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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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Funerali, Papa

papagmr.jpg[Questo è un capitolo di Grande Madre Rossa, il mio ultimo romanzo edito da Mondadori. Si tengono i funerali di Stato in Duomo, a Milano, per le 1.087 vittime di un attentato al Palazzo di Giustizia. Ai funerali appare il Papa, vecchio, parkinsoniano. Poi, una serie di omaggi alle vittime. I ruoli, oggi, potrebbero essere invertiti, ma solo apparentemente. L'esito finale è comunque identico. gg]

I funerali di Stato a Milano.
La mattina è umida, polvere di pioggia, il grigio cupo.
Il Duomo è squallido.
Sono quasi le nove e mezzo, la celebrazione sta per avere inizio.
Piazza del Duomo: una folla compatta, silenziosa, ombrelli aperti, non molti, il selciato è umido e scivoloso.
Ventimila persone circa.
Hanno dovuto superare, dalle sei del mattino, i controlli del cordone di sicurezza: una per una perquisite.
La piazza è un tappeto umano di teste, vista dalle guglie della cattedrale.
In chiesa, non c’è nessuno.

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Il capitolo fantasma di Grande Madre Rossa

GMR_coverbig-thumb2.gifIl commento meno azzeccato su GMR l'ha formulato un mio amico, il quale mi ha detto: "Non è il tuo libro migliore, si vede che ti hanno massacrato, ti hanno tagliato, le tue accelerazioni non decollano". Tutto sbagliato. Grande Madre Rossa era ancora più striminzito e balbettante, intere pagine sembravano graficamente un lungo irritante e smilzo poema, e la visionarietà non si sfogava mai. L'editore è intervenuto affinché io aggiungessi e non perché togliessi.
Si sa: le contratture non vendono.
Comunque, in effetti, qualcosa da GMR è stato tolto. E lo è stato senza che l'editore se ne rendesse conto anche se, in un certo senso, l'editore stesso me lo ha imposto. Accadde tutto in una telefonata del 22 dicembre 2003. Enunciai, in quella telefonata, quale era il terzo finale che avevo in mente per questo romanzo che, di finali, non ne ha. "E' troppo", venne detto. Acconsentii: quando è troppo, è troppo.
Pubblico perciò questo capitolo fantasma, che dovrebbe mutare completamente la percezione di GMR da parte di chi l'ha letto, mentre non rivela alcunché a chi non ha letto né ha intenzione di leggere il libro che, sia detto così, per puro gesto estetico, è il libro che, dopo Assalto a un tempo devastato e vile, mi ha più soddisfatto (il che non significa che sia il migliore).

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GMR recensito su Il Messaggero

GMR_coverbig-thumb2.gifUn boato a Milano
Esplode il palazzo di giustizia

di RENATO MINORE
messaggero.gifUn undici settembre milanese, esplode il Palazzo di Giustizia, più di mille morti e qualcuno pensa anche di usare le scorie nucleari. L’occhio caldo e appassionato e la voce onnisciente accompagnano la mostruosa deflagrazione, scena primaria e apocalittica, grande incipit da vero scrittore del romanzo di Giuseppe Genna Grande Madre Rossa. Le indagini sono prima orientate sulla pista islamica e, poi, deviate verso la misteriosa consistenza di un'organizzazione, o setta segreta, che vuole, con la distruzione totale, rigenerare il mondo partendo dalle cose di casa nostra e stringendo in un cappio la memoria basculante e intermittente di medaglioni di famiglia, da Marx alla Meinhof.
Indaga l’ambiguo Guido Lopez, vecchia volpe dei romanzi di Genna. Deve recuperare un misterioso schedario che cela le nefandezze italiane di ieri e di oggi. Usa metodi inconsueti: anche una versione singolare de I Ching, con auratiche bottiglie fatte a pezzi. Il ritmo spezzato e incalzante, paratattico e avvolgente dei capitoli, come una lava continua che avvolge la continuità della storia, è la scrittura che meglio sorregge la percezione paranoica di un immenso complotto che inghiotte se stesso. Genna scardina la frontiera dei generi ampiamente usati e combinati, il noir, la spy story, la fantascienza per tentare un nuovo capitolo di una controstoria nostrana, alimentata da una realtà putrescente che diventa «finzione letteraria al cento per cento». Una via che non ha altri esempi di tale vigore espressionistico e visionario nella nostra narrativa più giovane.

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GMR a Fahrenheit (Radio3)

fahrenheitlogo.gifIl 31 agosto, Fahrenheit, la più bella trasmissione letteraria dell'etere, in onda sul terzo canale di RadioRai, ha dedicato ampio spazio a Grande Madre Rossa e al Miserabile Scrittore, che è intervenuto in diretta radiofonica. E' possibile ascoltare l'intervista cliccando qui sotto.

