|
|
|
|
I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
   NEWSLETTER
   HOME
   RECENSIONI
   SPECIALI
   INTERVENTI
   TESTI
   SEGNALAZIONI
   INTERVISTE
   ULTRALETTERATURA
   L'ARCHIVIO
GMR presentato a Pordenone

GMR_coverbig-thumb2.gif[Invitato dagli organizzatori di Pordenonelegge, ho ivi presentato Grande Madre Rossa, nell'àmbito di una serie di incontri sulla scrittura noir, a cui già avevano partecipato Giuttari e il colossale De Cataldo. Ecco un resoconto della presentazione in quel di Pordenone. gg]

GENNA, GUERRIERO STRALUNATO
di Federico Guerrini
[da Connesso.it]
Stralunato, dotato di una ottima parlantina che si dipana in associazioni di concetti e metafore, sempre alla ricerca della parola più appropriata, Giuseppe Genna era a Pordenone per presentare la sua ultima fatica, Grande Madre Rossa (Mondadori, Strade Blu), terzo volume di una trilorgia fanta-politica che da Nel nome di Ishmael passa per Non toccare la pelle del drago.

Il primo, Ishmael, trattava della rivalità sotterranea, ma poi nemmeno tanto, fra Stati Uniti e Unione Europea, un conflitto al tempo stesso politico, economico e spirituale, fra pedofili assassini e poliziotti sadomasochisti. Al termine di questo romanzo, per reazione all’egemonia americana, che si manifestava fra l’altro in omicidi programmati di personalità europee contrarie agli interessi a stelle e strisce (da Mattei ad Olaf Palme ad Aldo Moro) nasceva la super-segreta Agenzia Europea. In Non toccare la pelle del drago i super-agenti europei si confrontavano questa volta con la nascente potenza commerciale e tecnologica cinese, fra Chinatown di periferia e banche private che accettano solo clienti “al top”.
Il nuovo romanzo comincia, nientemeno, che con l’esplosione del Palazzo di Giustizia di Milano; tra le macerie, si scava per trovare le carte segrete sui misteri italiani, carte che sono poi probabilmente il motivo della strage (oltre 2000 morti). Da lì in poi, di bomba in bomba, esplode l’Italia, il premier decreta la legge marziali e poi ... Un romanzo apocalittico? sembrerebbe di sì. Un intreccio irrealistico? fino a un certo punto. Chi ha letto i precedenti lavori di Genna sa che ad iperboli nate da esigenze drammaturgiche, fanno da contraltare vicende reali, dati di fatto, statistiche e notizie magari uscite sulle prime pagine dei giornali e poi in fretta dimenticate. Un'attenzione alle informazioni derivata anche dall’esperienza dell’autore presso le aule di Montecitorio, dove lavorava come assistente dell’allora Presidente della Camera Irene Pivetti e in cui, come racconta spassosamente, è venuto in contatto con i servizi segreti del Parlamento, un’istituzione di cui pochi italiani sono a conoscenza. Questi Servizi sono specifici delle Camere e dovrebbero vigilare sul luogo dove si prendono le decisioni più importanti del paese. L’ironia, come racconta Genna, è che i loro poteri si estendono all’interno dell’edificio isituzionale e cessano appena fuori; per cui, ad eventuali spioni basterebbe sistemare dei microfoni direzionali (con portata di ricezione fino a 500 metri) all’esterno – e infatti fanno tutti così – come risponde il capo dei suddetti Servizi al perplesso Genna. Un insieme di burocrazia e goffaggine che rende in un certo senso folli tutte le teorie del complotto. Certo, racconta l’autore, ci sono poteri più o meno occulti, ci sono Servizi, ci sono insabbiamenti (come nella vicenda della guardia svizzera in Vaticano, una doppia uccisione, cui fa seguito uno strano suicidio a cui Genna non crede); ma le cose, più che per un potere Superiore, vanno spesso avanti per forza d’inerzia, anche malgrado gli errori di chi mira a un certo risultato. Attenzione, però: per i seguaci della cosidetta teoria del complotto, il rischio maggiore è di cadere in una sorta di nichilismo, la sensazione di essere piccoli e impotenti, soltanto pedine di un gioco troppo più grande. Genna dal canto suo si definisce un umanista che tutto sommato crede in un possibile miglioramento delle cose, anche per opera di artisti di qualsiasi genere che, più o meno consciamente, lanciano messaggi, indicando una via di uscita dal nulla.
[...] Genna noioso non è, anche se a volte si stenta un po’ a seguirlo nelle sue divagazioni umorali – è come se avesse troppe cose da dire e cercassero di venir fuori tutte contemporaneamente – del resto, come risponde a una domanda sulle tecniche che usa per ottenere un certo effetto sul lettore, lui non fa la settimana enigmistica quando scrive un romanzo, ma si basa in parte sulla sua esperienza autobiografica, in parte su fantasie, suggestioni che si vanno concretizzando e chiarendo sulla pagina bianca. È in un certo senso, un guerriero della Parola, che però non mira a suscitare direttamente la catarsi nel lettore, bensì a costruire un cerchio magico di incastri linguistici, da cui la verità emerge per un gioco di sottrazioni alchemiche. Ci pare un tipo che non si prende troppo sul serio, l’autore siculo-milanese e perciò alla fine dell’incontro ci avviciniamo con fare marzulliano, chiedendogli quale domanda avrebbe voluto che gli fosse posta.

Genna: - Se ho fatto un lavoro sul linguaggio.
Connesso.it: - Ebbene, hai fatto un lavoro sulla lingua?
Genna: - Sì.
Connesso.it: - Grazie.




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Giovedì 17 Giugno 2004

stacco.gif
blogsnation.gif Questo sito, privo di qualunque finalità di lucro, è ospitato gratuitamente sui server di BLOGSNATION, grazie all'opera di pietà tecnica e di umana comprensione di Gianluca Neri. I contenuti della e-zine I Miserabili non sono soggetti a copyright. I Miserabili non è una testata registrata. Per proposte, richieste ed eventuali lamentele, contattare il responsabile di questo sito, Giuseppe Genna. Non si accettano invii di manoscritti (anche in forma digitale) e nemmeno proposte di recensione.
RSS 1.0RSS 2.0Listed on BlogSharesThis blog is listed in BlogBarThis blog is listed in BlogNewsGNU FDL LincensePowered by Movable Type 2.64