Vi ho mentito. Tutto quello che ho raccontato ieri a proposito dei personaggi, delle trame e dei temi della serie tv SUOR JO, ideata dal sottocritto e da Gilberto Squizzato, che ne firma la regia per RaiTre, è falso. A causa di innominabili pressioni, sono costretto a rettificare e a darvi la vera versione della storia. Sapete, il Miserabile Scrittore non è nuovo a questi exploit, mente sempre spudoratamente, è contraddittorio, mette sullo stesso piano Bevilacqua Moresco e Cossiga, è uno stronzo che si fa pubblicità. Quindi, ecco che cos'è davvero SUOR JO.
E' un telefilm in quattro puntate da un'ora. Una realfiction che si ispira a fatti veri di cronaca veramente accaduti e veri. Inoltre è un giallo tradizionale alla Montalbano. Suor Jo è una povera e generosissima volontaria laica, la cui fede in Dio è incerta, ma non come in Dostoevskij, poiché la letteratura non c'entra nulla con la tv. E' piuttosto come Lino Banfi che testimonia della sua fede in Padre Pio sul Tg1. La povera Suor Jo ha un passato infamante: faceva la spogliarellista in mezzo alla droga. Diventata cieca, per un autentico miracolo riacquista la vista e si dedica a fare del bene ai derelitti. La sana provincia la accoglie a braccia aperte. In quella provincia, l'ispettore Lopez, un investigatore alla Maigret, sta cercando di riportare la sicurezza, eliminando le mele marce che minerebbero la tranquillità degli abitanti. Lì, nel paese dell'hinterland milanese che si chiama Cusago, c'è un uomo perfido che vive in un castello e si chiama Cusago anche lui. A questo qui piace il sesso e la droga, il che mina la tranquillità di Cusago (il paese, non l'uomo). Succede che, come sempre nei film di Squizzato, non si capisce niente e tutto è grossolano, perché Squizzato è un regista mediocre e il suo sceneggiatore è un imbecille. Poi ci sarà un lieto fine. Il target del telefilm SUOR JO è quello tipico di RaiTre: 60/80 anni, prevalentemente femminile. E' una storia commovente, tipo Incantesimo, anche se realizzata con pochi soldi, poiché Squizzato non merita alti budget. Il Miserabile Scrittore e il regista milanese si sono molto annoiati a fare questo film tv, e non lavoreranno mai più insieme. E' un prodotto nazionalpopolare e generalista, quale SUOR JO è a tutti gli effetti. Perdonatemi: sono stato un idiota a evocare il Twin Peaks di David Lynch e Peyton Place. Non è vero niente. Adesso riscrivo i caratteri dei personaggi per come veramente appaiono in SUOR JO.
Quindi: eccovi nuovamente e veramente SUOR JO...
L'idea sarebbe questa: avete presente Starsky&Hutch o Kojak? In quei telefilm, si annidava un successo straordinario e noi giustamente li abbiamo copiati. Storie semplici, rimandi immediati, umorismo comprensibile, personaggi ben definiti: è questa la filosofia che ha ispirato il sottoscritto e Squizzato nello scrivere le belle trame degli episodi di SUOR JO.
Tutto comincia con la vocazione di questa ragazza, che lavora in un infame peepshow di Milano, a contatto con peccaminose tentazioni: il sesso, la droga, l'ambizione di diventare una star della tv. Inesplicabilmente, per volontà divina, diventa cieca e fa un voto: se riacquista la vista, si dedicherà all'aiuto dei più deboli. La Provvidenza esaudisce la sua richiesta e lei si dona a soccorrere gli emarginati. E' buona e dolce, le spettatrici si identificheranno immediatamente con lei. E' talmente buona che le danno il soprannome di Suor Jo. Il posto in cui Suor Jo inizia a svolgere la sua opera da Sorel Ettore è un paese dell'hinterland milanese: Cusago. La provincia è molto più sana della città, come tutti sanno: lì è tutto bellissimo, ci sono le stalle con le mucche e producono molto latte. Ma, come nei Promessi Sposi - un libro che ha lo stesso target di questo telefilm -, c'è un cattivo che vorrebbe tiranneggiare tutti gli altri, che sono buoni: è il perfido Cusago, che inquina Cusago facendo venire islamici (che sono tutti terroristi!) senza permesso, costringendo le negre a prostituirsi e vendendo latte scaduto ai bambini di tutta Cusago. Cosa pensa, questo qui, di farla franca? Il crimine non paga: infatti arriva l'ispettore Lopez, un bravo poliziotto che rappresenta lo Stato, e ripulisce il paese dai cattivi, come in effetti accade nei film di Sergio Leone, che era un regista che aveva lo stesso target di questo telefilm.
