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INCIPIT
Quando Lopez esce in corridoio è silenzioso e indifferente al delirio attorno: si prevede che le trivelle, in nottata, aprano il varco verso il punto centrale dell’esplosione al Palazzo della Giustizia. Si prevede la Svolta: delle indagini.
Stiamo avvicinandoci al Cuore della Verità.
E Lopez ha da fare.
Calimani ha ragione: organizzare l’eventuale recupero degli schedari dei magistrati milanesi è fondamentale. Sono la carta d’identità segreta dell’Italia. Sono la carta igienica dell’Italia: qui la merda ha lasciato traccia. Sono la fedina penale del Potere, messo sotto minaccia, messo sotto silenziatore. Sono lo chef d’oeuvre della cucina alla milanese. I Servizi ne sono golosi. I Potenti ne sono golosi. Sono tutti golosi di quegli archivi. Se non sono stati polverizzati dall’esplosione, ci si prepara a un’altra esplosione: di altro tipo. Non viene giù il Palazzo di Giustizia: viene giù l’Italia intera.
Le audiocassette con la voce dell’ex presidente che contratta somme corruttorie insieme ai capi dei Servizi.
Le prove che un alto grado politico è connesso al cartello di Medellin per tramite di società immobiliari.
Quello che resta del viaggio a Wall Street del capo dell’opposizione. Perché lo hanno vestito elegante, chi, come.
Il dossier sul fu presidente della Repubblica, tuttora vivente, quello che minacciava tutti.
Gli affari con la Serbia, una bomba, quelli veri: il ruolo del presidente d’Europa, un italiano, se così ancora possiamo dire.
Il dossier sul figlio dell’attuale presidente e l’affare di Atlanta.
L’indagine sul tentato colpo di Stato in Italia, in pieni anni Novanta, sotto la sigla ‘Militari Croati A Saxa Rubra’.
Il Palazzo di Giustizia a Milano era una forma architettonica di contenzione della merda. Era esso stesso merda: merda che trattiene merda.
I Magistrati tenevano per le palle i Potenti.
I Potenti lavoravano all’erosione degli scandali, dei segreti, dei fendenti. Aspiravano alla luce turchina del palcoscenico e volevano schiacciare la mosca che gli ronzava attorno.
Il tentativo di attentato in autostrada, verso Bergamo, al Magistrato Con Le Palle.
La collaborazione del delfino del fu premier, ora deceduto, con i Servizi Segreti: spiate, spifferi che provocano polmoniti, spalle crivellate di colpi di pugnale.
L’enorme bufala del processo alla sètta. Gli inquirenti si stavano muovendo anche in quella direzione. La lobby che preme, che sta per esplodere alla luce del sole, che tutti vedranno.
La catena, che conduce in Slovenia, e che connette con il Belgio, dei pedofili al potere. Il caso portoghese: un ministro dimissionato, l’élite travolta dallo scandalo: tutto messo a tacere, qui in Italia. Ma i Magistrati sanno, sanno prima, ritagliano i trafiletti minimi dalle pagine dei quotidiani, li inseriscono nei faldoni in carta stinta e usurata, si ricordano tutto, viene tutto fuori prima o poi. Oppure non viene fuori, tace ma non per sempre: sta lì, in silenzio, acquattato, l’animale insidioso della minaccia, pronto a venire fuori, a mostrarsi, a schizzare fango e veleno che uccide. Il silenzio della bestia minacciosa condiziona: questa è politica di altissimo livello.
I Magistrati covavano la Bomba.
Il Palazzo della Giustizia era un arsenale.
Le loro armi nucleari tattiche: parole, soltanto parole.
Infide.
Ubriacanti.
Letali.
Se è stato cancellato dall’esplosione lo Schedario, il Paese respira, c’è il sole, è una bella giornata in campagna per la Famiglia Benvenuti degli italiani.
Se lo Schedario è sopravvissuto, è il salto nel buio per il Paese.
Gli autentici legami con la Svizzera di Falcone: un colpo di scena.
