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Il Genna sul Times e di nuovo sul Guardian!
Non capita spesso, ma agli italiani sta capitando. Già è raro che magazine e giornali inglesi o americani si occupino di autori del Belpaese. Che, però, se ne occupino due volte è davvero un segnale importante. Prendiamo i Wu Ming. La versione britannica di 54 ha talmente euforizzato la critica britannica, che sono uscite due recensioni entusiastiche sull'Independent, nel giro di poche settimane (qui il primo articolo in traduzione italiana; qui il secondo, in originale).
Il Miserabile autore, dopo un paginone del Guardian dedicato all'edizione inglese di Ishmael, torna proprio sul Guardian a distanza di un anno, in occasione dell'uscita della seconda tiratura in paperback del libro (desidero qui ringraziare Toby Mundy e tutto lo staff di Atlantic Books, il mio editore inglese, per l'enorme lavoro che hanno fatto, dalle splendide copertine delle tre edizioni alla ciclopica opera promozione).
Non c'è soltanto il Guardian. Di Ishmael si occupa anche il prestigioso Times.
Non si tratta soltanto di soddisfazione personale. Da un lato, c'è il fatto che la critica estera sembra molto più attenta e disponibile di quella nostrana rispetto alla ricezione di quanto avviene nella nuova narrativa italiana. D'altro canto, dopo l'apertura della scena letteraria in Italia (esordi, successi, discussioni, testi di alta qualità), è chiaro qual è il secondo passo di una strategia collettiva e autoriale: è puntare al cuore dell'impero.
Ecco, dunque, gli interventi del Guardian e del Times sul felicissimo Miserabile sottoscritto.
Non tokkare la pelle tel Drachen!
E' con teutonica gioia che si dà qui l'annuncio dell'uscita in Germania di Faß nicht an die Haut des Drachen, versione tedesca di Non toccare la pelle del Drago, il secondo thrillerone con protagonista l'ispettore Guido Lopez. Lo pubblica il colosso editoriale DTV, nella prestigiosa collana Premium, per la traduzione di Luis Ruby.
Si sta nel frattempo preparando l'edizione Oscar del Drago, che vedrà la luce in autunno. Prossimamente, un resumé delle recensioni ottenute in Olanda da De huid van de Draak (edito da Luitingh-Sijthoff), magari con l'aiuto del geniale traduttore Pieter van der Drift, uno degli organi pulsanti della personalità multipla Giuseppe Genna.
Il ciclo Mesmèr
di GIUSEPPE GENNA
Nel dicembre 2003 mi fu commissionato, da un'importante (quasi dominante) casa di produzione dell'enterteinment mondiale, un progetto per la realizzazione di una serie di graphic novel: un ciclo narrativo a tinte nere ed esoteriche. Stesi il progetto, ma poi non se ne fece più nulla. Il protagonista del ciclo, intitolato Mesmèr e ambientato in ogni epoca, è Franz Anton Mesmer [nell'immagine a sinistra], un alchimista settecentesco, amico di Mozart e ispiratore di Lafayette. George Washington stava per dichiarare gli Stati Uniti nazione mesmerista. Su Carmilla ho pubblicato soggetto e macrotrama, che presumibilmente daranno vita alla prossima stesura di un ciclo di narrazioni. Anche se non è detto l'ultimo baloon: a me piacerebbe realizzare questa saga in forma di fumetto, e quindi, prima di tradurla in romanzi, cercherò un editore di graphic novel.
Recensione all'edizione francese di Catrame
di JULIEN VEDRENNE
[da litteraire.com]
Sous un ciel de plombe (di Giuseppe Genna, tradotto da Julien Gayrard, edito da Grasset) è un romanzo incrostato di squallore allo stato puro. Uno squallore causato dall'afa e dal sudore - e dalla paura, anche. Per tutto il racconto, l'ispettore Guido Lopez ne è intriso. Inizialmente è una storia molto semplice. E' la storia dell'evasione di Cerfoglio, detenuto politico, alla vigilia dell'indulto, cioè un'amnistia concessa agli ex terroristi a vent'anni dal caso Moro. Improvvisamente, però, scatta la follia. Il ministro dell'Interno esercita pressioni politiche insopportabili su Santovito, il capo di Lopez, e minaccia di destituirlo dall'incarico di responsabile della Squadra Investigativa. I Servizi Segreti occupano tutti gli spazi d'indagine e sottopongono polizia e carabinieri a ogni tipo di depistaggio.
