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Miserabile racconto su Repubblica: "Poltergeist a Milano"
L'edizione milanese di Repubblica sta pubblicando racconti a pagina intera di scrittori milanesi che raccontano Milano. E' toccato anche al Miserabile Autore essere convocato in una molto onorevole combriccola. I racconti dovevano in qualche modo essere agganciati all'attualità, quindi ho scritto di un evento misterioso capitato a Milano nel 1989. Io e Brunetto (uno dei protagonisti di alcuni pezzi di Assalto a un tempo devastato e vile) fummo colpiti all'epoca dalla notizia, che verificammo, di un caso di poltergeist in un quartiere a nord, riportato dai quotidiani: un bambino, M.G., sotto gli occhi atterriti del nonno, scatenava l'inferno in un appartamento. I pompieri intervenuti (ci fu un principio d'incendio) testimoniarono increduli che nella casa volavano spaghetti, tappeti e fili elettrici cortocircuitanti. Il bambino fu trasferito in campagna, dove i fenomeni poltergeist si ripeterono.
Vero è che in 5.000 battute poco si può fare. La forma, ovviamente, non ha alcuna ambizione. Mi sono limitato a rievocare, con tratti a dire poco generici, cos'era Milano nell'89: mentre a Berlino cadeva il muro, la mia città era stretta tra il passato craxiano e l'avvenire giudiziario, anch'esso craxiano. Spero, comunque, che il racconto faccia piacere ai Miserabili Lettori. Se vi pare il caso, ditemi pure se questo può costituire il nocciolo di un nuovo romanzo (la mail, as usual, è giuseppe.genna[AT]fastwebnet.it). Cume se dis a Milà, ve voeri bén! gg.
POLTERGEIST A MILANO
di GIUSEPPE GENNA
[da 'la Repubblica', 17.7.05]
E’ vero, veridico e verificato quello che sto per narrare, dopo che gli Occulti Maestri, che dimorano in prossimità del Duomo, nel buio della Loggia, me ne hanno concesso il permesso.
Seguii il caso dell’anomalo bambino milanese M.G. sino dagli esordi e sarà semplice per i lettori recuperare, nella loro memoria o nell’emeroteca di un quotidiano, i fatti che diedero inizio a questa stupefacente catena di accadimenti a partire dall’anno del Signore 1989.
Anno formidabile: sugli schermi delle tv italiane ammiravamo tutti i lineamenti giovani della telegiornalista Lilli Gruber, la pronuncia ancora infettata dalle sue origini altoatesine e le labbra non ancora ritoccate dalla chirurgia, che raccontava i vasti e rivoluzionari moti che condussero la popolazione tedesca a ricongiungersi, abbattendo a Berlino il Muro. Lilli Gruber, i capelli a caschetto lisci e ramati, mostrava sugli schermi agli italiani le sconvolgenti sequenze delle automobili della DDR Trabant che invadevano, con immenso ingorgo, il settore occidentale di Berlino, tutti i tedeschi dell’est alla ricerca finalmente dei pornoshop dell’Ovest, bevendo Coca Cola, increduli che il sostituto di Honecker, il fugace Egon Krentz (in seguito processato per rispondere del reato di “comunismo”), avesse davvero permesso loro di espatriare. Dopo tanta sofferenza testimoniata dalla cinematografia. Dopo tanti morti appesi al filo spinato e raccontati nei bellissimi romanzi di John LeCarré, come La spia che venne dal freddo.
Milano era al tramonto. Due fuochi stringevano la piovra metropolitana, spiaccicata e piatta, che rigurgita escrementi nelle discariche abusive dello hinterland. Alle spalle, gli anni Ottanta dei socialisti, ricchissimi di opportunità e manifestazioni di energia creativa, come la moda e l’abolizione della scala mobile, il ricordo della dattilografa gigante al neon sulla facciata di fronte al Duomo e il primo mandato del sindaco Pillitteri, molto esperto di cinematografia. Anni ubriacanti, strapieni di modelle che affollavano le strade, migliaia di persone assunte come pubblicitari, il boom della Bocconi che non aveva ancora a che fare con l’esplosivo degli anarchici ritrovato in quella prestigiosa università privata di economia, che sfornava le future menti dirigenti che adesso non si sa dove siano scappate, forse all’estero, la cosiddetta “fuga dei cervelli”.
L’altro fronte del’abisso-Milano era ciò che sarebbe accaduto di lì a poco, dopo il 1989 e che è stato chiamato Tangentopoli: Brosio del Tg4 assediato nel camper davanti al Palazzo di Giustizia, l’enorme manifestazione leghista per il trionfo di Formentini e di sua moglie soprannominata Sciura, la morte di Craxi con l’ufficio lasciato deserto in piazza Duomo del padre Vittorio.
Nel 1989, Milano respirava tra queste due ere geologiche contraddittorie e foriere entrambe di un cupo futuro. Nei giorni in cui a Berlino si disgregava il Muro, i pompieri di Milano ricevettero al proprio centralino una richiesta di soccorso presso un’abitazione in un quartiere a nord. Si era sviluppato un’incendio, si parlava di un nonno e un nipote decenne ancora tra le fiamme. I pompieri, giunti sul posto, verificarono che non era vero, ma constatarono che il problema era ben più inquietante e inesplicabile. Il bambino, M.G., scatenava eventi che furono classificati tra i fenomeni poltergeist. Capita, spesso nella fase prepuberale, che i piccoli umani subiscano non ancora spiegate mutazioni energetiche, forse dovute all’evoluzione del complesso d’Edipo, e che si rendano protagonisti di manifestazioni impressionanti e non riconducibili alla fisica per come la conosciamo. Nel caso di M.G., in quell’appartamento, tutto volava: dalle madie fuoriuscivano i barattoli dei sughi pronti e gli spaghetti, il tavolo della cucina sobbalzava, si scuotevano i tappeti, si spostavano i divani. Atterrito, compresso in un angolo, il nonno di M.G. assisteva a un simile spettacolo, paralizzato dal terrore. I pompieri testimoniarono quanto videro in un rapporto di cui si è perduto il ricordo, ormai introvabile, che ora giace nei segreti incunaboli della Loggia. M.G. fu trasferito in campagna, poco fuori Milano. Lì i fenomeni poltergeist si riprodussero con rinnovata, inusitata violenza. Il nonno fu ricoverato presso un reparto neurologico. Il bambino M.G. fu affidato alle cure di alcune persone che la Loggia provvide a indicare.
Egli è ora cresciuto e divenuto più potente che mai.
Le sue doti di chiaroveggenza sono riconosciute dalla comunità internazionale che è stata ammessa alla sua presenza. La sua profezia sull’imminente disastro chimico e radioattivo, che scaturirà dalle segrete sotto le macerie del Duomo, consiglia di riparare in un luogo più sicuro e segreto. L’inopinabile enunciazione che M.G. sia la reincarnazione di quel grande Occulto Maestro che fu Leonardo Da Vinci, del resto anch’egli operante a Milano, è stata confermata da autorità indiscutibili nel campo della scienza karmica. E’ per questo motivo che, pochi giorni prima dell’apocalisse milanese che tutti paventiamo, abbiamo deciso di trasferire la Loggia altrove.
Possano i Demiughi e i Demoni che stanno per scatenarsi avere pietà di voi, cittadini dell’urbe che ruota attorno alla misteriosa Cattedrale dedicata a Maria Nascente.
Pubblicato da Giuseppe Genna , il Mercoledì 20 Luglio 2005
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