|
|
|
|
I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
   NEWSLETTER
   HOME
   RECENSIONI
   SPECIALI
   INTERVENTI
   TESTI
   SEGNALAZIONI
   INTERVISTE
   ULTRALETTERATURA
   L'ARCHIVIO

Mario Benedetti: file audio da Umana gloria

fahrenheitlogopoesia.jpgNella splendida sezione Poesia dello splendido sito della splendida trasmissione Fahrenheit (Rai Radio 3), insieme a molte voci di poeti contemporanei (in questi giorni, Massimo Bocchiola, Silvia Bre, Antonio Riccardi, Milo De Angelis; ma consiglio una profonda navigazione di quest'area...), è possibile ascoltare alcune poesie di Umana gloria (collana Lo Specchio, Mondadori, € 9.40) lette dall'autore, Mario Benedetti. Ecco, al momento, i file audio ascoltabili su Fahrenheit:

In fondo al tempo

Che cos'è la solitudine

stacco.gif


Branciaroli interpreta Benedetti: pianto, luce, iperspazio

Esistono apici. La vita ne offre. A noi lasciarci involare, scuotere, errare. Chi non beve con me, peste lo colga.
Una settimana fa, presso la Sala Fontana di Milano, si è tenuto un reading di poesia: Franco Branciaroli ha letto i versi di Umana gloria, la raccolta di Mario Benedetti. In platea, una settantina di persone. Una performance che, al suo esordio, era pura banalità compartecipativa: io presentavo il libro di Benedetti, lo intervistavo, si ascoltavano le storie di un terremoto totale, che scuote la poesia e la mente dell'autore friulano, dopo averne scosso la casa. Fino a qui, tutto normale. Potevamo essere in Feltrinelli. Ultimamente, tutto è in Feltrinelli. Invece eravamo in un teatro - il tempio della preghiera laica. All'improvviso, si è manifestato il sacerdote che amministra quella messa. Il messale era la poesia. Dalle quinte è uscito Franco Branciaroli. E io, le settanta persone, i testi, il tempo - tutti siamo stati proiettati di colpo nell'iperspazio.

stacco.gif


Perché 'Umana gloria'?

Prima che scrivere di Umana gloria, il libro di poesia di Mario Benedetti sul quale ho promesso di tornare a più riprese, vorrei suggerire suggestioni, legami transitori, riferimenti che mi sembrano intercettabili ancora prima di un atto critico. Comincio dal titolo: perché umana gloria? E' ironico? Nulla di ironico, questa sarebbe un'ipotesi interpretativa erratissima, sconfessata dal testo. Ecco qual è la traccia a cui penso, invece: si tratta del Triumphus Temporis di Francesco Petrarca. E, precisamente, questi versi finali, che qui sotto seguono e che possono aiutare a comprendere da dove e come e a che esito nasca, in Mario Benedetti, la mitologia della memoria, l'immagine centrale della 'neve' e l'assenza del 'sole' a vantaggio della centralità dell'allegorema del 'cielo'. Ecco i versi di Petrarca, dunque:

Passan vostre grandezze e vostre pompe,
passan le signorie, passano i regni;
ogni cosa mortal Tempo interrompe,
e ritolta a' men buon, non dà a' più degni;
e non pur quel di fuori il Tempo solve,
ma le vostre eloquenzie e' vostri ingegni.
Così fuggendo il mondo seco volve,
né mai si posa né s'arresta o torna,
finché v'ha ricondotti in poca polve.
Or, perché umana gloria ha tante corna,
non è mirabil cosa s'a fiaccarle
alquanto oltra l'usanza si soggiorna;
ma quantunque si pensi il vulgo o parle,
se 'l viver vostro non fusse sì breve,
tosto vedresti in fumo ritornarle. –
Udito questo, perché al ver si deve
non contrastar ma dar perfetta fede,
vidi ogni nostra gloria al sol di neve;
e vidi il Tempo rimenar tal prede
de' nostri nomi, ch'io gli ebbi per nulla,
benché la gente ciò non sa né crede:
cieca, che sempre al vento si trastulla
e pur di false opinïon si pasce,
lodando più il morir vecchio che 'n culla.
Quanti son già felici morti in fasce!
Quanti miseri in ultima vecchiezza!
Alcun dice: – Beato chi non nasce. –
Ma per la turba a' grandi errori avezza
dopo la lunga età sia 'l nome chiaro:
che è questo però che sì s'apprezza?
Tutto vince e ritoglie il Tempo avaro;
chiamasi Fama, et è morir secondo;
né più che contra 'l primo è alcun riparo.
Così 'l Tempo triunfa i nomi e 'l mondo.

