di WU MING
[da Nandropausa, #2, giugno 2002]
E' la seconda puntata del ciclo meta-ecologico iniziato con Metallo urlante (Einaudi Vertigo, 1998) ma non è necessario aver letto la prima puntata, anzi, Wu Ming consiglia di procedere all'inverso, e leggere prima questo violentissimo Black Flag (Einaudi Stile Libero, € 8.20), ispirato a Cormac McCarthy (certe atmosfere richiamano esplicitamente Meridiano di sangue) e alla narrativa etichettata come "splatterpunk".
Evangelisti, come sempre, si mostra a proprio agio e cool in territori dove qualunque altro autore si farebbe prendere dal panico, e si sposta continuamente da un piano temporale all'altro (l'ultima fase della guerra di secessione americana, il 1989 e il XXX° secolo d.C.).
Con Black Flag prosegue l'indagine sulla disumanizzazione, la commistione tra carne e metallo, la pulsione di morte che porta il capitale a porsi come nemico assoluto di tutto ciò che è vivente. Lo stesso Freud descrisse la pulsione di morte come - citiamo a memoria - "nostalgia del mondo inorganico". Evangelisti maneggia con rigore alchimia, medicina antica (le anamnesi tradizionali degli affetti da "mal di luna" fanno coincidere licantropia e divenire-metallo) e una inedita commistione tra cultura amerindia e religioni sincretiche di derivazione africana (la "Regla del palo mayombe"). Lo scopo - pienamente conseguito - è disvelare la vera natura del mito del "lupo solitario", mito apparentemente libertario ma in realtà anti-sociale, vera e propria base antropologica dell'imperialismo e del "fascismo spirituale" nordamericano, a cui da duecento anni si contrappone "l'altra America", quella dei movimenti e della democrazia radicale.
Il protagonista è Pantera, palero meticcio (mezzo messicano, mezzo afro-cubano) già incontrato nel romanzo precedente, che qui è costretto a unirsi alla banda di Frank e Jesse James, finalmente restituiti alla loro realtà storica di tagliagole sociopatici e stragisti, truppa irregolare al servizio della Confederazione ma tollerati a stento da quest'ultima. Sugli altri due piani narrativi e temporali è meglio non dire niente, per non rovinare le molte sorprese.
Di questi tempi, un romanzo imprescindibile.