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	<title>I Miserabili</title>
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	<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 20:22:33 +0000</pubDate>
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		<title>Il triangolo nero / Nessun popolo è illegale</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 22:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne
[La scintilla è partita un gruppo di scrittori e intellettuali, stanco di assistere alla deriva razzista che attraversa l'Italia, purtroppo aggravata dalla morte violenta di Giovanna Reggiani.
Da questa stanchezza, l'esigenza di condividere una presa di posizione forte. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="testohome1"><span class="libro"><strong>Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne</strong></p>
<p><span class="smalltext">[La scintilla è partita un gruppo di scrittori e intellettuali, stanco di assistere alla deriva razzista che attraversa l'Italia, purtroppo aggravata dalla morte violenta di Giovanna Reggiani.<br />
Da questa stanchezza, l'esigenza di condividere una presa di posizione forte. È nato così "Il triangolo nero", appello elaborato da Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Monica Mazzitelli, Marco Philopat, Marco Rovelli, Stefania Scateni, Antonio Scurati, Beppe Sebaste, Lello Voce e il collettivo Wu Ming nella sua totalità. A questo gruppo si sono presto aggiunti altri nomi importanti della cultura che hanno deciso di aderire all'appello. Tra questi Gad Lerner, Erri De Luca, Bernardo Bertolucci, Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Moni Ovadia, Nanni Balestrini, Franca Rame, Stefano Tassinari, Marcello Flores, Andrea Bajani, Lisa Ginzburg, Lanfranco Caminiti, Ugo Riccarelli, Enrico Brizzi, Marco Mancassola, Simona Vinci, Raul Montanari, Giulio Mozzi, Andrea Porporati, Sandro Veronesi e moltissimi altri si vanno aggiungendo di minuto in minuto, per ribadire che delitti individuali non giustificano castighi collettivi. <a href="http://web.archive.org/web/20080527063207/http://www.petitiononline.com/trianero/petition.html" target="_new">Qui la petizione on line: vi può aderire chiunque concordi con l'appello</a>. Di seguito, il testo.]</span></p>
<p><a name="more"></a>La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d&#8217;allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando &#8220;emergenze&#8221; e additando capri espiatori.</p>
<p>Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L&#8217;odioso crimine scuote l&#8217;Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.</p>
<p>Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è <em>italiana</em>, e che l’assassino non è un uomo, ma un <em>rumeno</em> o un <em>rom</em>.</p>
<p>Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all&#8217;uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere.</p>
<p>Su queste vicende si scatena un&#8217;allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell&#8217;ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva il presunto assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada.</p>
<p>E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall&#8217;Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla più forte, denunciando l&#8217;<em>emergenza</em>. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalità (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi dell&#8217;ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, <em>L&#8217;omicidio volontario in Italia</em> e l&#8217;indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto.</p>
<p>Nell&#8217;estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non è un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l&#8217;aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell&#8217;influenza politica, l’Italia è 84esima. Ultima dell&#8217;Unione Europea. La Romania è al 47esimo posto.</p>
<p>Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo?</p>
<p>Succede che è più facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell&#8217;insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.<br />
Succede che è più facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all&#8217;assistenza sanitaria, al lavoro e all&#8217;alloggio dei migranti; che è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.<br />
Succede che sotto il tappeto dell&#8217;equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno.<br />
Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno è vittima di un omicidio bianco.<br />
Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, metà delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che è sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere).<br />
Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani - dopo aver &#8220;delocalizzato&#8221; e creato disoccupazione in Italia - pagano salari da fame ai lavoratori.<br />
Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d&#8217;ora di popolarità. Non si chiedono cosa avverrà domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che è dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre già echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.<br />
Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell’ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di libertà, dignità e civiltà; che rende indistinguibili responsabilità individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti.<br />
Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell’intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d’infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom.<br />
E non sembra che l&#8217;ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri.<br />
Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione.<br />
Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.<br />
Essere rumeni o rom non è una forma di &#8220;concorso morale&#8221;.<br />
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.</p>
<p>Nessun popolo è illegale.</p>
<p></span></p>
<p><em>Pubblicato da</em> <strong>Giuseppe Genna </strong>, il Giovedì 15 Novembre 2007</div>
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		<title>Nuovi speciali, approfondimenti e repéchage su 24sette.it</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jul 2007 22:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovi speciali, approfondimenti e repéchage su 24sette.it







Hitler e il nazismo        magico
Giorgio Galli dimostra come alcune radici        culturali del nazismo affondino profondamente in quegli antichi mondi di        conoscenza (magia, occultismo, esoterismo, astrologia e alchimia) che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="titoloentry">Nuovi speciali, approfondimenti e <em>repéchage</em> su 24sette.it</div>
<table style="height: 16px;" border="0" width="2">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span class="libro"><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1260" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=401.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong><em>Hitler e il nazismo        magico</em></strong></a><br />
Giorgio Galli dimostra come alcune radici        culturali del nazismo affondino profondamente in quegli antichi mondi di        conoscenza (magia, occultismo, esoterismo, astrologia e alchimia) che        erano stati sconfitti, ma non cancellati, dal pensiero scientifico del        Cinquecento e del Seicento e dall&#8217;Illuminismo&#8230;</span></p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1261" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=402.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>Comunismo magico</strong></a><br />
Fin        dalla Russia zarista varie correnti mistico esoteriche avrebbero        influenzato la formazione di alcuni intellettuali bolscevichi. Fra questi,        per esempio, Aleksandr Bogdanov, anello di congiunzione fra &#8220;cosmismo&#8221;        russo e bolscevismo. Lenin, ammiratore dell&#8217; esoterico Bogdanov; Stalin,        influenzato da Gurdijeff e affascinato da Bulgakov. Gli strani messaggi di        Gagarin&#8230;  <a name="more"></a></p>
<p><a href="/http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1262" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=450.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>Delirio di novità        USA</strong></a><br />
Romanzi, fiction, faction e saggi usciti negli ultimi        mesi dalle case editrici statunitensi: <em>USAlibri</em> segnala le novità        editoriali americane più importanti e imperdibili. In questa tornata si va        da Updike a Pearl, da Self a Sen, da Antrim a Finder.</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1263" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=413.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>Sul <em>Sole 24ore</em>: Pariani su        <em>L&#8217;uomo del silenzio</em></strong></a><br />
Sul Sole 24ore un&#8217;intera        pagina dedicata allo straordinario romanzo dell&#8217;autore argentino Antonio        Di Benedetto, <em>L&#8217;uomo del silenzio</em>: stralci dall&#8217;introduzione di        Laura Pariani a uno dei capolavori e dei maestri della prosa argentina,        costretto all&#8217;esilio dalla dittatura dei Colonnelli.</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1264" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=456.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>Jung:        <em>I-Ching</em></strong></a><br />