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GMR recensito su Il Mattino

GMR_coverbig-thumb2.gifSegreti di Stato così fantastici da sembrar veri
di FELICE PIEMONTESE
[da Il Mattino]

ilmattino.jpgGli attentati dell'11 settembre, con la loro sanguinosa coda madrilena, hanno riportato drammaticamente in primo piano la questione del terrorismo. Un terrorismo profondamente diverso da quello con il quale in Italia (o in Germania) siamo stati costretti a convivere fino a pochi anni fa, che sceglieva comunque, anche se in base a una logica aberrante, i suoi bersagli e si poneva degli obiettivi politici corrispondenti a una certa strategia. Quello di oggi è indifferenziato, a-ideologico, confuso, parte da istanze fondamentaliste e religiose ed è dunque percepito come una minaccia che riguarda tutti, non solo chi appartiene a una certa élite economico-politica.

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GMR recensito su L'Espresso

GMR_coverbig-thumb2.gifComplotto e redenzione
di Marco Belpoliti

Ecco il terzo episodio delle inchieste dell'ispettore di polizia Guido Lopez, il cui compito sembra sia quello di far venire a galla tutto il marcio della società, la connessione tra politica e crimine, affari e servizi segreti. Giuseppe Genna sta scrivendo una sua antistoria d'Italia in chiave fantapolitica. Utilizza una fantasia che si alimenta della realtà stessa, di ciò che accade ogni giorno nel nostro inquietante e inafferrabile paese. Nella "Gran Madre Rossa" c'è tutto il presente - Berlusconi, i giudici milanesi, l'11 settembre, gli attentati di Madrid - e tutto il passato - la Bader Meinhof, i terroristi internazionali - un passato che non finisce mai di passare.

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Gattostanco su GMR

GMR_coverbig-thumb2.gifdi Gattostanco

Louie in un commento al post precedente mi chiede cosa posso dirgli a proposito di "Grande Madre Rossa" di Giuseppe Genna.
È una richiesta difficile per me. Ho scritto poco dei libri acquistati e letti. In rete o altrove si possono trovare recensioni e pareri ben più significativi di quel che ho voglia di scrivere io.
Ho fatto alcune eccezioni giusto per confermare la regola. E anche in questi casi ho tentato di tracciare le mie impressioni di lettore, senza addentrarmi in apologie astratte, accennando alle sensazioni provate durante e dopo la lettura.

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Su BlackMailMag, intervista al Miserabile Scrittore

bmminterview.jpgggrosso.jpgSono lieto di annunciare ai più feticisti tra i Miserabili Lettori che Nino G. D'Attis, una delle iperboliche menti di quel capolavoro di magazine culturale che è BLACKMAILmag, ha sottoposto il sottoscritto a un terzo grado che, per suddetto sottoscritto, si è rivelato l'intervista più bella a cui egli abbia mai avuto l'onore di rispondere. L'intervista è integralmente leggibile qui. Riproduco soltanto l'ultima domanda con risposta annessa, giusto per intenderci...


Nino G. D'Attis: hai davvero lavorato nella redazione di una tv soft porno?
Il Genna: Sì, a Telereporter. Dal ’90 al ’92. Dovevo sposarmi con la sosia di Mia Farrow, avevo vent’anni, dovevo guadagnare. E mi sono trovato in un hellzapoppin rabeleisiano: c’erano Wanna Marchi, Tiziano Crudeli che parlava di tennis, Roberto il Baffo che mi portava su una decapottabile rossa. In sala montaggio, a Quarto Oggiaro, accrocchiavano le immagini da film porno da trasmettere a notte inoltrata...

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GMR recensito sul Mattino di Padova

Misteri all'italiana
Due anomali giallisti: Genna e Masali
di Nicolò Menniti Ippolito
[da Mattino di Padova - Nuova Venezia - Tribuna di Treviso]

GMR_coverbig-thumb2.gifE se un giorno, non lontano, a Milano esplodesse il palazzo di Giustizia? E se qualcosa di analogo, o forse più feroce, dell'11 settembre accadesse anche in Italia? E se, addirittura, qualcuno pensasse ad una esplosione di scorie nucleari per gettare nel panico una nazione?
L'ipotesi è più paranoica che fantascientifica o fantapolitica, e proprio per questo diventa letteralmente produttiva, come dimostra Grande Madre Rossa di Giuseppe Genna.
Genna è solo in parte uno scrittore di genere, e soprattutto non è un giallista come Lucarelli o Carlotto. Il suo punto di riferimento, specialmente in questo libro, è l'ossessione paranoica di James Ellroy, quel suo vedere dietro ogni caso un gigantesco complotto, da cui nessuno ed in nessun modo si può salvare.

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GMR recensito su il Manifesto

Ground Zero a Milano
ilmanifesto.jpg«Grande Madre Rossa», il nuovo romanzo di Giuseppe Genna per Mondadori. Esplode il Palazzo di giustizia, tra le macerie spunta uno schedario che raccoglie documenti riservati sui «misteri d'Italia». Tra militari e intelligence di ogni paese, una nuova indagine per l'ispettore Guido Lopez
di MAURO TROTTA
Dopo la misteriosa organizzazione Ishmael e la Cina, è il terrorismo il protagonista principale del nuovo thriller di Giuseppe Genna, Grande Madre Rossa (Mondadori, pp. 286, euro 15). Il libro si apre, infatti, con un tremendo attentato che distrugge il palazzo di Giustizia a Milano, causando quasi duemila morti. Agenti dei servizi segreti e poliziotti accorrono nel capoluogo lombardo da tutti i paesi occidentali per svolgere le indagini, esautorando, di fatto, le forze dell'ordine italiane. Nel ground zero milanese, però, sono sepolti anche i dossier segreti riguardanti i vari misteri che hanno costellato la recente storia italiana, dal dopoguerra in poi.

