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I Miserabili
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Bellow: 'La resa dei conti'

0435fc88.jpglaresadeiconti.jpgÈ un romanzo breve, che rappresenta però una pietra miliare nella produzione di Saul Bellow: vi si ritrovano, infatti, situazioni, personaggi e temi che l’autore svilupperà in molte opere successive.
di Emilia Patruno

Il protagonista di La resa dei conti si chiama Tommy Wilhelm. È un fallito perché ha voluto seguire con ostinazione una scelta sbagliata: fare l’attore senza averne il talento, cioè proporsi una meta troppo alta per le sue capacità, respingendo l’idea di essere come gli altri. Tommy si nasconde in un bozzolo di autocommiserazione, lasciandosi andare alla deriva; facendosi umiliare e tiranneggiare dal padre; permettendo alla moglie separata di spremergli sempre più soldi; facendosi coinvolgere in situazioni sballate che lo ridurranno sul lastrico.

Con il fallimento completo arriva però anche la liberazione dal denaro e dalla schiavitù dei falsi valori, e Wilhelm può prendere coscienza dei suoi limiti, del destino mortale che lo accomuna a tutti, del desiderio di fondo del suo cuore: amore, autenticità; in altre parole, può trovare "le linee assiali della vita". Gli è concesso un solo momento di illuminazione, non una risposta definitiva.
Con varianti di età, condizione sociale e professione, Wilhelm sarà il prototipo dei personaggi futuri di Bellow, così come la medesima struttura, con cambi di drammaticità e gravità di fallimento, è presente in quasi tutte le opere che seguono questa, La resa dei conti. Altri temi ricorrenti: il contrasto di valori tra padre e figlio e il rapporto frustrante con la moglie separata.

Un classico del dopoguerra
«È un libro molto bello, anche se tra i meno conosciuti di Bellow», dice Gianni Riotta, giornalista del Corriere della Sera e scrittore; «un libro che ha una sua validità sia in America sia in Europa. Un’opera che contiene i cardini degli altri libri di Bellow, lo stesso tipo di struttura. C’è un uomo in pena, solo, in cerca di riscatto, negli Stati Uniti; accanto a lui c’è un membro della sua famiglia (o più di uno, il padre, la moglie). Quest’uomo si guarda allo specchio. E poi c’è il diavolo tentatore, il Male, quello che gli presta i soldi e lo fa inciampare. È un classico dell’America del dopoguerra, dove Freud era lo strumento con cui la borghesia decodificava sé stessa. In questo senso, il padre è il "Super Io", il successo ottenuto con le regole; l’Es è il tipo che gli offre il denaro; il mondo del desiderio e il protagonista sono l’Ego. È ovvio che Wilhelm abbia cercato la strada del palcoscenico, di Hollywood. Come diceva Bertolt Brecht: "Mi metto in coda al mercato dei sogni"».
Ma, avverte Riotta, c’è un altro piano di lettura: «Un piano etico-religioso. Quando Wilhelm arriva alla fine della sua vita, si rende conto che non gli resta che andare avanti con la quotidianità. O con la depressione o accettando la realtà, ma non su un piano di miraggio illusorio. Mi vengono in mente altri due libri. Il primo è Il mito di Sisifo, di Albert Camus (nel libro, Camus rimprovera a tutte le filosofie esistenzialiste di proporre l’evasione: "Con un singolare ragionamento, costoro, partiti dall’assurdo sulle rovine della ragione, in un universo chiuso e limitato all’umano, divinizzano ciò che li schiaccia e trovano una ragione di sperare in ciò che li spoglia", ndr), in cui Sisifo deve trovare la sua felicità facendo rotolare all’infinito la sua pietra».
Il secondo libro cui Riotta si richiama è un racconto poco noto di Tolstoj, Padre Sergio, «che è una stupenda esemplificazione dell’integrazione dell’ombra. Padre Sergio è appunto un personaggio perfetto. Tutti si recano da lui perché è praticamente un santo. Non ha ombre e così via. Ma già dalle prime pagine del racconto sentiamo che non è un vero uomo. Comunque il racconto va avanti e c’è una donna, una donna bellissima, che si mette in testa di sedurre padre Sergio. E tanto fa che ci riesce. Padre Sergio cede! E crede che con questo cedimento abbia perso tutta la sua santità, e invece non è vero. Con questo cedimento lui diventa veramente un uomo e potenzierà tutte le virtù che prima erano in qualche modo già in lui, ma in una maniera, per così dire, non sufficientemente efficace. La vera vita spirituale di padre Sergio nasce dopo il peccato, quando si rende conto della sua virtù quotidiana, più importante della ricerca della virtù assoluta».
[da Famiglia Cristiana]

Saul Bellow - La resa dei conti - Oscar Mondadori - 6.20 euro




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Mercoledì 1 Settembre 2004

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