Il Miserabile in Antartide per un mese grazie a El Clarín!
Il Miserabile Autore vi saluta tutti, ma il sito i Miserabili rimarrà attivo, secondo la logica del paradosso a cui vi ha abituato. Me ne vado come Scott al Polo Sud, dove stazionerò per un mese. Partenza: il 17 marzo. Ritorno: il 16 aprile. Il prestigioso quotidiano di Buenos Aires, El Clarín, mi ha infatti incaricato di stendere un reportage dall'Antartide e mi invia a stazionare tra le basi argentine Esperanza e Jubany, nel continente ghiacciato, per venticinque giorni. Numerose le esplorazioni che dovrò affrontare, durante una delle quali verrà celebrato un singolare rito: una copia in spagnolo di Nel nome di Ishmael (En el nombre de Ishmael, pubblicato per il mondo latinoamericano dal Círculo de los lectores] verrà seppellita a tre metri sotto le nevi nel punto preciso del polo magnetico, così l'asse terrestre perforerà le pagine del libro. Mi sia concesso qui di ringraziare il mio agente argentino, Nicolás Costa Naveiro, per avermi permesso di realizzare un sogno.
Per tutti i Miserabili Amici: sarò telefonicamente irraggiungibile.
Per tutti i Miserabili Lettori: aggiornerò il sito regolarmente, poiché le basi antartiche argentine dispongono di ottime connessioni di Rete, e avrò molto molto tempo a disposizione, soprattutto la sera.
Quindi, al solito: stay tuned.
Un grande abbraccio dal felicissimo
giu genna

Tovarich Ishmael: esce in Russia!
E' fatta: dopo essere stato pubblicato negli Stati Uniti (prima in hardcover e poi nei tascabili), in Canada, in Inghilterra (in hardcover e tascabili), in Spagna (in hardcover e tascabili), in Olanda, Francia, Germania e nella stratosferica edizione realizzata in Giappone, Nel nome di Ishmael è uscito in Bulgaria (!) e Russia. E' per me un sogno che si realizza. Avrei voluto sostituire l'attentato a Kissinger con un attentato a Putin, ma non è stato possibile (invece, nell'edizione Usa, ho inserito una scabrosissima scena inedita).
В името на Измаил, del sottoscritto Джузепе Джена, è un Трилър edito da БАРД e costa 7.99 лв.
Ishmael banzai: esce in Giappone!
Continua la deriva planetaria di Nel nome di Ishmael: è ora la volta del Giappone. Qui accanto, cliccabile per scrutarla ingrandita, l'inquietante copertina nipponica del thriller, della cui traduzione si è occupata l'eccezionale Yumiko Arase, per la prestigiosa casa editrice Kadokawa Shoten. Il libro costa 2.400 yen. Qui di seguito pubblico l'entusiastica recensione fattane dall'Okinawa Times.
Ishmael è appena uscito anche in Russia: appena ne so qualcosa, lo dico.
Ed ecco la recensione...
I libri del Miserabile secondo il Miserabile
Oggi va così: mi tolgo uno sfizio.
Lo sfizio è questo: desidero discettare dei libri che ho scritto.
Quest'atto è imbarazzante, per cui lo compio.
Non si tratta di autoerigere un statua a se stessi e nemmeno di promuoversi [nella foto, il Miserabile mostra la targa con cui un sindacato democratico di polizia gli ha conferito il terzo posto a un premio importante del noir italiano]. Se lascio fuori dalla produzione due titoli è perché uno, che è net.gener@tion, firmato con l'illegittimo pseudonimo Luther Blissett, è ciò che intendeva essere una critica pratica al LB Project che è stata in parte accolta, come era ovvio, alla stregua di una fetida speculazione; il secondo, è Il caso Battisti (composto con Valerio Evangelisti e Wu Ming 1), perché per altri motivi si presta a critiche dello stesso tenore, seppure su un piano ben più drammatico. Desidero stare al di fuori di ogni logica di valutazione extraletteraria, come risulterà chiaro nel corso della disamina.
