani dell'estradizione di Paolo Persichetti nell'estate del 2002 e del successivo accordo tra Preben e Castelli che mandava in soffitta la «dottrina Mitterand» e stabiliva una serie di criteri con cui analizzare la situazione degli esuli italiani. Dopo quell'accordo l'Italia avrebbe chiesto l'estradizione di più di una persona e sarebbe stata la Francia a scegliere di affrontare prima di tutto il caso di Cesare Battisti.
Eppure, ribattono gli avvocati Iren Terrel e Jean Jacques De Felice che lo difendono, il suo caso sembra essere uno di quelli meglio «tutelati» dal punto di vista giuridico. Come spiega l'avvocato Giuseppe Pelazza che lo difese durante il processo italiano, la sentenza che condannava Cesare Battisti all'ergastolo divenne definitiva il 10 maggio del 1991, cioè esattamente venti giorni prima che la Chambre d'accusation francese esprimesse parere contrario all'estradizione. E' per questo motivo che l'opposizione alla richiesta italiana è basata sul principio che una persona non può essere giudicata due volte sullo stesso reato. «Conosco bene la vicenda di Cesare - aggiunge Valerio Evangelisti pure lui scrittore ma in Italia - e mi ricordo che i giudici francesi in quell'occasione spiegarono che le accuse contro Battisti non stavano in piedi e parlarono di quella italiana come di una giustizia militare. Non credo che cambieranno opinione proprio ora». Intanto ieri le firme all'appello diffuso sulle principali liste del movimento italiano e pubblicato sul sito internet www.carmillaonline.com erano arrivate a 712. Tra quelli che hanno firmato il testo ci sono scrittori del calibro di Wu Ming, Valerio Evangelisti, Nanni Balestrini e Marco Philopat, oltre a un lunghissimo elenco di lettori dei gialli di Battisti.

stacco.gif


Radio La-Bas: intervista audio a Cesare Battisti

battisticolore.jpgRadio La-Bas ha dedicato una lunga trasmissione a Cesare Battisti, nel corso della quale sono stati riprodotti brani di un'intervista audio del 9 settembre 2002, in cui Battisti parla della sua storia personale e dei rapporti tra la Francia e il governo Berlusconi, in seguito all'estradizione di Paolo Persichetti.

L'intera trasmissione radiofonica è ascoltabile su Web da qui.

I file sono in formato OGG, interpretabile da molti software audio alternativi e gratuiti da scaricare, tra cui consigliamo questo.

Qui sotto, l'introduzione della trasmissione, ascoltabile con RealPlayer.

L'introduzione della trasmissione dedicata a Cesare Battisti


di Daniel Mermet

stacco.gif


Indiani della Nazione: appello per Battisti

[da Nazione Indiana]

Non abbiamo gli elementi per esprimere un giudizio approfondito sulla vicenda processuale che portò molti anni fa alla condanna all’ergastolo di Cesare Battisti, da quindici anni rifugiato in Francia. Né abbiamo alcuna comprensione nei confronti delle logiche del terrore di qualsiasi provenienza né insensibilità verso la sofferenza di coloro che ne sono stati e ne sono vittime.
Ma non ci sembra che vi sia giustizia nel sottoporre una seconda volta, dopo tanti anni, a una procedura di estradizione la stessa persona per la quale era già stata negata una prima volta. Sarebbe come portare di nuovo sul patibolo un condannato a cui all’ultimo momento si era deciso di commutare la pena.
Inoltre non ispira un senso di giustizia l’impressione che a dettare i tempi e i modi di questa operazione siano in realtà contingenze politiche interne, per di più da parte di un governo che, in questa stessa materia, si è generalmente distinto nella pratica dei “due pesi e due misure” (rogatorie, immunità parlamentare, rifiuto di ratificare il mandato di cattura europeo....) e nell’attacco frontale alla Magistratura del nostro paese.
Ci uniamo perciò all’appello rivolto alle autorità francesi affinché non si prestino a un gioco che più che agli interessi della giustizia e della verità sembra obbedire a logiche di altra natura.

