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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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'Grande Madre Rossa' recensito da Famiglia Cristiana

di Ferruccio Parazzoli
[da Famiglia Cristiana]

GMR_coverbig-thumb2.gifDopo Nel nome di Ishmael e Non toccare la pelle del drago, che particolare successo stanno riscuotendo all'estero, specie in America, Giuseppe Genna ha raggiunto la misura e l'efficacia, il calibro perfetto, sarebbe più giusto dire, con questo Grande Madre Rossa. C'era nei precedenti romanzi l'impegno narrativamente eroico di far girare una trottola colossale, globale, di complotti e di orrori, partendo, solo ipoteticamente, dalla sperimentata formula del thriller, ma già ribaltandola in un risvolto narrativo di alto livello letterario che incideva, anche sugli avvenimenti più atroci, il marchio del giudizio morale.

Giuseppe Genna è, infatti, forse a sua stessa insaputa, uno spietato moralista. Ogni personaggio, ogni azione, perfino ogni angolo di città e di mondo, dal più familiare al più esotico, viene immediatamente giudicato per quello che è al suo primo apparire sulla scena: una particella, macroscopica o infinitesimale, del Grande Male, quel Male che avvelena il mondo e scorre dentro il suo sistema circolatorio.
Milano è ancora una volta in Grande Madre Rossa al centro di un disordine planetario, una Milano che Genna sa scoperchiare nei suoi romanzi come si scoperchia un sepolcro, uno di quelli "imbiancati", appunto. Che succede dunque nel libro? Succede, fin dalla prima pagina, che esplode il Palazzo di giustizia, proprio quello enorme, ricoperto di brutto marmo, quello che abbiamo visto mille volte sul nostro schermo televisivo. Non c'è più, va in polvere, va a coprire l'intera città con la sua nube bianca e grigia di disfacimento. Come sempre, da Catrame al Drago, chi si trova ad affrontare il Male è l'ispettore Guido Lopez, che con il Male, privato o universale, ha un conto eternamente aperto. Lopez è un detective che affronta la realtà secondo il pelo della bestia che si trova a fronteggiare. E questa volta la bestia è un fantasma omicida che viene da lontano.
Perché fare esplodere il Palazzo di giustizia? Per i suoi segreti schedari custoditi nei sotterranei? Oppure bisognerà seguire la pista islamica? Ma Lopez sa che non è così, cerca il fantasma e lo trova nella cappella del Cimitero Monumentale, una figura femminile di marmo trasparente dalle tonalità di fiamma. La trasfigurazione di qualcosa che è avvenuto o di qualcuno che attende giustizia e vendetta. Si affaccia in Lopez l'immagine di un'organizzazione eversiva, la Grande Madre Rossa, appunto, di cui scoprirà, troppo tardi, il gelido cervello. Tutto, infatti, è già avvenuto. Milano ha un vuoto nel suo ventre.




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Lunedì 21 Giugno 2004

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