Oggi va così, se vi irritate, cambiate canale e sbollite, che tanto quel che passa qui non è fondamentale per la vita dell'occidente.
"Tutto nello stesso tempo": il Miserabile su Lo Straniero
E' uscito il nuovo numero de Lo Straniero, rivista benemerita diretta dall'impagabile Goffredo Fofi. Qui l'indice completo. Nel numero, un incontro tra l'altrettanto impagabile Alessandro Leogrande e il sottoscritto. Ecco il testo integrale del colloquio, che verte su letteratura, genere e politica. [gg]
Tu sostieni che spystory, thriller, noir e fantascienza sono gli unici veri eredi del genere epico e quindi le uniche forme di massimalismo letterario oggi possibile. Di fatto sono, in Italia più che altrove, l’unico spazio letterario in cui ci si confronta con la Storia, con il potere e i suoi riti, con la brutalità del sistema economico globale, con la criminalità politica quale regola e non quale eccezione. Tu stesso sei uno che si è confrontato con il caso Mattei, che ha messo in romanzo i traffici internazionali della mafia cinese, e che nell’ultimo libro ha “giocato” con le fobie post-11 settembre nell’Italia berlusconiana. Vorrei che ti esprimessi su questa urgenza del confronto con la Storia, a partire dal tuo lavoro e dai tuoi modelli.
Quella tesi sui generi una volta considerati “minori” è, per l’appunto, storica, e risale ai tempi della composizione di Assalto a un tempo devastato e vile, cioè al 1996. Oggi non sostengo assolutamente più una simile tesi e sono costretto a un giudizio più articolato.
L'Olandese volante: l'Olanda al volo
 Ho ricevuto una trentina di mail relative ai due interventi che ho postato su Carmilla e che vertevano sul caso Olanda. Nel caso interessassero ai Miserabili Lettori, li segnalo qui: il primo intervento si intitola L'assalto neocon all'Europa; il secondo, Il crollo dell'impero è il dominio dell'impero?.
Avevo promesso sui Miserabili notizie dall'Olanda. Non c'è stato il tempo di postarle da Amsterdam. Mi limito a enunciare la prima domanda del primo giornalista affrontato nell'hotel: "Scusi, perché nelle prime pagine del Drago sono occultati alcuni versi da High Windows di Philip Larkin? E se la pelle del Drago non va toccata, nel libro chi è San Giorgio?".
L'incontro alla libreria Bonardi, retta dall'impagabile Marina Warners, è stato bellissimo. Devo ringraziare Hanca Leppink, Marga De Boer, Kristel Vrielink e Cor Nieuwendijk, cioè l'editore Luitingh-Sijthoff, per l'eccezionale ospitalità e l'esperienza emotiva e intellettuale che mi hanno fatto compiere. Il traduttore Pieter van der Drift mi ha invitato a camminare con lui nei boschi e a stare zitto una buona volta: siccome è eterosessuale, ci andrò rialssatissimo, nei boschi.
Tuttavia, nonostante le ore di colloquio con giornalisti ed editori, che surclassano qualunque esperienza parallela da me fatta in Italia, il punto decisivo e per me sconvolgente non è legato alla letteratura o, se si capisce cosa intendo, è legato più che mai alla narrazione: e si tratta dell'Olanda post Theo Van Gogh, quella su cui ho cercato di ragionare negli interventi pubblicati in Carmilla.

i Miserabili vanno in Olanda: esce La pelle del drago
Fino a sabato, il Miserabile Scrittore è in Olanda, per interviste e presentazioni di DE HUID VAN DE DRAAK, versione olandese di Non toccare la pelle del drago, pubblicato dalla prestigiosa casa editice Luitingh-Sijthoff e tradotto dal bravissimo Pieter van der Drift.
Giovedì 4 novembre, alle 17.00, la presentazione ad Amsterdam, presso l'ormai leggendaria Libreria Bonardi di Marina Warners, che ha recentemente ospitato Giulio Mozzi, il quale ha immortalato e inviato al sottoscritto le locandine del Drago olandese [qui a fianco, cliccabile per ingrandirla, la foto di Mozzi].
