E' in tutte le librerie Scirocco di Girolamo De Michele (Einaudi Stile Libero, € 14.50). Già autore del notevolissimo Tre uomini paradossali, De Michele, che è una personalità eclettica e organizzatissima, un filosofo che ha le idee chiare e uno storico che le ha ancor più chiare, approda con Scirocco a un masterwork che non esito a definire fondamentale per la scena letteraria italiana, confermandosi come uno dei migliori scrittori di cui disponiamo oggi. Per ora mi limito a una segnalazione, riportando l'impressionante appendice dei chiarimenti e dei ringraziamenti che De Michele ha posto in coda al libro (si tratta, nella parte iniziale, di un detournément della nota che io inserisco, da Ishmael in poi, per evitare cause, e che a mia volta ho mutuato da David Foster Wallace): lettura divertente e istruttiva, soprattutto per quanto concerne l'ampiezza dei riferimenti che lo scrittore tarentino ha utilizzato nel comporre questa mappatura psichica e controstorica del nostro Paese. Non inganni il tono colloquiale, che raggiunge apici esilaranti, messo in bocca ai personaggi di Scirocco. Qui si affronta in realtà un problema serissimo, che si tenta di risolvere attraverso prospettive spiazzanti: è la coerenza della storia italiana dalla resistenza fino a oggi. Fittissimo di riferimenti pop (ma un pop diverso per ogni epoca evocata, dai Sessanta alla Fratelli d'Italia fino al presente in cui il riferimento gemellare potrebbe essere individuato in Guerra agli umani di Wu Ming 2), Scirocco è un'ulteriore pietra miliare nel superamento definitivo della poetica dei generi, un'opera che fa genere a sé e che radicalizza l'operazione che già De Cataldo aveva iniziato a compiere con il bellissimo Romanzo criminale (sempre Einaudi Stile Libero, non è evidentemente un caso...).
Invito i Miserabili lettori a leggersi Scirocco prima della mia entusiastica recensione, che verrà pubblicata a giorni. Nel frattempo, la mirabolante appendice a Scirocco: godetevela.
NOTE, RINGRAZIAMENTI E COSE CHE DOVRESTI SAPERE
di GIROLAMO DE MICHELE
[appendice a Scirocco, Einaudi Stile Libero]
Le vicende qui narrate sono finzioni letterarie scaturite dalla fervida mente dell’autore. In esse compaiono nomi di persone e circostanze “reali” in qualità di pure occasioni narrative. I nomi di aziende, strutture istituzionali, media, personaggi storici e/o politici, agenzie di viaggio, movimenti politici, rapper vengono utilizzati soltanto al fine di dare sostanza a immagini e sogni formulati intorno ad essi, e si riferiscono quindi a un ambito mitopoietico, ossia fantastico, che non ha nulla a che vedere con informazioni od opinioni circa la verità storica effettiva degli avvenimenti o delle persone – in vita o scomparse – su cui questo romanzo elabora una pura fantasia. Di conseguenza, le opinioni espresse dai personaggi di questa finzione letteraria sono, per l’appunto, opinioni dei personaggi stessi, e non affermazioni di carattere storico e di natura assertiva, indipendentemente dall’uso di una eventuale fonte documentaria.
Il lettore che dovesse provare un vago senso di déjà vu potrà, a piacere, attribuirne la causa agli universali fantastici di Vico, agli archetipi di Jung o, più banalmente, al fatto che la vita è piena di strane coincidenze e bizzarre casualità.
