36 moduli comportamentali di Lopez
Siccome per scelta non ho mai descritto Lopez fisicamente, vado un po’ alla cieca. Lopez non è umano: è la letteratura, è l’osservatore silenzioso che vede il soggetto e l’oggetto e il rapporto tra i due, non ha forma. Non a caso, la prima apparizione di Lopez (in Catrame) è lui che si vede, di colpo, riflesso in una vetrina, accidentalmente, e si sorprende, resta delocalizzato. E nonostante si dica che Lopez si vede riflesso, viene taciuto ciò che egli vede. Insomma: non si sa se è moro o biondo, quanto è alto, se ha la barba o meno. Tantomeno si sa quello che fa. Tranne in certi atteggiamenti, più che altro casuali, che mimano uno spessore umano che Lopez non ha per natura (tipo: sfrega i polpastrelli di indice e pollice della mano destra, tra i quali c’è una pallina di lana di un golf, in Ishmael).
Però il nostro Lopez non può essere senza forma. Può alludere a un senza-forma, ma dobbiamo vederlo. E’ un umano. Provo a selezionare, per eccesso, alcuni moduli comportamentali che potrebbo attagliarsi a lui.
1. A volte, quando cammina, tiene le mani giunte dietro la schiena, ad altezza coccige. Lo faceva anche Maigret, ma la presenza fisica di Lopez è diversa da quella di Maigret. Inoltre, Lopez fa così senza bonomia e non in momenti di relax o riflessione (Lopez non riflette mai o, almeno, non si vede che riflette).
2. Almeno un punto del suo corpo si agita tantissimo, mentre egli appare statuariamente calmo. Immagino, per esempio, che ruoti nervosamente la caviglia mentre è seduto, incrociando una gamba su un ginocchio e tenendo il piede della gamba sollevata libero di roteare. Io questo lo farei fare comunque a chi interpreta Lopez, anche se non si vede: è un’attività di sfogo tra la coscienza e la non coscienza, informa tutto l’atteggiamento.
3. Per stornare l’attenzione mentre parla con un interlocutore, gioca con un elastico di quelli comuni, muovendolo e tendendolo a triangolo con pollice indice e medio della mano destra.
4. Se è seduto a un tavolo o a una scrivania, non si accascia sul piano e non muove le spalle, ma tamburella con indice e medio della mano destra stando col tronco eretto.
5. Mentre parla, estrae dalla tasca dell’impermeabile, che è stazzonato, pallottole di fazzoletti di carta consumati e le raduna per buttarle via, le rimette in tasca. Non si vede mai che si è soffiato il naso, però.
6. A volte si accarezza la barba non rasata, ma eccessivamente, con l’effetto che la sua faccia sembra fatta di gomma.
7. In presenza di un morto, con la mano destra va a carezzarsi energeticamente il coppino del collo.
8. Se ha di fronte uno o una che fuma, punta lo sguardo in quello dell’interlocutore e poi lo fa scivolare sui mozziconi nel portacenere, se c’è. Non osserva mai il fumo che esce dalla bocca o dalle narici dell’interlocutore.
9. Se è in piedi e sta affrontando un colloquio in qualche modo non decisivo, fa impercittibilmente battere il piede destro sul terreno.
10. A volte, se lancia una domanda apparentemente incomprensibile, ma che è in relazione con uno sviluppo che si vedrà poi qual è, appena pronunciata la domanda non guarda l’interlocutore, ma tende tutte le dita della mano sinistra e piega il braccio sinistro in modo che la mano sia ad altezza sterno, e accarezza energicamente la sinistra con la destra, come se si stesse massaggiando dopo avere tirato un pugno.
11. A volte si passa la lingua sulle labbra, anche se non sono secche.
12. Se sospira durante un colloquio, lo fa lentamente ed enfaticamente, innalzando lievemente il mento e il capo e impercettibilmente ampliando la capacità polmonare.
13. Quando si alza da seduto, lo fa contraendo le labbra, come se stesse dando un bacino, oppure storcendo lievemente la bocca verso l’angolo destro.
14. Non annuisce mai, ma qualche volta, se è proprio il caso, annuisce solo una volta, con un colpo misurato e secco della testa, come certi ninja giapponesi.
15. A volte, per concentrazione o sofferenza interiore, unisce l’indice e il medio della mano destra, tesi in avanti, e se li passa verticalmente, su e giù, sulla fronte, in corrispondenza della linea verticale dal naso all’attaccatura dei capelli.
16. Magari uno sta parlando con lui, e lui si rivolge a un terzo, lontano, che non c’entra niente col colloquio, e a questo terzo fa cenno a una chiamata al cellulare, tendendo pollice e mignolo della mano destra e avvicinando il pugno all’orecchio, mentre inarca le sopracciglia.
17. Si schiocca le nocche.
18. Unisce le mani a mo’ di preghiera, con gli indici che combaciano e toccano il labbro superiore, se la situazione è delicatissima.
19. Se ride, il sorriso si sposta sull’angolo destro della bocca.
20. Guarda la mano destra, espansa: rimira distrattamente o concentratissimo il palmo, il dorso, il profilo. La studia.
21. Spesso l’interlocutore gli parla, direttamente, guardandolo in volto, e lui invece studia a destra e sinistra, o dietro l’interlocutore, in maniera che a volte può essere irritante.
22. Non giochicchia mai col cellulare, che invece usa intensivamente.
23. Se mangia, gli occhi non sono attenti al cibo, anche quando lo mette in bocca, ma si muovono in orizzontale, come a studiare ciò che c’è attorno.
24. Se beve un caffè, c’è un brevissimo istante in cui è conquistato dal calore effuso dalla tazzina, come se fosse una coccola – però è estremamente transitorio.
25. Se è a letto, dorme incrociando le mani dietro la nuca, sul cuscino e stando col busto fuori da lenzuola o coperte. Anche d’inverno, dorme soltanto con lenzuola, possibilmente nudo.
26. Non deglutisce mai per nervosismo.
27. A volte sembra fare il gesto di guardare l’orologio al polso, solo che non ha orologio al polso.
28. Se tocca la pelle dell’interlocutore o dell’interlocutrice, dà la sensazione di essere, al tempo stesso, delicatissimo e molto secco, come se la sua pelle non sentisse.
29. Qualche volta, inarca un unico sopraciglio, esattamente come il signor Spock, ma lo fa non quando è perplesso – piuttosto, a tradimento, in un momento in cui non ci si attende che assuma quell’espressione.
30. A volte, parlando, apre la mano destra tendendo tutte le dita a raggiera e, mentre parla, col polpastrello del pollice sinistro e con l’indice sinistro che regge il dito destro da sotto, accarezza le unghie.
31. Una volta, usa pollice e indice della mano destra a mo’ di pistola, fa finta di sparare.
32. A volte guarda il cielo, ma non per incantarsi: piuttosto, come se osservasse se arriva il brutto tempo.
33. Se, mentre parla, ha davanti a sé, appoggiato su un tavolo, un bicchiere, col polpastrello dell’indice della mano destra accarezza il bordo del bicchiere.
34. Se è seduto, da solo o in compagnia, nell’abitacolo di un’auto, incanta lo sguardo sul vetro, come se fosse lo schermo di una tv e lui stesse facendo zapping, senza attenzione o presenza.
35. Spesso tiene le mani in tasca.
36. Se deve pagare, afferra con un colpo solo il portafoglio dalla tasca posteriore sinistra dei pantaloni (non lo tiene mai nella tasca interna dell’impermeabile).