Notizie dall'Olanda, varie ed eventuali, a seconda delle connessioni nella Venezia del nord...
Annunciazio': il Genna lascia Mondadori Tropea è il nuovo editore
Il Miserabile Scrittore ha deciso di lasciare Mondadori, editore di net.gener@tion, Catrame, Nel nome di Ishmael, Non toccare la pelle del drago, Grande Madre Rossa e, soprattutto, di Assalto a un tempo devastato e vile.
La decisione non è di carattere politico (il primo che mi parla dell'annosa questione piglia metaforici calci in culo) né economica: è semplicemente una decisione letteraria.
Il nuovo editore è Marco Tropea. Il Miserabile Scrittore avrà l'onore (e l'onere) di essere pubblicato, tra i molti altri, insieme ad alcuni autori che venera: Paco Ignacio Taibo II, Noam Chomsky, Joyce Carol Oates, Jonathan Lethem, Elmore Leonard, Don DeLillo, Peter Blauner e, tra gli italiani, due amici come Michele Monina e Piero Colaprico. Marco Tropea Editore fa parte del gruppo editoriale il Saggiatore, che include anche Pratiche e Net, e che il Miserabile Scrittore ritiene da anni essere il network culturale più interessante e arrembante della scena italiana, coprendo con testi fondamentali aree che vanno dalla narrativa alla saggistica sociologica e filosofica e letteraria (tra l'altro, come ricordato, si tratta dell'editore anche della storica rivista aut aut).
Il Miserabile Scrittore ringrazia per tutto quanto è stato fatto per lui e i suoi libri dall'editore Mondadori, e con entusiasmo a dire poco sfrenato abbraccia Marco Tropea in persona e i suoi nuovi compagni di lavoro.

'Ishmael' sul Guardian!
The Guardian, 3.7.2004
THE ITALIAN MOB
Il regista e scrittore Chris Petit, autore di The Human Pool, è esaltato da Nel nome di Ishmael, la cospirazione europea di Giuseppe Genna, che paragona a un incrocio tra Dennis Wheatley e 'La dolce vita'.
di Chris Petit
Spider's Web di Alan Friedman, un libro inchiesta sull'entusiasmo di Londra Washington e Roma nell'armare Saddam Hussein durante gli Ottanta, inizia proprio a Roma, in piena deferenza al primato dell'Italia in fatto di cospirazioni. Per le stesse ragioni, Nel nome di Ishmael, thriller politico picchettato di eventi storici, definisce l'Italia come la nazione della cospirazione, precisando: "Gli Stati Uniti della Pubblicità sono dilettanti quando si parla di cospirazioni. Gli Italiani hanno una storia. Disporre di una storia significa disporre di cospirazioni". La cospirazione tratteggiata da Genna è un affaire compulsivo, perfino voluttuoso, che corre in parallelo a quelli esplorati nel cinema da Francesco Rosi, come Cadaveri eccellenti o il caso storico de Il caso Mattei. Mattei, a capo della compagnia petrolifera di Stato, l'Agip, e grande oppositore del cartello delle multinazionali, descritto ai tempi dal Time come l'italiano più potente dai tempi dell'imperatore Augusto, morì in un incidente aereo nel 1962. La sua morte gioca un ruolo centrale nel romanzo di Genna.
Nel nome di Ishmael è un thriller sofisticato e cinematografico, proprio alla maniera di Rosi, che con agilità incrocia due indagini a Milano, a distanza di quarant'anni, incentrate sul sacrificio rituale di bambini, omicidi politici, un network sadomaso e una setta di killer professionisti - tutti connessi a "un potere occulto e tentacolare", un'organizzazione religiosa segreta guidata dal misterioso e invisibile Ishmael.
Intervista a Time Out su 'Ishmael'
[In the name of Ishmael, versione inglese del thriller mondadoriano, è uscito in Inghilterra. Il settimanale londinese Time Out mi ha chiesto un'intervista. La pubblico qui. gg]
Nel suo libro Il cuore oscuro dell'Italia lo scrittore inglese Tobais Jones chiede: "Come mai ci sone cosi tanti misteri in Italia?". Lei pensa che tutti queste domande senza risposte spiega la voglia del pubblico di leggere gialli?