Un testo di filosofia, etica,        divinazione, psicologia. Il divenire della vita, le sue trasformazioni e        il mutare continuo della Natura. La traduzione dall&#8217;originale cinese        rintraccia le connessioni con il taoismo, il confucianesimo e la scuola        yin/yang. L&#8217;<em>I-ching</em> richiede una lettura minuziosa, oltre alla        costante applicazione dei suoi princìpi: il soggetto è chiamato        direttamente in causa da un testo interattivo, che si rivolge alla sua        individualità.</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1265" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=410.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>Malcolm X:        <em>Autobiografia</em></strong></a><br />
Un ripescaggio storico: nel 1965        <em>L&#8217;Europeo</em> pubblica stralci dell&#8217;autobiografia di Malcolm X,        corredati da un memorabile servizio fotografico realizzato 24 ore prima        della morte del grande leader di colore. L&#8217; autobiografia del leader nero        ucciso dai Black Muslims a New York. L&#8217;infanzia difficile, l&#8217;esperienza        del carcere, l&#8217;incontro col movimento religioso che si stava diffondendo        tra la gente di colore.</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1266" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=451.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>Fantascienza e        teologia</strong></a><br />
Giuseppe Lippi su <em>Letture</em>: &#8216;Il rapporto        che lega la speculazione teologica con il suo retroterra narrativo e        fantastico - vale a dire, con la capacità di nutrire il sentimento e il        pensiero grazie all&#8217;immaginazione - è quanto mai vitale e non è venuto        meno nei secoli: cosa sarebbero le idee di creazione del mondo,        separazione della luce dalle tenebre, caduta degli angeli ribelli, collera        divina eccetera se non audaci immagini di sogno tradotte in forme        intellettuali?&#8217;</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1267" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=453.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong><em>La terra desolata </em>di        Eliot</strong></a><br />
Apparsa nel 1922, <em>La terra desolata</em> è la        pietra di paragone della poesia moderna. Smembrati e sottratti alla storia        culturale, eroi e luoghi del passato letterario si ricompongono in un        montaggio poetico di immagini, incroci intertestuali, registri dissonanti;        ormai simboli di un presente desolato, allegorie di una terra &#8220;guasta&#8221;,        protagonisti del tempo drammatico della morte degli dèi. E partecipi della        vocazione del mondo contemporaneo a tradurre il tragico in farsa&#8230;</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1268" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=430.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>Gao Xingjian        Celebration</strong></a><br />
Il premio Nobel 2002 per la Letteratura in uno        speciale che include un racconto, <em>Il crampo</em>: &#8216;Un crampo, sì, era        proprio un crampo che aveva cominciato a contrargli l&#8217;addome. Certo,        pensava di poter nuotare ancora più in là. Però, arrivato a circa un        chilometro dalla riva, l&#8217;addome aveva cominciato a contrarsi per gli        spasimi. All&#8217;inizio, appena sentito il dolore allo stomaco, aveva pensato        che continuando a muoversi sarebbe passato&#8230;&#8217;</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1269" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=403.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong><em>Pah-Tak. La patria del colpo di        sole</em></strong></a><br />
Dopo il clamoroso successo della guida        all&#8217;inesistente Stato della Molvania, una nuova esotica nazione si        affaccia al nostro orizzonte: è il Pah-Tak, così caldo umido ed esotico da        essere definito «l&#8217;ascella del Sudest asiatico». Ma quasi tutti concordano        sul fatto che, dopo averci trascorso un po&#8217; di tempo, questo paradiso        tropicale in un modo o nell&#8217;altro entra nel sangue.</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1270" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=398.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>Donohue su <em>Il bambino che non era        vero</em></strong></a><br />
Keith Donohue, lo straordinario autore de <em>Il        bambino che non era vero</em>, intervistato da Random House: &#8220;Da Garcìa        Marquez a Murakami, gli scrittori hanno sempre tratto elementi dal        fantastico per scriverne con realismo, per parlare del fenomeno umano        nella sua totalità&#8221;&#8230;</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1271" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=436.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>Il <em>New York Times</em> sul        <em>Thriller</em></strong></a><br />
