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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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Il Domanin Show alla Feltrinelli


Si è svolta ieri, in un clima di euforia maniacale, la prima presentazione ufficiale della supernarrazione Gli ultimi giorni di Lucio Battisti di Igino Domanin. Moltissimi i Miserabili Lettori intervenuti, che ho avuto l'onore di conoscere e che ringrazio infinitamente. In una sala inaspettatamente affollatissima, Alessandro Zaccuri e il sottoscritto hanno presentato la personalità teoretica e lisergica di Domanin. Il pubblico è stato inondato da una gragnuola di suggestioni, che andavano dalla rievocazione di partecipazioni a festival di lettura erotica fino a incontri con Giorgio La Malfa, passando per il crollo apocalittico della new economy e per dissepolture memoriali inattese, come il superatleta sovietico Borzov o Serge Gainsbourg o Carlo Tognoli. L'esilarante show, non indenne da affondi profondissimi di teoria della letteratura (volavano terminologie orfiche come "cartografia psichica", "sincronicità della storia"), ha visto la partecipazione dell'editore Marco Monina (peQuod), Ferruccio Parazzoli, Mario Benedetti, Donata Feroldi, Antonio Scurati, Alessandro Bertante, Jacopo De Michelis (ovverosia MarsilioBlack), Filippo Tuena, Babsi Jones e uno dei fondatori di Autismo Eterorivolto. Presenti anche Mao Zedong e Bela Lugosi. Renato Altissimo è arrivato all'ultimo, in perfetta sincronicità con l'evocazione del suo spettro. Le due foto sono regalate ai Miserabili Lettori da Babsi Jones, che qui si vuole ringraziare e onorare, invitando tutti a farsi un giro attento sul di lei blog.

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Domanin su Repubblica!

[L'amico Edmondo Berselli, ottimo scrittore di Quel gran pezzo dell'Emilia. Terra di comunisti, motori, musica, bel gioco, cucina grassa e italiani di classe oltre che direttore del Mulino e corsivista della Repubblica, ha pubblicato sul quotidiano del gruppo L'Espresso una bella recensione a Gli ultimi giorni di Lucio Battisti di Igino Domanin. Lo ringrazio di cuore. gg]

LA NEW ECONOMY ASCOLTANDO BATTISTI
di EDMONDO BERSELLI

replogoult.jpgNei ringraziamenti, Igino Domanin si rivolge allo "sciamano dall'immenso talento" Giuseppe Genna, il quale in qualche sito del web esalta i pensieri stellari dello stesso Domanin. Nascono subito sospetti di combine, ma superato il fastidio per le lobby bisogna dire che Gli ultimi giorni di Lucio Battisti è un bel titolo per sei racconti ambientati generalmente nella post-economia, con incursioni nelle truffe internettiane del porno. Dove una classe lavoratrice che non è una classe , "non c'era alcun sentimento collettivo, alcuna solidarietà fra di noi", agisce su sfondi professionali disintegrati, amorali, puramente fenomenologici.

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Domanin: "Battisti Reload"

igibattisti.jpgQuando ho spedito a Liberazione la recensione de Gli ultimi giorni di Lucio Battisti (peQuod, 12 euro), il fantaromanzo a schegge di Igino Domanin, mi hanno chiesto che cavolo significasse il titolo del libro e io ho risposto: "Niente, ma tutto". Non è che Domanin non descriva per davvero gli ultimi giorni di vita di Lucio Battisti: lo fa, ma attraverso le coordinate della mitopoiesi, indagando la sostanza numinosa di cui l'icona Battisti è sostanziata. Fantasma tremulo e leggendario, pura radianza vocale, il Battisti di Domanin è, alla perfezione, l'immagine interiore che la narrazione impulsa sciamanicamente in chi legge o scrive, secondo i canoni aperti che sono stati timidamente affrontati nella recensione a La ragazza che non era lei di Tommaso Pincio. Questo esercizio di concentrazione buddhistico-bourroghsiana sul mandala Battisti ha un precedente. Quando lavoravamo insieme a Clarence, Igino Domanin si produsse nella più stringata e assurda biografia del divo di Emozioni. Ecco cosa ne scrisse.