Non credo, altrimenti avremmo un pubblico di lettori che frequenta la letteratura per una sorta di impegno civile. La politicizzazione del genere nero è più un fatto di scrittura, che di ricezione della narrativa da parte degli italiani. Per quanto l'Italia sia un Paese la cui storia è fitta di trame nere, resta tuttora una nazione a bassa intensità culturale.
Esce 'Catrame' in francese. 'Sous un ciel de plomb'
Mentre si attende l'uscita dell'edizione paperback di Ishmael negli Stati Uniti (il che è davvero un eveto) e quella hardcover inglese, è arrivata ieri la prima copia dell'edizione francese di Catrame, il cui titolo è stato modificato in Sous un ciel de plomb dall'editore Grasset (12.90 €). Il traduttore è il bravissimo Julien Gayrard, il medesimo di Au nom d'Ismaël, uscito sempre per Grasset. Sous un ciel de plomb è il quarto titolo della nuova collana 'Grasset noir'. Riproduco la quarta di copertina:
"Ciel de plomb sur Milan. Goudron collant et fumant dans l'exténuante banlieue de la ville. Entre les logements sociaux de Calvairate, la cité dortoir de Quarto Oggiaro, et la prison d'Opera, d'étranges événements se produisent : un homme se suicide, laissant un mensonge pour explication ; un réseau de pédophiles est découvert ; et un ancien terroriste s'évade... Au cœur des services secrets - pris entre des vérités inavouables et d'inquiétants mots d'ordre, tels l'indulto, cette loi d'amnistie attendue par les prisonniers politiques, vingt ans après l'affaire Aldo Moro - l'inspecteur Guido Lopez pressent un complot. Mais sait-il seulement sur qui ou sur quoi il enquête ? Pour découvrir ce qui se trame, Lopez va être contraint d'exhumer ses vieux souvenirs et des connaissances du passé… Un polar explosif dont le scénario plonge dans l'histoire récente de l'Italie, et restitue une ville de Milan intense, poétique et trouble".

'Ishmael' nel Regno Unito
Sta per uscire l'edizione inglese di Nel nome di Ishmael, presso Atlantic Books. Questa accanto (ingrandibile cliccandoci sopra) è la spiazzante copertina, che per me costituisce un enigma che sfiora il complotto. E questa è la scheda di presentazione, reperibile su Amazon:
"A savage and complex thriller set in fogbound, wintry Milan, In the Name of Ishmael is the story of a secret cult of assassins and the two detectives who set out to reveal the truth about Ishmael, the group's heavily protected and enigmatic leader. Expertly weaving apparently unmatched threads in two separate time periods - mysterious child murders, a series of seemingly unconnected assassinations, the accident that killed Princess Diana, a disturbing society of sadomasochists, and the death of an Italian press magnate - Genna crafts a chilling and utterly compelling tale of political conspiracy and serial murder. Terror and spellbinding literary gamesmanship are at the heart of this daring fiction debut. In the Name of Ishmael is a gripping whodunit and stunning work of literary fiction".
Giuseppe Genna - In the name of Ishmael - pgg. 400 - Atlantic Books - £ 12.99

'Ishmael' finalista del Prix Méditerranée Etranger
Au nom d'Ismaël, traduzione francese di Nel nome di Ishmael pubblicata da Grasset, è finalista al prestigioso Prix Méditerranée Etranger. Si tratta di uno dei più importanti premi letterari d'Europa, assegnato in recenti edizioni a Kadaré, Eco e Perez-Reverte. Sono felicissimo: essere selezionato per la tornata finale di un riconoscimento del genere è già un premio, per me. Il fatto, poi, che non si tratti di un riconoscimento italiano, ai miei occhi, vale molto di più. Scusate lo splafonamento personalistico, ma volevo condividere questa soddisfazione...
Una mail su 'Non toccare la pelle del drago'
Mi arriva una mail di Lucia, lettrice di Non toccare la pelle del drago. Siccome la sua lettura coincide totalmente con uno dei livelli di scrittura del romanzo, la pubblico e rispondo alla domanda finale che Lucia mi pone. Ecco il testo della mail:
"Chi regna è il titolo dell'epilogo.
