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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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La seconda puntata di SUOR JO

Dopo il soggetto della prima puntata della serie tv SUOR JO (autori il Miserabile e Gilberto Squizzato, regia di quest'ultimo, in onda su RaiTre a fine estate), propongo la trama della seconda puntata. Tema centrale: il terrorismo internazionale (non solo islamico...) organizza l'attentato aereo contro il Duomo di Milano. In questo scenario, le indagini di Lopez e l'opera iniziatica di Suor Jo si legano alle vicende di Ahmed, giovane extracomunitario. Location: lynchianissime e fantasmagoriche Francoforte, Zurigo, Casablanca, Milano e, ovviamente, Cusago. I temi e il finale sono mutuati da eventi realmente accaduti. Compaiono qui, in improbabili vesti sufiche, Antonio Moresco, nel ruolo di un saggio e ineffabile imam, e il Miserabile Scrittore accanto alla sua creatura Guido Lopez.
Gilberto Squizzato [a destra, sul set] ha realizzato la puntata usando la sceneggiatura di questa puntata come canovaccio aperto: molti dialoghi e scene ulteriori sono presenti nella versione filmata dell'episodio. I personaggi che fanno da struttura continua alla serie sono presentati qui. Le foto sono tutte ingrandibili: basta cliccarci sopra.