Nondimeno:
Tore Gigante è, letteralmente, Salvatore Gigante, noto ai tarentini come Mustaki. Chi non ha conosciuto questo generoso compagno scomparso il 31 agosto 2004 veda <http://lists.peacelink.it/taranto/msg00824.html>, e beva una birra alla sua memoria. Mustaki è anche in un mio racconto pubblicato su Frame. Yakup Mahmeti è un personaggio di Wu Ming 2, Guerra agli umani (Einaudi Stile libero, Torino, 2004). Jean-Claude Mové/2M è un personaggio di Michel Laconique, Merde à Dieu (dattiloscritto, 2003). Lara e Ferodo sono stati ispirati dalla rilettura del saggio di Paolo Virno Ambivalenza del disincanto (ora in Esercizi di esodo, Ombre Corte, Verona, 2002, pp. 29-56). Point Break fu l’oggetto di una verifica di filosofia di una mia alunna nel 1996, Ludovica G.: ci ho messo otto anni per capirlo, ma alla fine ci sono arrivato. Diego dall’Olmo è un omaggio a Beppe Ramina, giornalista bolognese e fondatore dell’Arci-Gay. Padre Educando Ricrea (per il nome chiedere di nuovo a Wu Ming 2) è un omaggio al protagonista di una serie televisiva degli anni ’60: I ragazzi di padre Tobia, come pure è un omaggio al personaggio di una fiction americana il chirurgo che compare nel par. 6.8. Pantera era un barbone che ho conosciuto nel 1990; aveva già un male incurabile, l’ho visto l’ultima volta nel 1993. La frase sulle due attività principali del pancreas è di Alessandro Bergonzoni, Le balene restino sedute. Bergonzoni sostiene la Casa dei risvegli Luca De Nigris: www.amicidiluca.it.
Vittorio Guerra è liberamente ispirato alla figura di Vincenzo Vinciguerra, reo confesso della strage di Peteano. Alcune sue frasi (compreso l’assassinio di Helena Hamburg citato nel par. 4.10) sono liberamente tratte dai suoi libri autobiografici Ergastolo per la libertà (Arnaud, Firenze, 1989) e Camerati, addio (Ed. di Avanguardia, Trapani, 2000). L’uomo di nome Yves è ispirato a Yves Guérin-Sérac, uno degli strateghi internazionali della strategia della tensione (come appare nel par. 4.10); dalle informazioni che ho raccolto risulterebbe effettivamente proprietario di un villaggio turistico in Spagna (dove era certamente all’inizio del 1998): l’evento riportato nel par. 6.12 è un auspicio.
Quasi tutto quel che dice l’inviato americano di nome Michael è tratto da articoli pubblicati negli ultimi 5 anni dalla rivista neocons National Review, in particolare da Michael A. Ledeen, Adam G. Mersereau, Phillip E. Johnson; il libro e l’autore che cita nella conferenza del par. 6.8 sono Francis Fukuyama, The Great Disruption; la definizione di Spinoza come «un genio del male moderno» è di Giuliano Ferrara. Il dottor Pola pronuncia, o legge, frasi e discorsi libermente tratti dalle pubblicazioni dell’ISTRID (Istituto Ricerche e Informazioni Difesa: www.istrid.difesa.it) e del Gruppo Poles (gruppo di lavoro sulle politiche per l’esportazione: vedi www.carmillaonline.com/archives/2005/01/001164.html#001164).
L’uso dei telefoni da parte dei personaggi è stato in buona parte ispirato alla ricostruzione di attività telefoniche, secondo la difesa finalizzate all’organizzazione di partite a calcetto tra attempati alto-borghesi laziali, fatta da Marco Travaglio in una presentazione del suo Bravi ragazzi: il loro uso non comporta alcun giudizio nei confronti dei telefonisti “reali”. Che le schede telefoniche scarichino l’informazione sulla chiamata su un unico computer non era noto nel 1998: è però emerso nelle indagini sull’omicidio D’Antona. L’uso dei telefoni cellulari è ovviamente vietato nelle carceri italiane: la violazione di questa norma da parte del personaggio Francesco Costante serve a connotare il suo particolarissimo status di detenuto.
Il Mattino di Bologna non esiste; l’immaginario cronista Roberto Colasanti è un personaggio di Andrea Pazienza; Tommaso De Lorenzis non è un cronista, ma scrive davvero su L’Unità. Il Corriere padano – nuova edizione, lo storico Elio Caputti e l’avvocato Furio Balbetti sono invenzioni letterarie.