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GMR recensito su Repubblica

GMR_coverbig-thumb2.gifLA NUOVA AVVENTURA NOIR DELL'ISPETTORE LOPEZ
di Loredana Lipperini

rep.gifIn una mattina come le altre, un ispettore di polizia volutamente poco amabile rispetto ai suoi colleghi letterari, assiste a un evento inaudito: l'esplosione del Palazzo di Giustizia a Milano. Evento apocalittico non solo e non tanto per il numero dei morti (che pure è altissimo) ma per una raffigurazione che sembra molto vicina alle trasmutazioni alchemiche e ai disastri cosmici. Un attentato terroristico, sì, ma presago di una follia ultima come quella dell'organizzazione che ne è responsabile.
Guido Lopez, già protagonista di altri romanzi di Genna, indaga. Sulla sua strada, un'altra bomba, lo Schedario, dove sono raccolti i documenti riservati delle inchieste a cui lavorano i magistrati milanesi. E poi, misteri fatali, spettri di altri anni come Ulrike Meinhof, e, soprattutto, un piano di annientamento planetario cui nessun potere sembra estraneo. Non è tutto, naturalmente: ma quel che più conta non è la forza solo relativamente visionaria della trama, ma il particolarissimo esperimento che Genna conduce ormai da tempo. Quello di far dissolvere il thriller contaminandolo con l'indagine sul reale politico e con l'impossibile della fantascienza. Sembra un reportage, sembra un noir, sembra l'ombra che si nasconde tra le righe del miglior Dick. In più, come ogni opera alchemica che si rispetti, è ancora qualcos'altro.

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GMR recensito su BlackMailMag

bmmgmr.jpgAttentati spettacolari, fantasmi che affiorano dalle nebbie del passato, una scrittura serrata fino all'ultima pagina. Grande Madre Rossa di Giuseppe Genna: il Grande Thriller Italiano del momento
di Nino G. D’Attis
[da BlackMailMag]

Le previsioni dicono: tempo di merda su Milano e l’Italia intera. Tempo di terrore irrazionale, di ecatombe, di sgomento. Stato d’assedio. Minacce invisibili. Occhi sbarrati mentre si scappa da città che non sono più sicure.

“Carrarmati in piazza Duomo: da quanto non accadeva? Mussolini, probabilmente, la lotta di Liberazione, quei giorni lì.”

Tutti in ginocchio quando esplode il Palazzo di Giustizia e si scatena la caccia agli islamici come nelle ore successive all’attacco alle Twin Towers. Qui, nella nazione del premier dal sorriso liftato, nella dolorosa discarica di mille misteri irrisolti.

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GMR recensito sul Sole 24ore

sole.gifLA VERITA' D'ITALIA CON TUTTI I LIMITI DELLA FINZIONE
di Giovanni Pacchiano

GMR_coverbig-thumb2.gifPrima di iniziare la lettura di un libro, abbiamo l'abitudine di guardare il risvolto di copertina. Si apprendono tante cose edificanti dai risvolti. Eccoci, dunque, di fronte al nuovo thriller di Giuseppe Genna, Grande Madre Rossa, un'altra vicenda dell'ispettore Lopez (cfr. i precedenti Nel nome di Ishmael e Non toccare la pelle del drago). Bene, vediamo il lungo e articolato risvolto di copertina che si conclude così: "Thriller vorticoso e multilivello" (sic!), "Grande Madre Rossa è un proiettile fatto di suspence, sparato da Genna al cuore dei segreti di Stato".
"I segreti di Stato". Del nostro Stato, dell'Italia di oggi, siamo tenuti a pensare. Finalmente un autore coraggioso, uno che le canta tutte. Ci sentiamo rinfrancati. Ora, finalmente, per merito di questo proiettile, cartaceo ma devastante, apprenderemo molte verità. E così cominciamo la lettura.

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GMR recensito sul Corriere della Sera

GENNA, FANTAPOLITICA E MISTERI
di Carlo Formenti

GMR_coverbig-thumb2.gifcorriere.gifIl titolo dell'ultimo romanzo di genna sembra promettere un nuovo thriller internazionale in salsa cinese. Invece no. Benché qualche indizio punti a Oriente, l'autore non conferma né smentisce, impedendo al nostro sguardo di penetrare oltre il velo dell'evidenza: Grande Madre Rossa è un gruppo terroristico che progetta attentati di spettacolare, nichilistica crudeltà, che mirano a seminare un terrore indiscriminato più che a perseguire chiari disegni politici (i richiami all'eredità di Ulrike Meinhof non convincono) Così all'ispettore Guido Lopez (già protagonista del precedente romanzo) tocca frugare tra i detriti dell'apocalittica deflagrazione che ha disintegrato il Palazzo di Giustizia di Milano. Appurato che quella islamica è una falsa pista, e sventata una minaccia ancora più devastante, Lopez non riuscirà tuttavia a risolvere tutti i misteri sepolti sotto le macerie di questo 11 settembre all'italiana. Ritmo "esagerato", alla Mission impossible, ed atmosfere gotiche alla Gianfranco manfredi, con un salto di qualità nella scrittura rispetto a prove precedenti.