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Domanin su Liberazione

liberazionelogodef.jpgMANUALE LISERGICO PER LE GIOVANI GENERAZIONI
di Giuseppe Genna
[da Liberazione, 15 maggio 2005]

Dalla letteratura abbiamo imparato a desiderare una fantasia complessa, seducente, perversa a un grado talmente intenso da spazzare via ogni imbarazzo e ogni inibizione. Un esercizio fantastico che sia politico: un’atletica della libertà che ci dia non la comprensione diretta, bensì le chiavi della comprensione stessa, che sapremo usare con smodata malizia e fervido trasporto. Quando ci troviamo davanti a testi che permettono una simile trance realistica, che ci fanno scorgere gli inediti legami tra i fatti, i nomi, le persone, allora ci troviamo di fronte a libri importanti, se non decisivi. Gli ultimi giorni di Lucio Battisti di Igino Domanin (peQuod – 12 euro) è uno di questi libri. Non è una raccolta di racconti, non è nemmeno un romanzo: è un trip, un accumulo lisergico, esilarante e commovente, di spazi curvi multidimensionali e dilatazioni del tempo.

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Domanin: estratto da Gli ultimi giorni di Lucio Battisti

di IGINO DOMANIN

[Il brano che segue è uno stralcio stellare dalla raccolta di super-racconti del dilettissimo Igino Domanin, Gli ultimi giorni di Lucio Battisti. Si tratta del ritratto di Sven, clamorosa e neorealistica evenienza antropologica della New Economy e apparizione mariana nel primo dei racconti del libro, Aperitivo con pornocrate. gg]

sven.jpgDurante la mia fase di rodaggio nel marketing ebbi come maestro un manager svedese. Proveniva da una famiglia massonica e cosmopolita. Aveva vissuto la propria infanzia in Kenya. Mi raccontava dei safari lunghi e interminabili. Mi parlava degli elefanti che si abbeveravano presso pozze calde e fangose. Mi figuravo spiagge preistoriche, abitate solo dai leoni che vi giungevano per prendere sonno, cullati dal suono invadente dell’oceano. Si chiamava Sven. Non capiva nulla di tecnologia. Ma aveva una solida preparazione in materia finanziaria, acquisita in duri stage presso Lehmann Brothers.
Gli chiesi se avesse mai fatto colazione al Savoy e se avesse mai ordinato un uovo sodo al ristorante. In genere questo tipo di domande lo mettevano di buon umore.
Chiacchieravamo spesso. Seduti in comode poltrone post-avveniristiche. Pezzi di modernariato anni settanta che arredavano la sala lounge dei nostri uffici.
Sven adorava bere caffè americano. Usava delle tazze enormi. Non fumava.

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Igino Domanin: Gli ultimi giorni di Lucio Battisti

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Mentre esce la cosmosfera narrativa di Leonardo Colombati, cioè Perceber, tocca anche a Igino Domanin esordire con un'opera-mondo che vale plurime esperienze allucinogene: è in tutte le librerie (se non c'è, arriva a ore) Gli ultimi giorni di Lucio Battisti, edito da peQuod, formidabile prima navigazione narrativa in solitaria di Domanin, uno dei libri più folgoranti di questi anni.
E', come dicevo, un'opera-mondo, ma estremamente diversa dall'universo di Colombati. Laddove Colombati erige una titanica struttura barocca, Domanin mappa galassie in connessione tra loro, azionando l'iperspazio, ed esperisce affondi lisergici che fanno emergere frammenti di passato più o meno prossimo (da Ugo La Malfa a Sylvie Vartan, dal vescovo Lefevre alla Cortina di ferro), scaglie di remotissime ere in cui la nostra specie non era come la conosciamo (un racconto si intitola Dolce vita per ominidi) e schegge di un futuro spaziale che sta alle latitudini del finale di 2001 - Odissea nello spazio.
Come per Perceber, si apre qui un'area dedicata a Gli ultimi giorni di Lucio Battisti: è il Domanin Show, zona in cui si accumuleranno estratti dal libro (ne ho già pubblicati qui e qui), discussioni incrociate con l'autore, improbabili interviste, recensioni varie.
Per ora, qui di seguito, la quarta di copertina di questa raccolta furibonda, e i titoli dei racconti.