Certi politici extraparlamentari, dai toni radicali, e gli strani riti. Le foto d’intercettazione. Le telefonate. Gli ansimi.
I due giornalisti scomparsi mentre esplodeva la stazione a Bologna. La Loggia.
La P3 e il giovane emergente venditore di pubblicità.
Il caso di Giorgiana Masi: un atto di revisionismo che faceva tremare fondamenta secondarie, dimenticate, ma tuttora in uso.
Papà Bush, a Roma, a casa di Umberto Ortolani.
L’autentico memoriale Moro.
Lo scandalo delle banane nello Zimbabwe: faceva ridere i Magistrati, veniva giù la nuova cristianità politica.
Tutti sicuri che l’Antelope Kobbler era il Leone?
L’indagine sulla famiglia di Parma uccisa dal figlio autoaccusatosi: lo scandalo non sta nella strage, nella buffonata del camper, ma in chi ha manovrato il figlio e come. I corpi mai ritrovati nella discarica, perforando alte dune sabbiose. I corpi mai ammassati nella vasca da bagno di casa, troppo piccola, troppo bassa – e la vicina non ha sentito nulla. Il progetto di controllo mentale chez nous.
Cogne.
La vera storia dell’eredità contestata della Contessina.
I Servizi all’Olgiata.
Cadono i governi: non soltanto l’attuale. Cadono, a dòmino, indietro, a catena, tutti i governi dell’Italia Repubblicana.
E i piccoli segreti dei Grandi. Le schede informative. A confronto, la raccolta di figurine ritrovate nella villa sull’Appia, gli album di quello che fu l’Edgar Hoover italiano – a confronto sono proprio figurine.
Il vizietto sloveno del ministro che si occupava della velocità.
La transfuga dai comunisti alla destra, con la gonna larga da stracciona e l’abitazione in una zona proibitiva, che aveva tentato di pressare il giudice Alessandrini registrandolo di nascosto: le cassette sono lì, nello Schedario.
Piazza Fontana: tutto un po’ diverso da come si è poi saputo. La verità emersa: un onorevole compromesso con la Verità Sotterrata. E lì, al centro dell’inchiesta, la scheda informativa sull’abuso di stupefacenti di un Magistrato.
Lotte intestine. Shakespeare in toga. Gli X Files realissimi. Il complotto esiste se non se ne sa niente. Dello Schedario: non si sa niente. Pochi eletti sanno e il regno dei cieli non sarà loro.
Gli artefici del colpo di Stato in Tunisia.
Il vecchio senatore, ai tempi giovane, sorpreso negli anni Cinquanta dai caramba a scoparsi ragazzini in un hotel del centro di Roma. Tutto segretato.
Apriamo la diga. Organizziamo il Controvajont.
L’agente segreto catapultato dalla Loggia al centro del campo di gioco: è stato un idiota e ora governa piccole porzioni di spazio: gli americani pensavano a lui per guidare l’Italia. Non tutto è noto di questo arcinoto criminale. Si vede una pozzanghera, ma sotto c’è una centrale di acqua pesante. Le aziende quotate in borsa che ha sfilato ai legittimi proprietari, firmando carte false, corrompendo i soci, attribuendosi la proprietà di beni immobiliari non suoi. Silenzioso, contando su un’ineffabile maggioranza alle sue spalle.
Il Capo Leggendario dei Magistrati e il convegno a Buenos Aires, dove si decise di fare fuori una classe politica – anzi, più di una. Trasparenza Internazionale.
Messaggi in codice. Codici cifrati. Insci’allah.
L’abnorme assalto alla Massoneria Buona.
Le liste degli appartenenti a.
La versione depositata e immediatamente segretata sull’aereo caduto laggiù, ammarato, caricato di plastico, mentre i passeggeri si preparavano a sbarcare tirandosi su i pantaloni e levandosi le scarpe, esploso, fatto passare per attentato: un attentato un po’ diverso da quello che fu.
Benvenuti nella Fiaba. Benvenuti nella Leggenda. Infilate la pupilla curiosa nel caleidoscopio: la voce del mago vi dice che E’ Andata Così.
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