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Tra un tinnir di zecchini e dobloni ecco Genna il GNAM

Ovvero, il Giovane Nostro Autore Mondadori che si districa facendo passare i suoi bei romanzetti di genere per altissima, siderale letteratura. Pur privi del suo slancio intellettuale, ne ciarliamo
di Angelo Crespi
[da il Domenicale, 27 giugno 2004]

domenicale.jpgIniziamo dal fondo: Giuseppe Genna è uno che ci sa fare con la penna. L’ultimo romanzo, Grande Madre Rossa (Mondadori, Milano 2004, pp.283, €15,00), è un buon thriller. Meno buono di Nel nome di Ishmael (Mondadori, Milano 2002), forse meglio di Catrame (Mondadori, Milano 2001), ma certamente peggio di Assalto a un tempo devastato e vile (peQuod, Ancona 2001; poi Mondadori, Milano 2002), che resta il suo unico tentativo di fare letteratura, composto prima di entrare nella dorata orbita Mondadori e produrre per il mercato.
Trattandosi di narrativa di genere, forse non varrebbe nemmeno la pena di dare così ampio spazio al personaggio, se non fosse che lui stesso è riuscito a imporre all’attenzione della critica i propri libri come qualcosa di più di semplici spy story. Furbescamente con una martellante e bulimica, quanto benevola, autocritica (che si promana dal suo blog, www.miserabili.com) il Giovane Nostro Autore Mondadori (da qui in avanti solo GNAM) radica la propria opera nel giardino della grande letteratura, insistendo che nel tempo dell’avantpop proprio l’esplosione dei generi tradizionali (fantasy, fantascienza, horror, giallo…) sarebbe l’unica strada percorribile. E che lui, ovviamente, di questo nuovo modo d’intendere le cose è il campione, insieme a pochi altri, Palahniuk per esempio all’estero, Evangelisti (guarda caso un amicone) in Italia.

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Giulio Mozzi su 'Grande Madre Rossa'

mozzigmr.jpgdi Giulio Mozzi

GMR_coverbig-thumb2.gifHo letto nei giorni scorsi, mentre stavo lì alla Corte ospitale, il nuovo romanzo di Giuseppe Genna: Grande Madre Rossa (materiali vari su Gmr li trovate in abbondanza in Miserabili, il blog di Genna; e precisamente qui; Genna ha anche allestito un sito apposito). Ora, Gmr è sostanzialmente un thrillerone, si fa leggere di corsa, è assai godibile, quando arrivi all’ultima pagina non puoi fare a meno di alzare gli occhi e dire a te stesso: “Mah! Che storia!…”; eccetera.
D’altra parte, Gmr è un romanzo che comincia con l’esplosione del Palazzo di Giustizia di Milano (e il crollo di vari edifici attorno) e finisce con la messa a ferro e fuoco dell’Italia da parte di un misteriosissimo gruppo eversivo il cui nome è, appunto, Grande Madre Rossa.

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GMR recensito su VERTIGINE e Nuovo Quotidiano di Puglia

di Rossano Astremo
[da vertigine.clarence.com e 'Nuovo Qotidiano di Puglia']

GMR_coverbig-thumb2.gifGrande Madre Rossa di Giuseppe Genna è un romanzo che lascia senza fiato. Dall’autore di Catrame, Nel nome di Ishmael e Non toccare la pelle del drago arriva il thriller che sonda causticamente i mali della nostra “italietta” e di questo “mondaccio” che crolla a picco e stenta a ridestarsi. Tutto ha inizio con una fragorosa esplosione. Crolla il Palazzo di Giustizia di Milano. Oltre mille morti. Questo inizio non lascia sorpresi. Dopo New York e Madrid i limiti dell’irreale che viene iniettato nella bolla del mondo possibile-romanzo hanno subito un innalzamento in percentuale da brividi. Questo inizio non lascia sorpresi, ma fa paura.

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Darkripper (su Sestaluna): recensione di GMR

di Darkripper
GMR_coverbig-thumb2.gif[Non è Jack the Ripper ma poco ci manca, perché stiamo parlando di uno dei più leggendari animatori della blogsfera. Sparge commenti taglienti come il suo nick un po' ovunque e opera principalmente su Tales from the Ripper e Sestaluna]

Come si descrive la catastrofe?
Non è chiaro.
In un film in questi giorni nei cinema, quello che sembra il centro della storia, il cataclisma che tutto spazza via, perde consistenza e centralità e tutto alla fine si sposta verso una "quest" di nuovo tradizionale. Il corale diventa individuale, la tragedia mondiale diventa ricerca di un lieto fine personale.

