[Che succede? Succede che Alessandro Piperno, Leonardo Colombati e Igino Domanin, i tre scrittori-rivelazione di quest'anno, si sono trovati a Biblioteca in giardino, manifestazione organizzata da Leonardo Pelo (il patron della giovane casa editrice No-Reply) e Alessandro Bertante (scrittore e giornalista di Repubblica). Un incontro letterario a Milano a luglio, da dieci anni, totalizza di norma 25 lettori-spettatori. L'altra sera ce n'erano 250. Tutta l'editoria milanese accorsa, da Rizzoli a Mondadori. Cronaca e riflessioni le faccio a parte. Qui si segnala un'ulteriore anomalia. Nel suo tipico stile alla Hush!Hush!, della serata si è occupato anche il mitologico Dagospia, la bibbia del gossip nostrano. Anomalia, certo, ma significativa alquanto. E' un'altra scena. Ecco l'articolo di Dago. gg]
Piperno arriva in vespa, Colombati con la moglie, Domanin è già lì, le zanzare anche e a centinaia. Milano, Biblioteca Tibaldi, in via Tibaldi, nello stesso stabile dove i milanesi fanno file estenuanti per avere permessi auto, lì, dietro quell'orribile edificio, c'è una biblioteca e un prato e nel prato, per l'estate, ci fanno cose di incontri di autori e di libri.
I tre di ieri sera - Alessandro "Pip" Piperno, Leonardo "Leo" Colombati e Igino Domanin- hanno più l'aria dei tre guasconi che dei tre "siamo la nuova letteratura gggiovane italiana", fanno il loro ingresso in biblioteca per uscirne subito redarguiti dai lettori per mancato uso del silenzio, perché loro sì, sono scrittori, oltreché i protagonisti della serata, ma i topi della biblioteca di via Tibaldi non perdonano, non solo le 21.30 e fino alle 21.30 si fa silenzio...
Elicotteri zanzareschi colpiscono il pubblico ma la buona organizzazione (tavolino da camping con lampada da camping per vendita libri a parte) fornisce gratuitamente bustine di Autan e funziona.
Introduce Alessandro Bertrante che un po' assomiglia a Lucarelli, presenta i tre scrittori "trentenni"... seguono sorrisi e colpi di tosse ma in realtà sembrano solo più vecchi ma hanno pressapoco trent'anni, chi più chi meno.
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Piperno, Alessandro, "caso editoriale dell'anno" con il mondadoriano "Con le peggiori intenzioni" ne ha 32 dimostrandone 47 circa, è serio, elegante, ha la voce bassa, una paranoia palpabile, sorride poco e soprattutto verso l'amico Leo, classe 1970, soprattutto quando Colombati ("Perceber", Sironi Editore) racconta di un progetto letterario giovanile in cui l'assassino sarebbe dovuto essere il lettore - "una stronzata" -, poi prosegue parlando di cabala, è de Roma e se sente.
Igino Domanin non si capisce quando è nato ma si capisce che dimostra più anni (forse questa è davvero l'unica, reale, comunanza tra questi "nuovi giovani autori" oltre a una sana tendenza alla taglia 52/54 un po’ calva... Colombati escluso ma solo dalla calvizia) si autodefinisce non scrittore ma "filosofo" (buuuuuuu) racconta del suo "Gli Ultimi giorni di Lucio Battisti" edito da Pequod, della sua sfiga borsistica, del suo stare in fila dietro i monitor per leggere che il suo titolo perdeva, quasi sempre, l'8%, della sua televisione senza televideo, del suo idolo Lucio, e, del fatto che, a un certo punto ha scritto anche per Gianfranco Funari perché lui "ha scritto veramente per tutti".
Pubblico parecchio, bouquet di mondadoriani a parte, tra gli altri Massimo Boffa (Panorama), che avremmo potuto omettere in quanto giornalisticamente mondadoriano, ma della cui eleganza “linosa” non possiamo tacere.