Epilogo di 379 pagine.
Migliaia di parole.
Tanti morti.
Un'intera umanità sepolta nella carne fresca.
Il botulino che toglie le rughe e deruba ogni espressione.
D'altra parte quale espressione può mai avere un essere che non ha più nessuna gioia, nessun dolore, nessun ideale, nessuna cosa, qualsiasi cosa da condividere da amare o da odiare?
Quella parte di mondo ancora vergine traforata, estirpata dalle sue viscere la memoria appollaiata nel suo nucleo ghiacciato, trafugata per essere bevuta e quindi cancellata, distrutta.
Quei vitelli sospesi nell'aria e imbevuti di birra.
Quei personaggi, buoni e cattivi, tanto uguali da non distinguere chi è il buono e chi il cattivo.
D'altra parte se l'umanità è morta non può essere morta solo da una parte.
390 pagine e poi si arriva al centro.
Ponendosi la domanda: Chi regna?
Noi lo sappiamo chi regna oggi?
Ho letto Non toccare la pelle del drago e ho avuto paura che il dolore mi uccidesse perchè nelle 390 pagine non ho trovato amore, dolore, nessuna speranza, neanche un filo di rabbia perché pure la rabbia è un sentimento.
"Ecco, è morto.
Ecco, rimane solo questo: ecco"
Rimane solo questo?
"Una piccola donna luminosa, i capelli rosso acceso, una fiamma calma bianca e rossa, una maternità straniera nella piazza deserta..."
No, non rimane solo questo.
La scena finale del Cristo appeso davanti alla facciata del Duomo mi fa sorgere la domanda: sarà attraverso gli occhi finti di un dio qualsiasi che rinascerà l'umanità?".
Ed ecco la mia risposta a questa domanda finale: no.

Intervista su Liberazione
di Domenico Gallo
[da Liberazione del 8.1.04]
 Giuseppe Genna è uno
scrittore di noir particolarmente
coraggioso
e non si nasconde dietro parafrasi
o ambientazioni di comodo.
Anzi è proprio la storia d’Italia,
quella dei misteri di Stato,
a essere il motore diretto delle
sue storie. Una narrativa cruda
che cerca di ricostruire un senso
attraverso una relazione diretta
con la cronaca. Nato nel
1969, Giuseppe Genna è scrittore,
polemista e provocatore.
Ha pubblicato l’antologia Assalto
a un tempo devastato e vile
e i romanzi Catrame, Nel nome
di Ishmael e Non toccate la
pelle del drago, tutti per le edizioni
Mondadori. Dopo essere
stato una delle anime del portale
Clarence, ora è tra i promotori,
assieme a Valerio Evangelisti,
del sito Carmillaonline,
“letteratura, immaginario e
cultura di opposizione”.
Leggendo i tuoi romanzi, soprattutto Nel nome di Ishmael e Non toccare
la pelle del drago , ho avuto l'impressione che la trama fosse sul punto
di fuggire e disperdersi in uno sfondo troppo complesso e oscuro. La realtà,
sembri insinuare, ha almeno tre livelli, quello dei cittadini ignari, quello
dei poliziotti, quello del complotto. In ognuno di questi livelli esistono
dei tradimenti e delle ambiguità, ma quando la verità sembra essere sul
punto di rivelarsi, il livello superiore la spazza via. E' vero?
Non è così geometrica la struttura su cui lavoro e le mie trame non sono semplici e risolvibili come i rebus della Settimana Enigmistica. Certo, esistono molti livelli di comprensione e azione dell’evento politico, ma nulla è preordinato con esattezza, e quindi il complotto è impossibile.