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'Grande Madre Rossa' recensito da Famiglia Cristiana

di Ferruccio Parazzoli
[da Famiglia Cristiana]

GMR_coverbig-thumb2.gifDopo Nel nome di Ishmael e Non toccare la pelle del drago, che particolare successo stanno riscuotendo all'estero, specie in America, Giuseppe Genna ha raggiunto la misura e l'efficacia, il calibro perfetto, sarebbe più giusto dire, con questo Grande Madre Rossa. C'era nei precedenti romanzi l'impegno narrativamente eroico di far girare una trottola colossale, globale, di complotti e di orrori, partendo, solo ipoteticamente, dalla sperimentata formula del thriller, ma già ribaltandola in un risvolto narrativo di alto livello letterario che incideva, anche sugli avvenimenti più atroci, il marchio del giudizio morale.

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'Grande Madre Rossa' recensito da TGcom

di Domenico Catagnano
[da TGcom.it]

GMR_coverbig-thumb2.gifPrima di cominciare a leggere andate qui. E poi >qui. E ancora >qui.
Benvenuti nell'apocalisse. Benvenuti nella Milano di Giuseppe Genna.

Grande madre rossa inizia col boato. Inimmaginabile, cupo, tremendo. Hanno fatto saltare il Palazzo di Giustizia. Più di mille morti. Una strage. Inconcepibile, ma dopo l'11 settembre cosa potrebbe più stupirci?
Si pensa subito agli islamici. Troppo facile, scontato. C'è dell'altro, c'è qualcosa di grosso. C'è lo schedario, l'immenso schedario sotto al palazzo, dove sono nascosti i segreti italiani

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GMR presentato a Pordenone

GMR_coverbig-thumb2.gif[Invitato dagli organizzatori di Pordenonelegge, ho ivi presentato Grande Madre Rossa, nell'àmbito di una serie di incontri sulla scrittura noir, a cui già avevano partecipato Giuttari e il colossale De Cataldo. Ecco un resoconto della presentazione in quel di Pordenone. gg]

GENNA, GUERRIERO STRALUNATO
di Federico Guerrini
[da Connesso.it]
Stralunato, dotato di una ottima parlantina che si dipana in associazioni di concetti e metafore, sempre alla ricerca della parola più appropriata, Giuseppe Genna era a Pordenone per presentare la sua ultima fatica, Grande Madre Rossa (Mondadori, Strade Blu), terzo volume di una trilorgia fanta-politica che da Nel nome di Ishmael passa per Non toccare la pelle del drago.

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Sabato a Milano: Genna+Masali
'Grande Madre Rossa' e 'L'inglesina in soffitta'

masaligenna.jpgmasaligennacover.jpgSabato 19 giugno alle 12.00, a Milano, presso la Libreria del Giallo (dietro l'Arco della Pace, in via Peschiera 1, 20154 Milano - Tel. 02/34535073; qui la mappa per raggiungerla), Giuseppe Genna e Luca Masali saranno ospiti dell'infaticabile Tecla Dozio e converseranno amabilmente sui loro romanzi appena usciti: Grande Madre Rossa (Mondadori Strade Blu) e L'inglesina in soffitta (Sironi) (sui Miserabili segnalo lo speciale Masali). I due dioscuri di Carmilla si leggeranno a vicenda, si lisceranno il pelo ma si asterranno da ogni forma di effusione erotica.
I Miserabili Lettori tutti sono invitati.
Onde evitare l'agghiacciante momento delle domande dal pubblico, i due non tanto illustri autori si dichiarano disponibili a essere presi a schiaffi direttamente mentre stanno parlando. Masali si presenterà vestito da aviatore come nella foto. Il Genna, invece, direttamente con la tenuta da caccia del secondo tragico Fantozzi.
Intervenite numerosi!!!

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'Grande Madre Rossa' in classifica!

GMR_coverbig-thumb2.gifSono arrivati i dati di vendita dei primi quattro giorni di vita in libreria di Grande Madre Rossa. Il romanzo entra in classifica: è ventesimo. Nella graduatoria stilata da Arianna e relativa alla settimana che va dal 31 maggio al 6 giugno, GMR sta poco sopra Sheol di Marcello Fois e poco sotto Tre uomini paradossali di Girolamo Di Michele (presto, la recensione su quest'ultimo titolo) - i quali risultati, credo, costituiscono una bella conferma della vitalità dell'autentica narrativa letteraria italiana. Desidero ringraziare tutti i lettori, in particolare quelli Miserabili, di avere spedito il thriller in una classifica in cui, solitamente, è davvero arduo entrare alla prima settimana.

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'Grande Madre Rossa' recensito su l'Unità
da Valerio Evangelisti

LA MASCHERA DELLA MADRE ROSSA
di Valerio Evangelisti

Valerio EvangelistiCome definire il tipo di narrativa a cui si dedica Giuseppe Genna? Lui definisce i propri romanzi thrillers, e tecnicamente ha ragione. Però basta leggere i primi capitoli di questo Grande Madre Rossa (Mondadori Strade Blu, pp. 290, € 15,00) per capire che siamo di fronte a qualcosa che, pur innestandosi in un “genere”, lo tradisce e lo sconvolge. In una parola, lo trascende.
Anzitutto per via del linguaggio. Riottoso alla prosa scarna e scabra, se vogliamo apparentemente banale, dei grandi autori di romanzi a suspense, Genna privilegia il virtuosismo stilistico, coltiva l’iperbole, tenta esperimenti inusitati all’interno di un contenitore che normalmente li tollera poco. Si capisce presto che il suo intento è proprio sfondare il contenitore, non per distruggerlo, ma per annullarne la separatezza dal resto della letteratura.

