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Come praticare l'estrazione dentaria

L'estrazione dentale, se spesso è di estrema semplicità, molte volte, invece, è un intervento difficoltoso e pericoloso, tale da richiedere tutta l'accortezza del più provetto odontoiatra. Gli strumenti essenziali per eseguire l'estrazione del dente sono i seguenti: i sindesmotomi, specie di bisturi a lama lunga che servono a sezionare, fin dove è possibile, le parti più accessibili del legamento alveolodentale. Le leve, strumenti simili ai precedenti, ma molto più resistenti, destinati a introdursi profondamente tra parete alveolare e radice, per operare la lussazione del dente nell'alveolo. Le leve indispensabili sono tre: due per i denti dell'arcata inferiore, con la punta piegata ad angolo sul manico, e una per i denti dell'arcata superiore, diritta. Le pinze: in esse si distinguono i manici, un fulcro e i becchi curvi sul manico; quelle per l'arcata superiore hanno i becchi di presa che sono il prolungamento diretto dei manici senza o con lieve incurvamento.
In completa anestesia, dopo aver disinfettato la mucosa tutto intorno al dente da estrarre, si opera lo scollamento della gengiva intorno al colletto del dente e la rottura, sino dove è possibile, del legamento alveolodentale; quindi, con la stessa leva, si cerca di ottenere una prima lussazione del dente. Scelta poi la pinza adatta, si afferra il dente al colletto. Con la presa ben solida, senza stringere però troppo il dente, che verrebbe altrimenti schiacciato e fratturato, si passa alla lussazione del dente, con movimenti di torsione nei denti con radice unica a forma pressoché conica, e con movimenti di lateralità vestibolo-linguale negli altri denti. Quando il dente è lussato, lo si estrae. Il paziente, allorché si opera sull'arcata superiore, deve essere seduto sulla poltrona sollevata e deve avere la testa bene appoggiata ed iperestesa. Uno degli incidenti più frequenti, ma che generalmente si risolve entro pochi minuti, è la lipotimia, o svenimento, vertigine, perdita di coscienza. Altro incidente può essere la rottura di un dente, cui deve seguire l'allontanamento dei residui della corona e la successiva separazione ed estrazione delle radici. L'eventuale apertura del seno mascellare dovrà essere trattata con la sutura dei tessuti molli allo scopo di evitare le infezioni del seno mascellare. Nel corso di estrazioni dell'arcata superiore è possibile la penetrazione di una radice nel seno mascellare. Si impone in questi casi, sempre per evitare una sinusite, l'immediata estrazione della radice con un cucchiaio.
L'emorragia è senza dubbio la più comune fra le complicazioni postoperatorie.