Il confronto tra il perfido Cusago e il buon Lopez rappresenta l'eterno conflitto tra Male e Bene, che noi della tv dobbiamo rappresentarvi sempre, altrimenti voi del target ve lo dimenticate. Immancabile dev'essere anche la storia di amore: all'ultima puntata forse Suor Jo e Lopez si baciano (qui va lasciata un po' di suspence, così voi del target vi fidelizzate e seguite la serie fino all'ultimo episodio, non facendo calare l'audience). Di contorno a tutto ciò, ci sono molti simpatici personaggi: una frizzante suora, visto che ci ispiriamo alla realtà, questa è una realfiction, e ovunque in Italia, che è un paese cattolico, ci sono suore frizzanti come Woopi Goldberg; un negro buono, perché bisogna che tutti stringiamo amicizia con persone che hanno il colore della pelle diverso dal vostro; due personaggi di Zelig trasposti, in un sapido spin off che vi farà divertire moltissimo.
Nessuno degli attori sa recitare, come in tutte le fiction generaliste e soprattutto in quelle di Squizzato. Si spera così di fare 12 milioni di audience.
Ecco, comunque, i volti di alcuni dei personaggi di SUOR JO: sono soltanto alcuni, si badi, in rappresentanza di un vasto e simpatico e commovente universo umano che anima le quattro puntate della serie. Ogni foto è ingrandibile.
SUOR JO
Come anticipato dal facilmente ricordabile titolo della serie, è la protagonista, interpretata dall'esordiente Valeria Barreca. E' una povera ragazza, che era stata costretta contro la sua volontà, come sempre, a esibirsi nei night. E' diventata cieca, ma ha avuto la grazia e si è dedicata agli altri, come farebbe ognuno di voi del target di questo telefilm. Nulla a che vedere con Costantino, che la gente ama e che non ha bisogno di diventare un volontario della Croce Rossa. Suor Jo ritorna a Cusago, natio paese dell'hinterland, e si impegna anima e corpo nel volontariato, presso la comunità alloggio detta La Corte. Non è una suora, ma la gioventù del loco, che è sensibile alle opere di bene, le assegna il titolo di merito di suora. L'impegno di Suor Jo la conduce su piste rischiose, ma alla fine il Bene trionfa. Suor Jo, infatti, sa benissimo qual è il Male e qual è il Bene. Inoltre, nel discriminare tra Male e Bene, è aiutata dal carismatico
ISPETTORE LOPEZ
Questa in SUOR JO è l'unica apparizione televisiva o cinematografica del detective seriale protagonista di quattro romanzi del Miserabile Scrittore: infatti nessuno ha mai proposto al Genna di portare su grande o piccolo schermo l'ispettore Lopez. Il Miserabile Autore si è sentito sfigato: ma come?, tutti i suoi colleghi scrittori fanno un film di successo, soprattutto se hanno scritto noir, e a lui nessuno lo bada? Più volte, nei suoi romanzi, il Miserabile Scrittore ha enunciato la supremazia del noir su qualunque genere letterario. Lopez è copiato esattamente da Montalbano e il creatore di Lopez si è sempre auspicato che, come Montalbano, Lopez finisse in tv, in una serie di venti puntate che lo rendesse ricco. Soltanto Gilberto Squizzato si è impietosito, e di questo va ringraziato. Però Lopez fa schifo, quindi la serie la intitoliamo SUOR JO e non L'ISPETTORE LOPEZ. Lopez è interpretato da Oliviero Corbetta, già protagonista ne La città infinita di Squizzato. Nelle quattro puntate di SUOR JO, Lopez risolve tutti i misteri, vincendo umane incertezze ed enigmi indecifrabili con la sua prodigiosa intelligenza. Lopez, agente dell'intelligence italiana, è a Cusago per seguire le tracce degli assassini di un suo collega dei Servizi, che sono un'istituzione che tutela la qualità della vita di tutti noi italiani del target. Lopez appare in questo film quale effettivamente è nei romanzi del Miserabile Scrittore: molto umano, caloroso, proprio come Maigret, indimenticabile protagonista dei celebri gialli di Simenon.
