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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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Letizia Muratori: Tu non c'entri

Tutti coloro a cui Melissa P. sta abbondantemente sulle gonadi, compiano un'opera di contestazione che fa bene alla letteratura e poi farà bene a loro stessi: comprino e leggano Tu non c'entri, romanzo di esordio di Letizia Muratori, edito da Stile Libero Einaudi, che apparentemente sembra penetrare nei territori dell'eros letterario, e invece realizza un'opera avvicinabile all'Io non ho paura di Ammaniti, imponendo all'attenzione il romanzo di formazione negli anni Duemila. Cesari & Repetti, i due direttori della collana einaudiana, andranno ricordati per il bene che hanno fatto alla narrativa italiana in questi anni. Letizia Muratori non è soltanto una scoperta notevolissima, ma addirittura un milite noto di un'offensiva che Stile Libero lancia in questi mesi, in nome della nuova letteratura italiana. Appena pubblicato il nuovo romanzo di Tommaso Pincio, uno dei testi davvero imprescindibili di questi ultimi anni, Stile Libero scatena in questi giorni un fronte ampio e impegnativo: oltre al romanzo di Letizia Muratori, il nuovo colossale De Michele (colossale nel senso di kolossal; si intitola Scirocco e non è semplicemente la continuazione del bellissimo Tre uomini paradossali) e il fantathriller politico della Babette Factory (si intitola 2005 d.C; Babette Factory è una band di scrittori che comprende Raimo, Lagioia, Pacifico e Longo). Questa operazione non ha nulla a che vedere col mercato: è un'apertura di credito a 360 gradi nei confronti delle narrazioni italiane contemporanee.
Tu non c'entri di Letizia Muratori è, in questa schiera, il perfetto romanzo di iniziazione e formazione. Il nostro tempo abolisce riti e miti iniziatici, non sostituendoli nemmeno con la patina nichilistica di un esistenzialismo alla deriva. L'iniziazione è dissociazione. Muratori mette in scena la formazione dell'interieur di Elena, una ragazzina che, per l'appunto, si mangia Melissa P. a colazione. La girandola di avventure erotiche che vive non è altro che una formidabile meditazione su cosa significhi acquisire un senso presso di sé oggi. Congeniale a ciò, una lingua velocissima, scatenata, coinvolgente.