Gilberto Squizzato & Giuseppe Genna

SUOR JO
I gialli dell’anima

secondo episodio

GLI AEROPLANI TORNANO A COLPIRE


La puntata vive della narrazione di tre episodi di cronaca vera, recentemente avvenuti in Lombardia: il folle gesto di un extracomunitario che si è fatto esplodere, come un kamikaze, nel parcheggio di un McDonald’s nel Bresciano; l’arresto a Milano dell’ideatore della strage di Madrid; la morte per soffocamento di un extracomunitario che la sua fidanzata bresciana tentava di fare penetrare clandestinamente in Italia, nascondendolo nel bagagliaio della sua auto sotto pesantissime valigie.
Suor Jo è da subito immersa in un nuovo problema, da cui scaturirà con pienezza ed evidenza l’atroce enigma morale che, come Edipo davanti alla Sfinge, sarà costretta a fronteggiare e risolvere. Insieme al tuttofare della comunità alloggio Corte Lombarda, il fedele extracomunitario Rasmussen, la nostra protagonista porta soccorso a una prostituta di colore, Safiya, vessata da suoi “protettori”, che Suor Jo vuole aiutare a lasciare l’Italia e a fare ritorno nel Darfour, la regione africana sottoposta al più grave dramma umanitario del pianeta: è lì che Safiya ha lasciato il suo bambino. Sono giorni importanti per la Corte Lombarda: assistiamo infatti alla cerimonia pubblica con cui la comunità viene dedicata alla memoria del free lance Enzo Baldoni, rapito e ucciso in Irak e del quale vediamo indimenticabili immagini di repertorio.
La vicenda di Suor Jo e Safiya si intreccia con quella di Ahmed, uno dell’Atlante che, al contrario della prostituta africana, desidera intensamente portare la sua famiglia in Italia a ogni costo. Per questo lavora umilmente e sodo in quel di Malpensa, dove ricopre mansioni di facchino. All’improvviso Ahmed viene licenziato e si trova di colpo ad affrontare la drammatica odissea a cui vengono sottoposti gli emigrati extracomunitari privi di copertura. La comunità di Suor Jo non ha posto per lui e, al culmine del dramma personale, troverà rassicurazioni economiche soltanto grazie agli uomini del dottor Cusago, il quale ha in mente per lui un infernale patto: Ahmed, da musulmano, non ha problemi a immolare la sua vita in un attentato, e in cambio otterrà che la sua famiglia, sotto l’ala protettrice del dottor Cusago, sbarchi in Italia. In cambio dell’ingresso nell’enorme affare degli aiuti umanitari al Darfur, il faccendiere della Eulat è infatti costretto, dal network internazionale grazie a cui prosperano i suoi traffici, a dare appoggio a un innominabile Terrorista (che sarà poi “Moahhmed l’egiziano”), il cui zampino nelle stragi di Madrid è stato determinante. Il piano della cellula terroristica mediorientale è quello che aleggia nella pubblica opinione italiana dall’11 settembre 2001: colpire con un aereo il Duomo di Milano.
Mentre Suor Jo, nella sua infinita ma ambigua donazione agli altri, si affanna per trovare i soldi del biglietto aereo che riporterà Safiya in Africa, Lopez, che si trova di fronte l’enigma del sistema di potere locale/internazionale a cui è legata l’Eulat di Cusago (un enigma che connette il finto suicidio di Abel e certi riferimenti al satanismo di paese), intuisce che il gioco si è fatto pesante e che i servizi italiani sono di fronte a una minaccia enorme, da sventare al più presto: un attacco kamikaze su Milano.
Suor Jo, che per pagare il viaggio alla sua protetta arriva a vendere i suoi amati accessori da esibizione al peep show dove lavorava nel suo misterioso passato, reperisce i fondi per il biglietto aereo di Safiya nella maniera più inattesa e (almeno per lei) immorale: è il dottor Cusago in persona a donarglieli. Questo gesto, che conferma la conoscenza pregressa tra la giovane volontaria e il perfido faccendiere, getta la nostra protagonista in un abissale incertezza: sa che i soldi donati sono sporchi e tuttavia tiene troppo alla sorte della povera Safiya che, nel frattempo, viene vessata dai suoi protettori e ora rischia davvero di non potere più partire. Il dilemma etico a cui Suor Jo è costretta la lascia in una profonda indecisione: cosa deve fare?
Intanto Ahmed, istruito da Lupo e dal Terrorista Senza Nome, sta apprendendo gli elementi del volo con aereo privato. L’indagine di Lopez è totale: mentre controlla gli sviluppi dell’organizzazione del crimine che dovrà abbattere il Duomo di Milano, tiene sott’occhio anche gli sviluppi internazionali del traffico di Cusago, che fa perno sulla località in cui la rete illegale globale ha il suo centro: Zurigo. Ahmed sta vivendo fasi di profonda angoscia: la sua cultura di origine lo espone a una concezione della vita umana totalmente diversa da quella che si ha in occidente, il luogo in cui desidera fare arrivare la sua famiglia. E’ il momento decisivo dell’episodio: Suor Jo, che ha deciso comunque di fare partire Safiya, si ritrova a ricevere le confessioni di Ahmed, che le chiede di accompagnarlo da un Imam di stanza a Milano. L’Imam è una figura straordinariamente saggia, una sorta di asceta buddhista dell’Islam: alle incertezze di Ahmed, che gli chiede la benedizione per l’atto che sta per compiere, l’Imam risponde con ulteriori incertezze. Suor Jo, appena risolto il nodo morale relativo a Safiya, è costretta a risolverne un altro: decide che a ogni costo impedirà ad Ahmed di compiere il misfatto.
Ma Lopez ha già intuito tutto. La sua indagine è completa, non resta che agire. Lo aiuterà proprio l’Imam, che farà da mediatore col Terrorista Senza Nome, a cui viene garantito un espatrio sotto controllo delle autorità, mentre il piano dell’attentato al Duomo sfuma proprio all’ultimo. Mentre viene smantellata la rete di islamici radicali, con ovvie ripercussioni positive per il capo dei servizi segreti e responsabile di Lopez, Santovito, il nostro ispettore attende ancora risultati definitivi sull’intreccio criminale che ha, al proprio centro, come un ragno nella sua tela, il dottor Cusago – poiché Lopez ha compreso che Cusago è, oltre al ragno, la mosca restata imprigionata nella tela internazionale.
Nonostante lo scampato pericolo, il pericolo esplode ugualmente, in una maniera meno catastrofica dal punto di vista collettivo, eppure ugualmente dolorosa. Mentre dal Marocco viene clandestinamente fatta penetrare in Italia la moglie di Ahmed, nascosta in un bagagliaio sotto pesanti valigie, la donna, incinta, soffoca. Ahmed si immolerà, nel dolore privato più acuto che un uomo possa sopportare, all’inaugurazione di un importante investimento per il gruppo guidato da Cusago: un discount della Eulat. E’ un colpo di scena: Ahmed si fa esplodere su un’auto, autofilmando questo gesto da kamikaze, in modo che i suoi figli possano vedere la fine del loro padre.
Suor Jo, che ha contattato Lopez per fare saltare l’attentato al Duomo proprio quando Lopez lo stava facendo saltare, sarà costretta a tirare i fili del durissimo e inaspettato accadimento, il suicidio di Ahmed, che testimonia, una volta di più, quanto scegliere sia doloroso e come, accanto alla redenzione e alla vittoria morale, si consumino in pari grado tragedie e sconfitte.




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Venerdì 22 Luglio 2005

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