Sergio Baratto, Carla Benedetti, Ivano Ferrari, Andrea Inglese, Antonio Moresco, Tiziano Scarpa, Giorgio Vasta, Dario Voltolini

stacco.gif


La Rete si mobilita: liberazione per Cesare Battisti

battistimg.jpg

da Carmilla
Nel momento in cui viene scritto questo post, le 11.32 del 12 febbraio '04, sono 712 le firme raccolte a favore dell'APPELLO PER LA LIBERAZIONE DI CESARE BATTISTI (molte le stiamo tuttora inserendo manualmente). In Francia, una petizione consimile pubblicata dal sito Mauvaisgenre è stata sottoscritta da 1.400 persone. E' una risposta di enorme impatto, se si considera che gli appelli sono on line da ventiquattr'ore soltanto. Nonostante l'incredibile e grottesca disinformazione praticata dai tv radio e giornali, la solidarità scattata attraverso la Rete dimostra che un'alternativa comunicativa esiste e dispone di un rilievo non indifferente. Moltissimi firmatari non si sono limitati a inviare nome e cognome: hanno scritto autentiche riflessioni sullo scandalo giudiziario e umano che colpisce in queste ore Cesare Battisti. TENIAMO TANTISSIMO A RINGRAZIARE CIASCUNO DEI FIRMATARI: non possiamo farlo personalmente, vista la massa di adesioni, ma è fondamentale per noi esprimere la massima gratitudine a ogni persona che ha sottoscritto l'appello. Tra i firmatari compaiono nomi di prestigio pubblico: scrittori(i moltissimi francesi, tra cui cito Serge Quadruppani, Pascal Dessaint e Dominique Manotti, pubblicati in Italia; tra gli italiani, oltre a Wu Ming che ha diffuso in newsletter l'appello e contribuito da sempre all'enorme diffusione della conoscenza sul caso Battisti, citiamo Nanni Balestrini, Tiziano Scarpa, Lello Voce, Marco Philopat, Sandrone Dazieri, Helena Janeczek, Luigi Bernardi), produttori cinematografici (Marco Muller, per esempio), disegnatori (come Vauro), giornalisti (come Loredana Lipperini di Repubblica), docenti universitari (da ogni nazione: l'UCLA americana e istituzioni tedesche, svizzere, oltre che francesi). E' un'adesione importante, sia da un punto di vista emotivo (appena saremo in grado, consegneremo a Cesare Battisti le firme), sia da un punto di vista politico (la realtà, una volta di più, non è quella che appare nei media tradizionali, e la Rete permette una mobilitazione di straordinaria incisività, facendo apparire necessarissimo sciogliere anche culturalmente il nodo irrisolto di un tragico decennio).
Terremo aggiornati tutti sugli sviluppi del caso. Cominciamo sin da ora segnalando l'articolo di Libération e quello de il manifesto e il presidio degli scrittori francesi (saranno più di un centinaio, secondo le prime stime) davanti al carcere della Santé, a Parigi, lunedì 16 alle 17. Un appello al presidente Chirac è stato inoltrato dallo scrittore Patrick Pécherot.
Per quanto concerne l'Italia, stiamo organizzando, in varie città, eventi e serate per Cesare Battisti: quasi certamente a Milano, certamente a Bologna - daremo avviso per tempo.

Per coloro che ancora non hanno firmato l'appello e desiderano farlo, cliccate qui e compilate il form.
Per visualizzare tutti i firmatari, cliccate qui.
Diffondete ovunque.

stacco.gif


Battisti: Petizione perché sia scarcerato

da il Manifesto, 12/2/04

Gli avvocati di Cesare Battisti, il giallista ex leader dei Proletari armati per il comunismo condannato a due ergastoli dalla Corte d'appello di Milano e arrestato martedì a Parigi, hanno depositato una richiesta di libertà provvisoria. Nel mondo letterario parigino sta intanto circolando una petizione per la scarcerazione immediata. Tra i primi firmatari, lo scrittore Gilles Perrault e gli editori Joelle Losfeld e Francois Guerif (Rivages noir). Nella petizione si ricorda «il principio del diritto secondo cui una persona non può essere giudicata due volte per gli stessi fatti», e si giudica «abusiva e assurda» la procedura d'estradizione cui sarà sottoposto Battisti. Procedura che, ha detto ieri il guardasigilli Perben, prenderà alcuni mesi.

stacco.gif


blogsnation.gif Questo sito, privo di qualunque finalità di lucro, è ospitato gratuitamente sui server di BLOGSNATION, grazie all'opera di pietà tecnica e di umana comprensione di Gianluca Neri. I contenuti della e-zine I Miserabili non sono soggetti a copyright. I Miserabili non è una testata registrata. Per proposte, richieste ed eventuali lamentele, contattare il responsabile di questo sito, Giuseppe Genna. Non si accettano invii di manoscritti (anche in forma digitale) e nemmeno proposte di recensione.
RSS 1.0RSS 2.0Listed on BlogSharesThis blog is listed in BlogBarThis blog is listed in BlogNewsGNU FDL LincensePowered by Movable Type 2.64