Non è un romanzo erotico, Tu non c'entri. Non è possibile confondere le aquile coi polli. Il sesso, per la protagonista del romanzo di Muratori, altro non è che la prima e più naturale chance di difesa dal mondo. Elena sta con la madre in una zona degradata di Roma e deve ricavare da sé le modalità dell'esordio nel mondo. Fare sesso è meccanico ma coinvolgente. Diviene una sorta di endoscopia dei temperamenti. E' il feticcio che sostituisce la relazione con l'esterno, con l'alterità. Chiunque approfitta fisicamente della disponibilità compulsiva di Elena, ma nessuno riesce davvero a invaderla. Non c'è fusione tra soggetti viventi, ma soltanto sfregamento tra corpi parzialmente senzienti. E' proprio in questo punto che l'autrice enuncia la sua non appartenenza al genere erotico: qui non c'è critica del corpo e del piacere. Esiste una traccia di feticismo allegorico a cui Muratori ricorre per simbolizzare il rapporto che qui si intrattiene col genere erotico: Elena non si toglie mai la maglietta quando si unisce alla torma umana, ripetitiva in infinite variazioni. Così, Muratori non si toglie mai l'armatura quando utilizza la metafora erotica per parlare di ben altro rispetto al sesso. E' la letteratura. Ciò che non sono i libri di Melissa P., laddove l'erotismo è un'ingenua accettazione del reale, mentre Muratori struttura il sesso come momento di difesa psichica e di ricerca problematica dell'identità. Senza cadere - e questo è davvero un grande merito - negli ormai scontatissimi e paranoidi stilemi del postfemminismo, dei gender studies.
Per non crollare in un simile pattume anni Novanta, Letizia Muratori ricorre all'esperienza e all'immaginario: direi, anzi, all'esperienza dell'immaginario. Per quanto mi ributti pensarci, non è che io, maschio formatosi negli Ottanta Novanta, non abbia effettuato il percorso identitario ed erotico della protagonista di Tu non c'entri. Questa descrizione della formazione di un'immaginario su cui appoggiare la propria identità - intendo - si attaglia benissimo a una generazione: la mia. E diviene corrosivo rispetto ad altri tipi di formazione. In questo senso, Letizia Muratori formula una critica alla generazione che precede la mia, e riesce in questa operazione proprio grazie al fatto che sta lontana dal ricorso all'identificazione degli attuali quaranta cinquantenni con la loro storia sociale, con i percorsi ideologici che sono valsi quali riti iniziatici. Letizia Muratori mi pare cogliere in questo modo un obbiettivo fondamentale del presente letterario italiano: evadere da una critica sociologica, e aprire a una storicizzazione effettuata in termini di immaginario.
I quaranta cinquantenni escono distrutti dal ritratto commovente ma impietoso che si traccia in questo piccolo formidabile romanzo. Il teatro umano di alienati (alienati sì, ma senza un'alienazione della descrizione che se ne fa: è proprio gente che incontriamo tutti i giorni, quella che affolla Tu non c'entri), di borderline, di skater, di giovani e di giovanilisti, che popola queste pagine, è la realtà che si spalanca sotto gli occhi di chiunque. Non un raffazzonato pasolinismo, a meno che non si ricorra al Pasolini di Petrolio, quando si assiste alla memorabile scena del Pratone della Casilina: eros che non lo è, che è altro; varianza e interdizione dei corpi; iterazione meccanica e variazione umana.
Chiunque ha da dire la sua su una simile realtà, la quale con suprema indifferenza continua ad accadere. Simulazione della natura, proprio nell'indifferenza con cui si fa storia, questa cultura che tutti ci abbraccia non fa indurre a un semplice pessimismo o, peggio, a un atteggiamento apocalittico. Lo spettroscopio utilizzato dall'autrice romana di Tu non c'entri ha piuttosto a che vedere con certe pratiche buddhiste di visione consapevole: è così, accade questo, noi non siamo questa cosa che accade, siamo più di questa storia che ci abbraccia e, dunque, cosa siamo? Ecco in quale senso Tu non c'entri è un romanzo di iniziazione: è un romanzo iniziatico. Oltre a una sensibile predisposizione quasi gnostica per la fine dell'umano come salute dell'universo (una guerra agli umani, a questi umani occidentali, che sta esercitando la sua forza poetica su molti autori italiani), emerge una sorta di incanto per la pressione esercitata sul presente da un futuro sconosciuto, delle responsabilità di senso che il futuro stesso comporta.
Questo libro è un'angelologia del presente, non un romanzetto pseudorosa a cui si sovrappongono pruriti vaginali. La cura della scrittura, elaborata in forma di folgorazione e dinamica, sta a dimostrare che qui siamo davvero alle latitudini della letteratura, non a quelle dell'edicola. Le modalità con cui lavora sul romanzesco Letizia Muratori non spartiscono nulla con quelle delle pseudoscrittrici imenee, e sono assai prossime invece al lavoro di immaginario che Niccolò Ammaniti ha compiuto con il suo Io non ho paura, non a caso definito una sorta di Stand by me italiano.
Proprio a tal proposito, c'è un ultimo elemento da sottolineare. Tu non c'entri surclassa qualunque storiella giovanile americana. E' un libro veloce ma profondo, che non ha nulla di sociologico. E', piuttosto, un libro politico. Un aggiornamento di Siddharta al femminile. Ecco, se davvero dovessi usare una classificazione con poco appeal di mercato, direi che questo è un romanzo biopolitico, nel senso che la formazione personale di ognuno di noi è un territorio rischioso ed esaltante e deprimente, in cui noi sperimentiamo una potenza politica primaria, affidata non esclusivamente alla nostra soggettività, ma in cui la soggettività stessa viene minacciata di estinzione.
Se volete provare i turbamenti del giovane voi stessi, leggete questa cronaca immaginifica e reale, che ha il solo scopo di farvi sentire che siete ciò che siete, di ricordarvi che siete unici, irripetibili e per nulla scoglionati o disfattisti, senza starvi a neniare, come in una pubblicità, che "voi valete".

Letizia Muratori - Tu non c'entri - Einaudi Stile Libero - 9.80 euro




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Mercoledì 1 Giugno 2005

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