CUSAGO
A proposito del dottor Cusago, che è il personaggio cattivo del telefilm SUOR JO, dobbiamo confessare cose intime. Sia il Miserabile Autore sia Squizzato sono vittime da molti anni di un irrisolto complesso d'Edipo. Noi odiamo, nel profondo, i nostri rispettivi padri (Squizzato odia il mio, io odio il suo). Morendo, i nostri padri ci hanno messo in scacco: abbiamo sentimenti di colpa e di odio, contemporaneamente, ricordando le loro gigantesche identità, proprio come Zeno Cosini, un personaggio generalista delle fiction di Svevo. Quindi utilizziamo, come sempre si è fatto, la nostra creatività, così ci sfoghiamo e guariamo: la creatività è terapeutica infatti! Il perfido Cusago, che è ricalcato sulla figura dell'Innominato di Manzoni, rappresenta in realtà il padre di Squizzato e quello del Miserabile Autore: entrambi i nostri padri, infatti, erano stronzi e pelati. Questa è una simpatica nota autobiografica che ci siamo concessi come licenza poetica, e che non mancherà di divertire e commuovere tutto il target di RaiTre.
TAFANI
L'attore Maurizio Tabani, già pluriprotagonista di molti film tv di Squizzato, dà qui il volto all'aiutante di Cusago e si chiama Tafani. Squizzato, che è molto attento alle mode del momento, ha capito che va il lounge e si è adattato: Tabani recita con un parrucchino anni Settanta con le basette e i Ray-ban fumè a goccia. Forse anche il borsello. E' un aiutante del perfido Cusago, vittima innocente delle malefatte del suo padrone, dal quale verrà debitamente liberato, perché il Bene trionfa sempre, come continuiamo a insegnarvi.
LA TRALDI
L'attrice Federica Restani, che ha lavorato nel Don Mazzolari di Squizzato, è qui la signora Traldi, pietosa madre adottiva di un'orfanella ritrovata esattamente come nella cronaca si ritrovano gli orfanelli: nei cassonetti, nelle cabine telefoniche, nei sacchetti di plastica, e tutta l'Italia si commuove e spedisce giocattoli all'ospedale, dove le infermiere danno "Maria" o "Elena" come nome alla bambina, e tutte le coppie senza figli o le coppie cattoliche con venti figli adottati vogliono adottarla. La Traldi è un personaggio che non mancherà di divertire e commuovere il simpatico pubblico di 12 milioni di spettatori.
SANTOVITO
Anche Santovito proviene dagli accuratissimi set investigativi dei thriller pubblicati dal Miserabile Scrittore: è il capo di Lopez e, in quanto tale, è molto onesto e autorevole, facendo parte di un'importante istituzione dello Stato, come la Guardia di Finanza impersonata dall'importante e bellissimo attore Alessandro Preziosi. Speculare a Cusago, è buono. E' ossessionato dal bene comune e non dal salto in politica e dal potere. Copre perfettamente le spalle a Lopez. Non è affatto ambiguo, secondo il fortunato e realistico cliché dei Servizi. Lo interpreta Ninni Bruschetta, formidabile interprete già di interprete di Perduto amor e avente interpretato Borsellino (dove interpretava Ninni Cassarà, interpretandolo bene).
ZANGROSSI
L'attore Stefano Fregni interpreta l'aiutante di Lopez (in questa serie, chiunque ha un aiutante, perché nella vita di tutti i giorni abbiamo tutti bisogno di aiuto, nessun uomo è un'isola). Era agente della polizia di Cusago, viene promosso nell'intelligence italiana e affianca Lopez nelle sofisticate indagini che conducono al cuore di una cospirazione tesa a minare le fondamenta civili della vita del paese Cusago. A un certo punto lo spediscono in Africa, da quanto è efficiente, esattamente come sono efficienti i Servizi.