Molti dei luoghi di questa storia sono luoghi fantastici. I paesi di Borgo Mezzo e Rocca Messapica non esistono. Non esiste a Bologna un Bar Prezioso in piazza Galilei, né esiste una piazza Th. Roosevelt. Molti altri invece sono veri, o lo sono stati. I tre bar del triangolo alcolico della filosofia ospitarono nelle sue peripezie socratiche il filosofo Roberto Dionigi, e i loro gestori e barman sono ringraziati nella sua ultima opera, La fatica di descrivere (ora riedita da Quodlibet, Macerata): grazie, Roberto, per esserci stato e aver seminato a piene mani. Il bar Pierino è stato abbattuto nel 2002, e con esso è andata perduta la ricetta dei pierini. La trattoria Venturoli esiste, ma è chiusa proprio di martedì e mercoledì, i giorni in cui si svolgono le cene col Togliatti. L’Hotel dei 4 Mori e l’Hotel Excellence non esistono; le notizie sugli altri alberghi (descrizioni, frequentazioni, ecc.) sono tutte reperite in rete. L’Antica Pizzeria Da Michele è nei pressi della stazione ferroviaria di Napoli, e fa la migliore pizza d’Italia: il suo sito è www.damichele.net.
Tutto quanto è detto sulla scena musicale bolognese degli anni Novanta (soprattutto nel par. 2.5) è vero: i Technogod si sono sciolti dopo tre bellissimi dischi, Franco Turra è un misconosciuto Pessoa della musica italiana, Jeff Pellini è diventato Neffa, e Silvia continua a non sapere che Luca si buca ancora.
Le pagine su Taranto sono un omaggio alla mia città natale e ai tarentini – ai miei genitori, parenti e amici, che hanno fatto, fanno e faranno sempre parte della mia vita. Esse sono ispirate dal bellissimo video A ‘nghianata (=la salita) di Angelo Losasso: perchè verità sia amore profondo; nel testo ho rifuso alcuni versi di Vladimiro Passananti, autore del testo di questo video. Un sincero ringraziamento a tutti i fratelli e le sorelle, di ieri e di oggi, tarentini e del Sud ribelle, e in particolare agli amici della libreria Dickens che nella discussione seguita alla presentazione di Tre uomini paradossali a Villanova (Taranto) mi hanno fatto venire l’idea dell’episodio tarentino. Per la trascrizione del dialetto tarentino ho fatto ricorso al Dizionario critico etimologico del dialetto tarantino di Nicola Gigante (Lacaita editore, Manduria, 1986). La storia raccontata dal Togliatti nel par. 6.11 è vera: i protagonisti si chiamavano Mèste Carmenidde (=Mastro Carmelo) e Annina ed erano di Taranto, l’ho trasposta a Bologna per ragioni narrative. L’ho pubblicata come racconto a sè, con qualche differenza (tra cui il finale) nell’antologia di narratori Copyleft, edito da Gaffi.
Quasi tutti i documenti che utilizzo sono reali, e quasi tutti reperibili in rete, oltre che su carta: chi vuole saperne di più metta qualche nome su Google e parta da lì: il difficile, a quel punto, sarà fermarsi. In rete ci sono molti siti di controinformazione sull’altra storia d’Italia: tra questi, www.reti-invisibili.net (con il quale collaboro io stesso) ricostruisce le storie delle decine di invisibili morti in difesa della democrazia, uccisi dalle forze dell’ordine dell’Italia repubblicana. Altri siti utilizzati e utilizzabili: www.carmillaonline.com, www.informationguerrilla.org, www.misteriditalia.it.
Gli atti del Convegno dell’Istituto Pollio furono pubblicati col titolo La guerra rivoluzionaria dall’editore Volpe, Roma, 1965. Ampi stralci sono riportati in V. Vinciguerra, Ergastolo per la libertà, cit. Le relazioni di Guido Giannettini e Pino Rauti e l’articolo di Epoca citati nel par. 4.10 si possono leggere rispettivamente qui: www.ecn.org/ponte/fontana/polgia.php; www.ecn.org/ponte/fontana/rauti.php; www.ecn.org/ponte/fontana/epoca.php. Il discorso letto dall’uomo dai capelli bianchi è di Franco Freda, La disintegrazione del sistema, 17 agosto 1969 (ora in F.F., La disintegrazione del sistema, Edizioni di Ar, 2000, pp. 15-49). Le espressioni dell’uomo dai capelli bianchi nel par. 3.6 sono liberamente tratte dal volantino con cui i NAR di Fioravanti, Cavallini, Mambro e Alibrandi rivendicarono l’assassinio del capitano Straullu e del suo autista (21 ottobre 1980), e contestualmente l’esecuzione di tre “traditori” di Terza Posizione: la frase testuale, riferita ai militanti di TP Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi, è «esponenti di spicco della vigliaccheria nzionale».
