GERMANIA / Gli organi cerebrali dei tre esponenti delle Br tedesche,
morti suicidi, sono spariti da un laboratorio RUBATI I CERVELLI DI TRE TERRORISTI?
BERLINO - Continua in Germania la raccapricciante serie di rivelazioni sui cervelli espiantati dei capi della Raf, le Brigate Rosse tedesche, suicidatisi tutti fra il 1976 e il 1977 nel carcere di Stammheim dov'erano detenuti. Dopo che è stata fatta chiarezza sul cervello di Ulrike Meinhof - “recuperato” in un istituto di ricerche di Magdeburgo dopo essere rimasto 26 anni separato dal resto del corpo - il settimanale Der Spiegel ha infatti rivelato ieri che sono scomparsi anche i cervelli di altri tre esponenti di rilievo della Raf:Andreas Baader, Gudrun Ensslin e Jan-Carl Raspe. Gli organi cerebrali dei tre terroristi, precisa lo Spiegel, sono spariti dal laboratorio dell’Università di Tubinga (sud) dove dopo l'autopsia erano stati custoditi a scopo di ricerca. «I cervelli non sono più al loro posto», ha detto il direttore dell’istituto di ricerche neurologiche dell’università di Tubinga Richard Meyermann. A suo avviso i tre cervelli potrebbero essere stati scartati durante una selezione scientifica e poi bruciati, ma non è escluso anche che possano essere stati rubati. Baader, Ensslin e Raspe si erano suicidati il 18 ottobre 1977 nel carcere di Stammheim presso Stoccarda, dove erano rimasti detenuti alcuni anni insieme a Ulrike Meinhof, suicidatasi anch’essa l’anno precedente. Nei giorni scorsi si era risolto il mistero della Meinhof, che con gli altri tre compagni terroristi era stata anch’essa un esponente di primo piano della Raf. La figlia Bettina Roehl, una giornalista, aveva infatti rivelato che il cervello della madre non era nella tomba di Berlino unitamente al resto del corpo ma si trovava presso un istituto di ricerca dell’Università di Magdeburgo. Lì il cervello era arrivato nel 1997 anch’esso da Tubinga, dove per vent'anni era stato sottoposto a ricerche scientifiche. Nei giorni scorsi il prof. Bernhard Bogerts, dell’Università di Magdeburgo, aveva ammesso di essere in possesso del cervello della Meinhof da cinque anni. Il ricercatore è giunto alla conclusione che Ulrike Meinhof aveva subito alterazioni cerebrali in seguito a un intervento chirurgico alla testa subito nel 1962. Cosa questa, secondo lo studioso, che avrebbe potuto spiegare la sua inclinazione al terrorismo e l’adesione alla lotta armata, ponendo in qualche modo una attenuante alla sua colpevolezza.