Sui 'narcisismi'
[Da un amico scrittore, ricevo queste righe, che colgono esattamente i motivi per cui mi sono deciso a pubblicare, su i Miserabili, le recensioni dedicate ai romanzi che ho pubblicato: soprattutto quelle estere]
Caro giuseppe,
forse ti stupirà, ma queste righe te le scrivo per farti i complimenti per aver pubblicato sul tuo sito la recensione (davvero ben fatta) del manifesto a "Non toccare la pelle del drago", ma soprattutto quella americana a "Ishmael". Non è narcisismo, secondo me, ma un senso di giustizia e di (modica ma sacrosanta) fierezza. A un sacco di gente sfugge la dimensione del nostro lavoro. Il discorso per cui ti scrivo è che questa italiuccia gossippara e invidiosa non si rende conto di avere artisti, scrittori, pensatori, intellettuali che hanno una dimensione che oltrepassa le frontiere e parla anche ad altri, RIESCE a parlare anche fuori. Allora mi sembra giustissimo, DOVEROSO che tu lo faccia sapere, senza falsa modestia, segnalando proprio la risonanza di quello che fai all'estero. Ai coglioni che pensano che noi si sia in una specie di riunione di condominio a discutere di sottoscala e sgabuzzini sfugge completamente questa dimensione: quel FUORI che è sineddoche di universalità, ma anche metafora di ARTE. Siccome è impossibile far capire la metafora, ovvero quella che PER LORO sarebbe una complicata metafora (non riescono neanche a concepire che ci sia chi fa della scrittura, cioè arte, letteratura, poesia, bellezza, verità, intensità, singolarità universale...) e per noi invece è purissimo discorso letterale... be', che almeno constatino, per sineddoche, che quello che facciamo è più ampio del cortile dove loro schiamazzano.

Genna USA: la stroncatura di Kirkus Review
[Se non me l'avessero già fatta, pagherei di persona perché qualche americano scrivesse una stroncatura simile di un mio libro... Secondo me, l'ha scritta Luttwak, o uno comunque affine... Ehi: comunque ha capito che il nome 'Ishmael' viene da Moby Dick!]
da Kirkus Review
Due indagini poliziesche - una nel 1962, l'altra nel 2001 - convergono verso uno scenario che metterebbe di fronte una minacciosa organizzazione politica che opera in Italia e, dall'altra parte, il resto dell'Europa. Un thriller che nel titolo ha il nome Ishmael, più che togliere il fiato, lascia perplessi così come, il che puntualmente accade, la trama, incentrata su un piano per assassinare Henry Kissinger. Kissinger non è De Gaulle e questo debutto letterario italiano in USA non è né Il giorno dello Sciacallo né Moby Dick.
Genna olandese volante: in italiano
[Vai tu a immaginare quanto certe persone ti vogliono bene e fanno cose per te in nome non di Ishmael, ma del puro affetto! Mi è arrivata prontamente in mail la traduzione della recensione in olandese, che avevo pubblicato ironicamente, per tentare di fare capire l'autentico valore di questi narcisismi. La traduzione, fatta al volo, è di Stefano Beretta, che ringrazio tantissimo. Oh, Ishmael sta per uscire anche in Russia e Giappone: non è che per caso qualcuno...? :-D]
NEL NOME DI ISHMAEL
(E nel nome del Padre e del Figlio Bush e di Ishmael, Amen.)
Un libro di citazioni, simbolico e pieno di suspense, con uno spruzzo di storia italiana.
Questa volta il male arriva - in brevissimi capitoli, pim pum pam - dall'altro lato dell'Oceano Atlantico e ha il nome, vagamente arabo, di Ishmael.
Avete sotto mano la vostra vecchia agenda del 2001 e del 1962?
Genna olandese volante: In de naam van Ismael
[Riporto la lusinghiera recensione all'edizione olandese di Nel nome di Ishmael, pubblicata su uno dei più importanti siti letterari del Benelux. Chi sapesse l'olandese è pregato di contattarmi, perché magari si tratta di una potente stroncatura. :-D]
GIUSEPPE GENNA - IN DE NAAM VAN ISMAEL
(En in de naam van de Vader & de Zoon Bush & Ismael, amen.)
Een spannend symbolisch citatenboek met een vleugje Italiaanse geschiedenis.
Het kwaad komt deze keer - in hele korte hoofdstukjes, flits, flats, pats, boem,
van de andere kant van de Atlantische oceaan met de Arabisch aandoende naam 'Ismael'.
Heeft u uw oude agenda's van 2001 én van 1962 bij de hand?