Le lettere e il memoriale di Aldo Moro sono scaricabili integralmente da: www.apolis.com/moro.
L’articolo sugli “assassini folli del Brabante” riportato nel par. 6.6 è in realtà una traduzione di Les Tueurs du Brabant: http://users.skynet.be/leurquin/grandesenigmes/tueursbrab.htm. Su questa banda criminale, inquietantemente simile nel modus operandi alla Banda della Uno Bianca: Sergio Carrozzo, L'enigma dei «folli assassini» del Brabante: www.ilmanifesto.it/MondeDiplo/LeMonde-archivio/Settembre-2001/0109lm06.01.html. Esiste un sito ufficiale (in francese) sugli assassini del Brabante: www.killersbrabant.be.
Il documento che ha nella borsa l’inviato di nome Michael (par. 5.2) è la Open Letter to the President (19 febbraio 1998): leggila in www.iraqwatch.org/perspectives/rumsfeld-openletter.htm. Il documento del Congresso degli USA pronto in bozze è l’Iraq Liberation Act of 1998 (PL 105-338): www.fcnl.org/issue/int/sup/iraq_liberation.htm.
La foto del ciellino con in mano un oggetto che pare essere una spranga l’11 marzo 1977 è stata pubblicata in: autori molti compagni, Bologna marzo 1977... fatti nostri, (Bertani editore, Verona, 1977), pag. 25.
L’articolo di Stefano Reggiani riportato nel par. 6.10 è realmente stato pubblicato sulla Stampa sera del 26 agosto 1976: lo avevo ritagliato e conservato.
La deposizione che costituisce il par. 4.2 (Una notte italiana) è in realtà la testimonianze di una delle vittime del pestaggio della scuola Diaz (il Media Center del Genoa Social Forum) nella notte del 21 luglio 2001: ho solo cambiato i nomi (vedila in Genova. Il Libro Bianco, edito dal Genoa Social Forum, pag. 137); l’avvocato Gastone Dall’Asèn è un amico. L’episodio delle telefonate nel par. 3.1 è liberamente ispirato ad un fatto di cronaca: durante la campagna elettorale per le comunali di Bologna del 1999 furono fatte delle telefonate dal contenuto razzistico ad una radio bolognese in favore di un commissario che si candidava nella lista di AN (e che effettivamente è poi stato assessore alla sicurezza nella giunta-Guazzaloca); gli autori delle telefonate furono identificati in alcuni poliziotti. Tutti i protagonisti di questa edificante vicenda sono stati sottoposti a procedimento disciplinare e trasferiti ad altra sede.
La conferenza stampa del par. 6.3 è ricavata, con piena condivisione dei contenuti, dai comunicati della Federazione Anarchica Italiana e del Circolo Berneri successivi alle provocazioni della se-dicente “Federazione Anarchica Informale”.
Original Soundtracks
Alife - Robert Wyatt
Anima mia - Claudio Baglioni
Cowboys from Hell - Pantera
Don’t Bang the Drum - The Waterboys
Helpless - Nick Cave
Fuecu - Sud Sound System
Hard Rain - Bob Dylan
Hope for Happiness - Soft Machine
I.G.Y. - Donald Fagen
Impressioni di settembre - Premiata Forneria Marconi
La Luce dell’Est - Lucio Battisti
Michel - Claudio Lolli
Monkey Gone to Heaven - Pixies
One Love - Massive Attack
Passenger - Iggy Pop
Safe From Harm - Massive Attack
Sanacore - Alma Megretta
Starway to Heaven - Led Zeppelin
Unfinished Sympathy - Massive Attack
Unforgettable - Nat King Cole
This is the Sea - The Waterboys
Walk between Raindrops - Donald Fagen
Walk on the Wild Side - Lou Reed
War Dance - Killing Joke
War Nerve - Pantera
What a Wonderful World - Shane McGowan & Nick Cave