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Uno «stile Rizzoli», perlustrando la galassia giovane
L’obiettivo di Stefano Magagnoli,
da direttore della
Fiction Mondadori
a editor della narrativa
italiana per la casa
di Maraini e Fallaci:
in autunno arriveranno
«Un giorno perfetto»
di Melania Mazzucco
e nuovi autori
di MIRELLA APPIOTTI
[da tuttoLibri]
Stefano Magagnoli
story. Macché scippo,
come è stato scritto. Il
salto di questo giovane
veterano dell'editoria da direttore
della Fiction Mondadori per
alcuni anni (ultimo suo merito,
non indifferente, l'avere difeso a
tutti i costi l'acquisizione del
Codice da Vinci) a editor della
narrativa italiana Rizzoli, ci è
raccontato da lui medesimo.
«Semplice. Quando l'azienda
ha tramutato il mio ruolo manageriale
in uno minore, ho deciso
di andarmene da Segrate».
Delusione?
Forse è troppo poco, anche
se col senno di poi, e dalle
nuove stanze di via Mecenate,
Magagnoli potrebbe dire, con i
napoletani, «casca 'o muro, acconcia
'a via». «Una carriera di anni -
prosegue -: da direttore del Club
Editori a responsabile dell'edicola
Mondadori, dal Mass Market
alla Fiction che oltre a due tra le
collane mondadoriane principi,
cioè la "Sis" e le "Strade blu",
l'una più classica nella contemporaneità,
l'altra più «sperimentale», guidate rispettivamente da
due brillanti editor Luigi Sponzilli
e Edoardo Brugnatelli, comprende
anche la storica Omnibus
da sempre indirizzata soprattutto
alla letteratura commerciale
italiana e straniera. Genere da
me molto amato così come i suoi
massimi autori, da Grisham a
Manfredi, da Follett alla Kinsella
(scoperta dell'editor Terekiev) e i
suoi titoli, da Ramses a L'ultima
legione». E poi, un'azienda che
tanto a lungo prepara un manager,
decide di non usarlo più».
Perché?
Fu comunque a questo punto
che la Rizzoli lo chiamò? «Niente
affatto. Sono stato io ad offrirmi.
Al direttore editoriale Paolo Zaninoni
ho chiesto: “Mi vuoi?”. Egli
mi ha voluto...». E «venire da una
lunga relazione con americani e
inglesi - sottolinea - non credo
sia, per il mio prossimo lavoro
sugli italiani, un limite (come dai
soliti scettici è stato in questi
giorni ventilato, di qua e di là)».
Magagnoli abita da pochi giorni
la nuova casa, ma, anche se non
lo dice, ha già idee piuttosto
chiare. Forte di grandi nomi, da
Maraini a Fallaci, da Raffaele
Nigro a Carofiglio, sembra voler
creare una sorta
di «stile Rizzoli
» perlustrando
la galassia
giovane:
non a caso il
solo nome che
cita, è quello di
Melania Mazzucco
il cui
nuovo romanzo,
Un giorno
perfetto, in
uscita in autunno, definisce «un
piccolo capolavoro». (L'ennesimo
«miracolo» della nostra narrativa
2005? Ma questa volta, all'ottimo Magagnoli,
noi crediamo).
Pubblicato da Giuseppe Genna , il Lunedì 27 Giugno 2005
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