BARBARA
Questo personaggio l'abbiamo inserito perché avevamo bisogno di una strafiga, visto che senza strafighe non si fanno 12 milioni di audience. Non ha un ruolo, non serve a nulla, deve solo apparire perché i maschi del target di RaiTre abbiano le caldane mentre vedono SUOR JO. E' un abile trucco che rientra nei segreti del mestiere, la gente nemmeno immagina che mettiamo lì Barbara come specchietto per le allodole. Poi, catturati i telespettatori, diremo che erano interessati alla serie, e taceremo il fatto che invece stavano lì in milioni per vedere questa attrice strafiga come a Colpo Grosso.
RASMUSSEN
Un negro ci vuole sempre, deve fare la parte del buono e poi morire, come in Alien di Ridley Scott, un bravo regista molto amato da Squizzato, che lo imita nelle inquadrature, visto anche il successo di pubblico di Ridley Scott, e visto pure che Squizzato desidera ardentemente diventare un regista di successo in Italia. Anche questo è uno dei segreti del mestiere, il target non si accorge di nulla e all'improvviso fama e fiumi di denaro, che Squizzato ricerca con tenace ambizione, ricoprono questo regista milanese e gli regalano molte copertine su TV Sorrisi e Canzoni.
FIODOR
I giovani amano molto l'horror e sono tutti metallari oggi, quindi abbiamo deciso di inserire questo personaggio realistico perché i giovani del target si identificassero. La funzione della tv infatti è avere successo facendo identificare il pubblico che siete voi. Abbiamo quindi reclutato per strada un giovane normale, nemmeno abbiamo dovuto truccarlo, quindi è realistico e voi vi identificherete in lui. Tutti i giovani sono arroganti e quindi questo qui è anche lui arrogante, perché si identifica con voi.
MADRE CANOPE
Per questo personaggio, probabilmente il più delicato e commovente dell'intera serie, ci siamo ispirati alla Ingrid Bergman de Le campane di Santa Maria, con Bing Crosby, che in SUOR JO però non appare. La sua arrendevole e commovente fede in Dio guida lei e tutti noi del target a un atteggiamento di innocente pietà nei confronti del prossimo. E' un magistero televisivo che ci appare oggi simpaticamente trasgressivo: raramente infatti si vedono in tv preti e suore, e ci è parsa un'ottima idea rompere questo ingiustificato tabù, confortati anche dalla dottrina sociale enunciata dal Concilio Vaticano II. Per trasmettere un senso di identificazione nella bontà, siamo ricorsi a un'oculata scelta dell'attrice che impersonasse questa sorella di tutti noi, dispensatrice di consigli affettuosi e sempre pronta a fare il bene di tutti noi del target.
JOHNNY
Non possiamo dimenticare che a volte, nella realtà, esiste gente che non sta bene: handicappati, spazzini, omosessuali. Allora, per creare un senso di identificazione che non emarginasse nessuno, abbiamo fatto impersonare da questo attore il personaggio di uno spazzino handicappato omosessuale, che sta malissimo. Contiamo, così, di conquistare la critica televisiva di sinistra, che solitamente ci casca, come abbiamo appreso dai segreti del nostro mestiere. L'attore è una guest star: si tratta infatti di Michael Jackson dopo la quarantasettesima operazione di sbiancamento. Il cantante ex negro non è andato affatto in clinica per l'influenza, ma è volato qui in Italia a girare in simpatico incognito sul set di SUOR JO. E' una simpatica chicca che impreziosisce la serie tv.
I DUE BARBONI
I barboni, si sa, sono buoni e tutti si ricordano sempre che sono dimenticati da tutti, i barboni. Anche noi ci siamo ricordati che sono dimenticati da tutti, quindi abbiamo assunto due veri barboni, per risparmiare sul budget (questo è il significato del low budget tipico di Squizzato) e non gli abbiamo dato neanche un euro, ma li abbiamo fatti recitare in scene in cui mangiano sempre, e loro erano già contenti così, perché mangiavano gratis.