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'Grande Madre Rossa': recensione su Panorama

MASSACRO A MILANO, AL RALLENTATORE
di Mariarosa Mancuso

Milano come New York. Il palazzo di giustizia come le Torri gemelle: raso al suolo da un'esplosione che fa 1.087 morti e sparge polvere di marmo sulla città. Ma siamo solo all'inizio: una bomba cartacea è ancora innescata, si chiama Schedario. Contiene i documenti segretissimi sui misteri d'Italia. Ghiotta preda per i giusti e i teorici del grande complotto.
Indaga l'ispettore Guido Lopez, che i lettori di Giuseppe Genna già conoscono dai romanzi precedenti: Catrame, Nel nome di Ishmael, Non toccare la pelle del drago.
Grande Madre Rossa è uno strano caso di thriller borderline, indeciso se puntare sulla trama o sulla scrittura. Se procedere velocemente da una rivelazione all'altra o indugiare su divagazioni che fanno a pugni con il genere.
Per esempio, le pagine d'apertura sullo scoppio dell'ordigno, al rallentatore. O i dati statistici sul coma, quando uno dei personaggi viene ricoverato all'ospedale. Mentre il collega di Lopez, Calimani, somiglia a centinaia di ispettori tristi perché lasciati dalla moglie.
Bella la Milano realistica e cimiteriale, un po' meno le frasi come "salgono i fotemi del panico".

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Una lettura alchemica di 'Grande Madre Rossa'

Per stare sul piano della bistecca, pare che le vendite di Grande Madre Rossa stiano andando bene. Per stare sul piano dello spirito, pare che le letture di Grande Madre Rossa stiano andando altrettanto bene. Ho ricevuto da un lettore, Mario E., una mail che mi ha sconcertato: si tratta di un'analisi perfetta di uno dei piani simbolici del romanzo. Va da sé che i simboli non tollerano intenzioni simboliche e che il lavoro allegorico non può essere attuato attraverso calcoli enigmistici. Per tale motivo, vorrei proporre nei prossimi giorni una sorta di riflessione da retrobottega, per spiegare come a me interessa lavorare sul livello emblematico e simbolico. Devo ringraziare moltissimo Mario E. per la lettura che ha praticato su Grande Madre Rossa: è una delle direttrici fondamentali su cui si può lavorare per trasformare il thriller in un genere esploso e multisignificante. Ecco, qui di seguito, il testo inviatomi dal Miserabile Lettore.

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'Grande Madre Rossa': il sito

sitogmr.gifA chi interessasse: ho messo on line il sito ufficiale di Grande Madre Rossa. Ci sono tre pagine di fake da CNN, Repubblica e New York Times: testimonianze dirette, alla Orson Welles, di quanto accade a Milano e nel mondo nei giorni della Grande Madre Rossa. Oltre alla delirante biobibliografia, ci sono pagine con parti di testo, una lista di citazioni con alcuni dei personaggi pubblici che compaiono in GMR e alcuni link nascosti, che potete individuare mappando con la freccia del mouse la copertina del libro in homepage, sulla sinistra. Nessun effetto speciale: arcaico html e una sorta di nuvola che dovrebbe rendere conto del clima che si respira nel romanzo...

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'Grande Madre Rossa'
recensito su Repubblica Milano

di Alessandro Bertante

Milano, una esplosione di incredibile potenza, pari a un ordigno nucleare tattico, rade al suolo il Palazzo di Giustizia e gli edifici circostanti. Una fitta nube di marmo invade completamente la città, oscurando il cielo invernale. Le forze di polizia stimano oltre duemila morti. Chi è stato? Tutti gridano al terrorismo islamico. Ma il responsabile va cercato da una altra parte. L’attentato è il primo passo di una complessa e misteriosa strategia eversiva che vuole minare la civiltà occidentale alle sue radici.

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'Grande Madre Rossa': lo Schedario

Quando Lopez esce in corridoio è silenzioso e indifferente al delirio attorno: si prevede che le trivelle, in nottata, aprano il varco verso il punto centrale dell’esplosione al Palazzo della Giustizia. Si prevede la Svolta: delle indagini.
Stiamo avvicinandoci al Cuore della Verità.
E Lopez ha da fare.
Calimani ha ragione: organizzare l’eventuale recupero degli schedari dei magistrati milanesi è fondamentale. Sono la carta d’identità segreta dell’Italia. Sono la carta igienica dell’Italia: qui la merda ha lasciato traccia. Sono la fedina penale del Potere, messo sotto minaccia, messo sotto silenziatore. Sono lo chef d’oeuvre della cucina alla milanese. I Servizi ne sono golosi. I Potenti ne sono golosi. Sono tutti golosi di quegli archivi. Se non sono stati polverizzati dall’esplosione, ci si prepara a un’altra esplosione: di altro tipo. Non viene giù il Palazzo di Giustizia: viene giù l’Italia intera.