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Domanin again: da Gli ultimi giorni di Lucio Battisti

igi2.jpg[Domani si parla di generazioni, rivoluzione dei generi, Piperno e Sharpe che sconvolgono il paesaggio letterario nostrano. Tutto ciò si riassume intanto in un paio di nomi e titoli, per me, e anche per i Miserabili Lettori. Uno dei nomi è Igino Domanin, del quale ad aprile esce, come già stradetto, Gli ultimi giorni di Lucio Battisti, per peQuod. Ricevute parecchie mail di Miserabili Lettori che chiedevano altre dosi di Domanin, accondiscendo volentieri: tanto, come è stato anticipato, Domanin Piperno e Colombati (più Pincio) costituiranno il filo rosso di quest'anno Miserabile. Mi raccomando: questo testo va da subito messo in relazione ai post e ai commenti sviluppati su Lipperatura, precisamente qui e qui. Nell'immagine che orna il racconto di Domanin, una foto del giovane Stefano Delle Chiaie]

chiaie1.jpgIL PARADISO, ADESSO

Verso le sette del mattino la sveglia suonava ogni giorno. Non sempre, però, doveva succedere che il capo lo chiamasse al telefono. Fu interrotto in uno dei suoi sogni ricorrenti: l’apparizione di un grosso maiale, con la pelle rossastra e scorticata, sulle cime verdi di un paesaggio alpino.
Ulisse Raviola era un amante delle borse calde e delle pancere, voleva che il proprio stomaco fosse riparato da un continuo tepore. Stava coprendosi con una maglia elasticizzata, mentre afferrò in mano la cornetta: si trattava, dunque, del proprio superiore. Raddrizzò i propri capelli con energici colpi di spazzola. Voleva tenere in ordine ogni cosa intorno a sé; ma soprattutto non sopportava che il proprio aspetto mostrasse segni d’incuria o di eccentricità. Tutto doveva essere nella norma.

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Domanin su 'Nuovi Argomenti: Aetna Furens

di IGINO DOMANIN
[Sul numero 29 di Nuovi Argomenti, intitolato TUTTI A CASA (ne parlo qui), appare uno dei racconti che Igino Domanin sta per pubblicare nella raccolta Gli ultimi giorni di Lucio Battisti, per i tipi peQuod. Traggo da questa narrazione furibonda due brani, che testimoniano della prosa ipnotica e violenta di Domanin. Come anticipato, il libro di Domanin, insieme a quelli di Piperno, di Colombati e di Pincio, costituirà un filo rosso di quest'anno Miserabile: me ne occuperò a più riprese. Buona lettura! gg]

igiaetna.jpgVivo come uno straniero da decenni. Forse da sempre.
Abito a Milano da quasi venti anni. Mi trovo sprofondato in un sofà rosso rubino. Ho in mano il controllo remoto dei suoni del mio Hi-Fi metallizzato. E’un pomeriggio un poco ipnotico. Pieno di pesche, fragole, ciliegie e mirtilli. Gioisco degli arrangiamenti per archi delle bossa novas di Tom Jobim. Ascolto un brano dedicato all’agonia di un dio marino. Mi piace affondare nei misteri acquatici. Mi sento a mio agio tra i tritoni e l’eros strafottente di Nettuno. Mi piacciono le ragazze in costume da bagno. Mi piacciono i bikini e le mulatte che sculettano. Che mi fanno l’occhiolino, mentre sventro una aragosta con le mani febbricitanti. Abissi, voi conoscete i misteri di un mare profondo e infinito!

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