Sul <em>New York Times</em> un articolo        su <em>Thriller - Storie scritte per tenervi svegli la notte.</em> Non è        un&#8217;antologia comune. Nasce infatti come emanazione dalla International        Thriller Writers Inc., un&#8217;organizzazione fondata nel 2004, che conta 400        aderenti e che mobilita la vendita di un 1.600.000 copie.</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1272" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=397.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>Flavio Santi:        <em>Discothèque</em></strong></a><br />
Con la pubblicazione di        <em>Discothèque</em>, splendido racconto pop di Flavio Santi, iniziamo a        presentare un autore eccezionale, romanziere critico e poeta di valore        riconosciuto ai massimi livelli, in uscita dopo l&#8217;estate per 24/7 con il        suo romanzo neogotico <em>L&#8217;eterna notte dei Bosconero</em>&#8230;</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1273" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=415.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>L&#8217;autore inesistente. Pseudonimi,        eteronimi, nick.</strong></a><br />
&#8216;Cos&#8217;hanno in comune Le Corbusier, Donnu        Pantu e Bob Dylan? Poco o niente a prima vista; il primo è uno dei padri        dell&#8217;architettura moderna, il secondo è il licenzioso poeta del 1600, il        terzo è il grande folksinger americano. Sembra che non ci sia nessun punto        di contatto tra di loro, ma a ben sapere tutt&#8217;e tre questi nomi non sono        altro che pseudonimi di tre persone che nella loro vita si chiamavano (e        si chiamano ancora nel caso di Dylan) rispettivamente Charles Jeanneret,        Domenico Piro e Robert Zimmerman&#8217;.</p>
<p><a href="http://c.contactlab.it/dct/1000206/397/493095/1274" target="_blank"><img src="http://www.24sette.it/thumb.php?tipo=cont&amp;max=100&amp;file=416.jpg" border="0" alt="" hspace="8" vspace="2" align="left" /><strong>Domanin: <em>Lucio Battisti        Reload</em></strong></a><br />
Igino Domanin, prodigioso talento narrativo        multiforme, filosofo di professione, uscirà nel 2007 per 24/7 con un        romanzo la cui classificazione di genere è letteralmente impossibile. Di        Domanin, per fornire un saggio della sua prosa sconcertante, offriamo una        breve meditazione psichedelica sull&#8217;icona pop che distrusse la propria        immagine</p>
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		<title>WIR SIND EIN VOLK: Grass e il caso Germania</title>
		<link>http://www.miserabili.com/2006/08/27/wir_sind_ein_volk_grass_e_il_c.html</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Aug 2006 22:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Mi fa male ancor oggi. Un male che poco fa mi ha costretto a cacciare la testa tra i cuscini&#8221; - Günter Grass, Il tamburo di latta (1959)
Per coincidenza dovuta a sfighe personali e motivi di studio per il prossimo romanzo, mi sono trovato a Berlino nelle due settimane che hanno visto emergere, sui media [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="smalltext"><img class="alignleft size-full wp-image-7" title="wsev" src="http://www.miserabili.com/wp-content/uploads/2009/11/wsev.jpg" alt="wsev" width="150" height="203" />&#8220;Mi fa male ancor oggi. Un male che poco fa mi ha costretto a cacciare la testa tra i cuscini&#8221; - <em>Günter Grass, <strong>Il tamburo di latta </strong>(1959)</em></div>
<p>Per coincidenza dovuta a sfighe personali e motivi di studio per il prossimo romanzo, mi sono trovato a Berlino nelle due settimane che hanno visto emergere, sui media europei e americani, <img src="http://www.carmillaonline.com/archives/grass1.jpg" border="0" alt="grass1.jpg" hspace="5" vspace="2" width="100" height="136" align="right" />l&#8217;aspro dibattito intorno alla confessione di Günter Grass, che nella sua autobiografia, <strong>Sbucciare cipolle</strong>, rivela di essersi arruolato a 17 anni nelle file delle SS, dopo un rifiuto della Marina militare di Hitler presso le cui sedi aveva presentato richiesta, essendone respinto. Ne è fuoriuscita una colata lavica, uno strascico di letame intellettuale e storico, un <em>boom </em>di <em>news</em>. Nello stesso momento in cui un altro scrittore saliva alla ribalta di riflettori funerei: l&#8217;israeliano David Grossman, a cui avevano ucciso il figlio Uri, riservista militare caduto nell&#8217;invasione del Libano da parte di Israele.<br />
Tempi ambigui che esigono un&#8217;analisi provvisoria. Provvisoria, ma necessaria: sul nostro tempo, sulla memoria, sulle responsabilità, sulla Germania e il nostro continente.</p>
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