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'Grande Madre Rossa': esce l'1 giugno

Avendo ricevuto una ventina di mail di Miserabili Lettori che, ieri, sono andati in libreria per comprare Grande Madre Rossa e non l'hanno trovato, ho contattato Mondadori. L'editore ha fatto slittare di una settimana l'uscita rispetto alla data ufficiale, cioè il 25 maggio. Il romanzo sarà quindi in libreria l'1 giugno. Mi scuso con tutti coloro che si sono scomodati per andarlo ad acquistare.
Per gli interessati, qualche notizia: sto ultimando il sito ufficiale del libro; sto cercando una sede per la presentazione in quel di Roma, comunicherò la data tra qualche giorno; se la cosa non irrita, vorrei stendere qualche appunto di autoriflessione, per motivare alcune scelte di trama e di stile. Infine, un ulteriore assaggio dal romanzo viene pubblicato qui sopra.

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'Grande Madre Rossa': l'incipit

“Il vero nome dell’uomo è: liberazione
Ramana Maharshi

“Punto di vista e movimento si escludono l’un l’altro. Come dice Jackson dei Black Panthers: ‘Connections, connections, connections’ – dunque movimento, interazione, comunicazione, coordinazione, combattere insieme. Strategia”
Ulrike Meinhof, ultima lettera prima di essere uccisa, 13 aprile 1976


Lo sguardo è a diecimiladuecento metri sopra Milano, dentro il cielo. E’ azzurro gelido e rarefatto qui.
Lo sguardo è verso l’alto, vede la semisfera di ozono e cobalto, in uscita dal pianeta. La barriera luminosa dell’atmosfera impedisce alle stelle di trapassare. C’è l’assoluto astro del sole sulla destra, bianchissimo. Lo sguardo ruota libero, circolare, nel puro vuoto azzurro.
Pace.
Lo sguardo punta ora verso il basso. Verso il pianeta. Esiste la barriera delle nuvole: livide. Lo sguardo accelera.
Penetra nella muraglia delle nubi. Trema nell’impatto, mentre accelera. E’ un inferno freddo qui. Scariche elettriche, condensa ghiacciata, vento fortissimo, scosse, buio livido. Lo sguardo in accelerazione verso il basso si scuote, è ai limiti, la frizione del gelo è incandescente. Sembra di non farcela. All’improvviso un lampo, mentre tutto trema e tracolla. Nel lampo: l’immagine di un umano nudo, arcaico, che batte un terreno rosso con un osso bianco. Un altro lampo, tutto trema al limite. Lo sguardo vede tutto rosso. All’improvviso penetra.
Vuoto.

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'Grande Madre Rossa': la scheda editoriale

In libreria dal 25 maggio
Quello che tutti in Italia si attendono, dopo il crollo delle Torri Gemelle a New York e le stragi di Madrid, accade. E’ un pomeriggio gelido, a Milano, quando un sisma impressionante scuote la città più nera d’Italia: è esploso e crollato il Palazzo di Giustizia. Sotto le macerie, centinaia di morti e una bomba ancora innescata: è lo Schedario, la raccolta dei documenti riservati delle inchieste più delicate e ancora ignote al pubblico, a cui lavorano i magistrati milanesi, un archivio di dossier in grado di fare saltare ogni istituzione. Mentre Milano è avvolta da una nube persistente di polvere di marmo - residuo dell’esplosione -, militari, corpi dell’antiterrorismo e intelligence di ogni Paese lavorano per ricostruire la trama criminale che ha prodotto l’eccidio più devastante nella storia europea del Dopoguerra. E, come accaduto nelle ore seguite all’attacco terroristico al Pentagono e al World Trade Center, così come dopo le bombe di Madrid, le indagini avvengono in una adrenalinica, frenetica lotta contro il tempo. La mobilitazione di servizi segreti e task force è impressionante: si punta ovviamente sulla pista islamica. Ma la verità è ben lontana da ciò che sembra.

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GRANDE MADRE ROSSA

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'Mission accomplished', direbbero gli americani e, come gli americani, lo dico anche io. Poi rimangono impantanati, col cavolo che la missione è compiuta. L'editoria è per chi ci si addentra come un immenso Iraq. Si vedrà. Nel frattempo, annuncio che il nuovo thriller è finito: compiuto, insomma. Si intitola Grande Madre Rossa, dovrebbe uscire a maggio, per Mondadori, nella collana Strade Blu. Nei prossimi giorni, insieme alle usuali recensioni e a bellissimi contributi arrivatimi in mail, inserirò qui anche alcuni appunti che ho preso mentre scrivevo il romanzo: giusto per dare un'idea di un'officina di scrittura tra le tante.

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Manzoni: la fiction

manzoni.gif« Ma, quando io avrò durata l'eroica fatica di trascriver questa storia da questo dilavato e graffiato autografo, e l'avrò data, come si suol dire, alla luce, si troverà poi chi duri la fatica di leggerla? »

Non è possibile lavorare su quanto sto lavorando senza essere aggrediti dai nobili spettri. Io lavoro: su Milano, sulla peste, su un uomo e una donna, sulla religione cattolica che non è più, sui figli che non verranno, sui potenti e i miserabili. Quando scriverò il Nuovo Libro che per ora rimane nel limbo, mi occuperò direttamente della Storia della Colonna infame (me ne sto già occupando). Per ora, tra i molti altri testi da investigare e reinvestigare, il perno è sicuramente I Promessi Sposi. Per questo motivo, per invitare alla rilettura di quanto di teoria letteraria è lì assiepata, ne pubblico qui sotto l'Introduzione. La mia "guerra illustre contro il Tempo", io la faccio in questo modo.

