
[Non capita tutti i giorni. Meglio: non capita mai. Che il
Times inglese dedichi due pagine di recensione e intervista a un libro scritto da italiani è un evento e come tale va celebrato. Insomma,
54 dei
Wu Ming in
edizione britannica ha fatto
strike: in un madornale servizio, James Eve celebra il collettivo bolognese con giudizi entusiastici, riportando ampie dichiarazioni del primo e quarto membro dell'autore collettivo. Si accolga tutto ciò con gioia sfrenata: è un fatto importantissimo per TUTTA la narrativa italiana. L'inghilterra si sta dimostrando il tallone d'achille del sistema linguistico e culturale dominante, dedicando a Pincio, Carlotto e Ammaniti, a più riprese, spazi a cui la nostra letteratura non era abituata (quanto al sottoscritto, rammento il
Financial Times e la paginata sul
Guardian). Da ricordare, negli USA, l'uscita di
Q, il successo di
Io non ho paura e la doppia edizione in hardcover ed economica di
Ishmael. Dopo la svolta in Italia, il fronte si sposta fuori. I prossimi anni vedranno gli scrittori italiani in prima linea proprio all'estero: sarà divertente ed educativo. gg]