stacco.gif


Villalta: sulla poesia di Mario Benedetti

di Gian Mario Villalta
[E' da oggi in tutte le librerie Umana gloria, il libro di Mario Benedetti pubblicato nella storica collana di poesia Lo Specchio, da Mondadori. Come annunciato con largo anticipo, i Miserabili dedicheranno, a più riprese, ampio spazio a questa raccolta di versi e al suo autore. Cominciamo riprendendo, dalle pagine di Pordenonelegge (uno dei siti letterari che invitiamo a visitare regolarmente), un saggio di Gian Mario Villalta sulla poesia di Benedetti]

Questa intensa sequenza di "luoghi", che nell'insieme mostrano di condividere un medesimo orizzonte, porta nuova e coerente materia all'opera che Mario Benedetti sta costruendo dopo I secoli della primavera (Sestante 1992), dove già sono presenti i tratti inconfondibili di una poesia forte e originale, e che ha le sue prime importanti anticipazioni nelle due sillogi.
Una terra che non sembra vera (Campanotto 1997) e Il parco del Triglav (Stampa 1999). Non è necessario, del resto, compiere uno sforzo particolare per convincere sulla qualità di un poeta che sa mantenere limpido il dettato dei versi in una sintassi difficile e rarefatta, mentre porta un'intonazione così profondamente sentita e sofferta entro lo spazio della vita di un uomo e una donna, nella loro casa di ogni giorno:

Ma d'aria siamo quasi, in tutte le stanze
dove ci fermiamo davanti a noi un momento
con la paura che ci ha assottigliati in un sorriso,
dopo la paura in ogni mano, o braccio, passo,
che ogni mano, o braccio, passo, non ci siano.

stacco.gif


'Umana gloria': la quarta di copertina

L'esistere autentico è semplice e feriale, incerto e delicato "come una veglia", ci dice Mario Benedetti in questo libro incantevole e sobrio, che lo impone come figura di limpida autonomia e valore nel panorama della nostra poesia. In Umana gloria, il suo sguardo è vigile e calmo, si ferma su una "materia povera", quella delle nostre vite, che osserva nella loro opaca, eppure eroica dignità quotidiana. Benedetti sa esprimere la meraviglia del nostro essere nel tempo, del nostro essere uomini che passano e si disperdono miti, tra "le erbe, i mari, le città". Osserva persone e paesaggi, registra vicende e sentimenti, ma si accorge di allontanarsi poco a poco da se stesso, di essere divenuto suo malgrado "qualcos'altro: distanza dalla vita" e dalle cose, che pure voleva abbracciare. Chi invece ne è più intensamente parte, creature in naturale armonia con il tutto, sono gli esseri più fragili, i bambini e gli umili, che "hanno visto le cose, / le fiabe, i miracoli, come un paradiso che non c'è più".
Benedetti ha un tono piano e sommesso, lieve e turbato. Predilige il verso lungo di un dire prosastico, ma scandito con originale sensibilità, fino a scegliere decisamente la prosa poetica in un denso capitolo di situazioni e impressioni vive, d'amore. Frequenta luoghi diversi, dal Friuli dove ha le sue radici al nord francese: Brest, Calais. Ma soprattutto si insinua, con verità ed emozione - oltre le superfici e le vane difese dell'umano apparire nel mondo - nelle profondità più inermi, ben consapevole che è "un grande sogno vivere / e vero sempre, doloroso e di gioia".

stacco.gif


Benedetti: 'Umana gloria'

STA PER USCIRE!



Il 27 gennaio sarà in tutte le librerie Umana gloria, il libro di poesie di Mario Benedetti edito da Mondadori nella collana Lo Specchio. Dedicherò uno speciale ampio a questa raccolta, che mi sembra una delle stazioni fondamentali della poesia contemporanea italiana. Nel frattempo, è possibile leggere alcune poesie di Mario Benedetti qui; un suo saggio su Rilke qui; un suo intervento su Idioma di Zanzotto qui; un suo pezzo su Salvia qui; sue traduzioni da Heaney qui.

stacco.gif


blogsnation.gif Questo sito, privo di qualunque finalità di lucro, è ospitato gratuitamente sui server di BLOGSNATION, grazie all'opera di pietà tecnica e di umana comprensione di Gianluca Neri. I contenuti della e-zine I Miserabili non sono soggetti a copyright. I Miserabili non è una testata registrata. Per proposte, richieste ed eventuali lamentele, contattare il responsabile di questo sito, Giuseppe Genna. Non si accettano invii di manoscritti (anche in forma digitale) e nemmeno proposte di recensione.
RSS 1.0RSS 2.0Listed on BlogSharesThis blog is listed in BlogBarThis blog is listed in BlogNewsGNU FDL LincensePowered by Movable Type 2.64