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Il Nemico: la nostalgia senza dolore

Il dolore: che grande maestro.
manzoni.jpgCome si fa a rappresentarlo? Ammesso che la meastrina con la penna rossa sia rappresentabile, il Maestro si riesce a rappresentarlo? Cos'è?, questione di masochismo? Cosa devo fare, 'io', per rappresentare il dolore? Devo inocularlo attraverso le parole, i ritmi della lingua, le scene, le immagini, le intellettualizzazioni? Devo prodigarmi a praticarlo in 'te', 'te' che amo, che amo non perché leggi sillabe mie? Devo insegnarti, 'io' poi!, devo insegnarti, dico, un Maestro? Non basta già la sua lezione? Devo evocarlo? Devo mimarlo con gesti obliqui o paralleli? Devo suggerirlo? Devo dirlo direttamente senza mezzi termini? Devo citare? Tutta la letteratura si occupa anche del dolore, sempre, comunque: non soltanto, ma anche...
Non lo so.
Su ciò che sta attorno al dolore, sulla produzione culturale (esiste anzitutto un'elaborazione culturale dell'emotivo, dell'esistente e del possibile), qualche idea me la sono fatta. Scrivo su questo. E dico: il Suo nome è legione. Molti sono i demoni al servizio del Male, che è interiore e pare esterno e naturale: ma il dolore non è uno dei demoni che leccano e baciano il Suo culo. La nostalgia è uno di questi demoni? Sì e no: come tutto, poiché tutto, a seconda delle prospettive, è sì e no. La nostalgia non è Male quando è un senso percettivo: percepisco dolore. E' un tatto non spirituale, ma sicuramente psichico. E se provo nostalgia senza dolore? Quest'assenza di dolore nella nostalgia è diabolica: fa dell'umano qualcosa che pare l'umano e non lo è. La Scimmia di Dio è l'Imitatore dell'Uomo: un grottesco, pessimo, ridicolo imitatore.
Lancio il bando alla nostalgia priva di dolore. Ecco in che senso, a mio parere, il lavoro di scrittura tocca questo demone.

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Ultrathriller

C'è un thriller di primo livello: Grisham.
C'è un thriller di secondo livello: LeCarré.
C'è un thriller di terzo livello: King o Palahniuk o Masterson.
Poi c'è l'ultrathriller: Burroughs, Dick, Ellroy, molti altri, prima di loro e dopo di loro.
Il thriller di primo livello è paraletteratura, o letteratura di mercato.
Quello di secondo livello è letteratura politico e psicologica.
Quello di terzo livello è letteratura che si confronta con il religioso.
L'ultrathriller non è nemmeno spirituale: è ultrapsichico. E' la letteratura.
L'ambizione di lavorare a un ultrathriller può apparire spropositata e, di fatto, lo è. Ma non penso a questioni di merito. Sono un dilettante della Grigna che prova a scalare l'Everest. Di solito, a un'ora di arrampicata, il profano inizia a provare tremendi sintomi: affaticamento cronico, ipossia, nausea, stato confusionale. Rinuncia, se non è cretino, e torna al campo base.
Ecco come mi approccio al thriller: in una prospettiva che cade in un tetragono. I lati del tetragono sono quattro sentenze per me capitali: una di Nicola di Cusa, una di Leibnitz, una di Burroughs, una di Dante. Ecco le sentenze...

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Genere, storia, antistoria

gmr.jpgSto lavorando al nuovo thriller. Il titolo c'è già: GMR sono le iniziali delle parole che lo compongono.
GMR è un libro di genere? Si tratta di un genere ortodosso o di un genere violato? La letteratura è generica?
Anzitutto un problema di fondo, più volte discusso, e non soltanto da me, su i Miserabili, oltre che in altre ben più prestigiose sedi. E' che il genere mi appare, ormai, quale appendice del mercato nel vasto orizzonte della letteratura contemporanea. Oggi, passando di corsa attraverso una libreria, vedo un romanzo di Jonathan Carroll, finalmente edito in Italia da Fazi (anni fa speravo lo pubblicasse Strade Blu Mondadori). Carroll, praticamente ignoto ai lettori italiani, è un romanziere formidabile. In copertina, leggo non uno, ma due strilli: uno, entusiasta, di Niccolò Ammaniti; l'altro di Stephen King. All'incirca, SK scrive: "Carroll è capace di una suspance alla Hitchcock, quando non fa ridere come Jim Carrey". Siamo ben oltre lo sputtanamento del genere nero: siamo già allo sputtanamento del macrogenere thriller-fantasy, di cui King è re e messia. Siamo, a mio parere, nell'occhio del ciclone che sta spazzando via i generi - questi generi - dalla faccia della letteratura.

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