Genna USA: il New Yorker su 'Ishmael'
[Una recensione di In the name of Ishmael è uscita su The New Yorker. Non dispongo dell'intera versione, al momento. Ne traduco un estratto]
 Questo thriller barocco, ambientato a Milano e in cui i misteri sembrano continuamente trasudare dal terreno, si apre con due eventi apparentemente privi di connessione: la scoperta del cadavere di un bambino assassinato e sepolto sotto una lapide di guerra, all'altezza della crisi missilistica di Cuba, nel 1962; e, quattro decenni dopo, l'omicidio di un uomo in una strada, mentre si sta preparando un vertice internazionale. I capitoli si alternano nel racconto dei due detective incaricati di investigare. Il tortuoso plot - che tra l'altro coinvolge club sadomaso, sette occulte e assassini - ha il suo perno nella figura storica di Enrico Mattei, uno dei condottieri industriali dell'Italia del '62, morto in circostanze sospette per incidente aereo. (...) L'autore, poeta e giornalista, scrive con un'energia fibrillante e propulsiva, ed è capace di fermare l'attenzione del lettore agghiacciandolo anche soltanto con un'unica immagine - come accade quando descrive, sulla scena dell'incidente aereo di Mattei, gli alberi: intatti, che grondano sangue.

Il Manifesto su 'Non toccare la pelle del drago'
(Scusate: inauguro questa nuova categoria di merda, 'narcisismi'. Non pensavo di farlo, invece l'ho fatto)
L'Occidente di Chinatown
Pechino-Parigi «Non toccare la pelle del drago», il thriller di Giuseppe Genna
di MAURO TROTTA
[da il manifesto del 16.11.03]
Anno 1967, La Cina è vicina di Marco Bellocchio e La cinese di Godard raccontavano ai «buoni borghesi» sotto stress per la minaccia gialla (e rossa) quanto il maoismo contaminasse ampie fette del movimento del `68 e la contestazione alla società capitalistica. Ma la percezione di un «pericolo giallo» da parte della società occidentale, capace di destabilizzarla fin nelle fondamenta, rappresenta da oltre cent'anni una vecchia storia all'interno della cultura di massa. È negli anni Dieci del `900, infatti, che, attraverso i romanzi di Sax Rohmer, si impone il «cattivo» che incarna il mistero e l'astuzia del cinese-tipo, visto come assoluta alterità: il dottor Fu Manchu. Vissuto in numerose incarnazioni al cinema (da Boris Karloff e Christopher Lee al Dottor No di Licenza di uccidere passando attraverso la rivisitazione comica fattane da Peter Seller in Il diabolico complotto del dr. Fu Manchu del 1980) e nei fumetti (dal Mandarino, avversario storico di Iron Man a The Leaugue of Extraordinary Gentlemen scritta da Alan Moore per i disegni di Kevin O'Neill e ora trasformata in film). Oggi l'emergere del gigante cinese come possibile nuova superpotenza mondiale sembra aver rinnovato quel misto di diffidenza e attenzione che l'Occidente ha sempre riservato all'Estremo Oriente. Ed è proprio la visione della Cina incarnata dal personaggio del dr. Fu Manchu, naturalmente con una rivisitazione in chiave avant-pop più al passo con i tempi, al centro del nuovo noir di Giuseppe Genna, Non toccare la pelle del drago (Mondadori, pp. 390, € 15).
Genna U.S.A: In the name of Ishmael
Reviewed by Judy Gigstad
[in Book Reporter]
IN THE NAME OF ISHMAEL (Giuseppe Genna, Miramax Books, Fiction, ISBN: 0786869402)
In Milan, Italy, in the fall of 1962, a small body in a bag is placed beneath the slab of a war memorial to Italian Partisans from 1945. Guiriati Field is the site of the crime. Inspector David Montorsi wades into the mud and fog at the field and conducts the investigation into the child's murder.
Years later, in March 2001, a character called the Old Man tracks the movements of an American to 53 Via Padova, in Milan. Aided by directions from a boy and a Pakistani, he follows the American and shoots him. The Old Man has been fooled by an exact double. The American is free to meet his contact from Ishmael and proceed with his business. Inspector Guido Lopez is the detective first at the scene of the crime. He is puzzled by bizarre findings, in addition to the gunshot wounds found on the body during the autopsy. There is evidence of masochistic sexual activity.
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