
Mentre esce la cosmosfera narrativa di Leonardo Colombati, cioè Perceber, tocca anche a Igino Domanin esordire con un'opera-mondo che vale plurime esperienze allucinogene: è in tutte le librerie (se non c'è, arriva a ore) Gli ultimi giorni di Lucio Battisti, edito da peQuod, formidabile prima navigazione narrativa in solitaria di Domanin, uno dei libri più folgoranti di questi anni.
E', come dicevo, un'opera-mondo, ma estremamente diversa dall'universo di Colombati. Laddove Colombati erige una titanica struttura barocca, Domanin mappa galassie in connessione tra loro, azionando l'iperspazio, ed esperisce affondi lisergici che fanno emergere frammenti di passato più o meno prossimo (da Ugo La Malfa a Sylvie Vartan, dal vescovo Lefevre alla Cortina di ferro), scaglie di remotissime ere in cui la nostra specie non era come la conosciamo (un racconto si intitola Dolce vita per ominidi) e schegge di un futuro spaziale che sta alle latitudini del finale di 2001 - Odissea nello spazio.
Come per Perceber, si apre qui un'area dedicata a Gli ultimi giorni di Lucio Battisti: è il Domanin Show, zona in cui si accumuleranno estratti dal libro (ne ho già pubblicati qui e qui), discussioni incrociate con l'autore, improbabili interviste, recensioni varie.
Per ora, qui di seguito, la quarta di copertina di questa raccolta furibonda, e i titoli dei racconti.
Gli ultimi giorni di Lucio Battisti
Se aprite questo libro, ne sarete trasformati. Questo non è un semplice libro: è un esperimento medianico condotto da uno sciamano di nome Igino Domanin.
Verrete assaliti da visioni, spettri, larve luminescenti e ultracorpi che immediatamente si installeranno nel vostro cervello e, alla fine della lettura di questi che sono mantra più che racconti, il mondo attorno a voi vi sembrerà cambiato per sempre.
La scrittura di Domanin vi farà slittare in uno sguardo che soltanto i killer di Bret Easton Ellis o i magnati speculatori di Don DeLillo hanno finora spalancato nella narrativa di oggi.
E non si tratta di allucinazioni. Nessuna droga può competere con il grado stupefacente di queste folgorazioni che sono il preciso racconto degli ultimi giorni dell'umanità, e anche dei primi. Quella di Domanin è la letteratura nella più alta delle sue accezioni, è la letteratura popolare per eccellenza.
Quando Emilio Salgari scriveva dell'oppio indonesiano senza avere mai messo piede in Oriente, o quando Victor Hugo descriveva il soggiorno di un uomo solo su uno scoglio in mezzo al mare, o quando Melville piazzava un angelo sull'albero maestro di una nave che solcava gli oceani, altro non facevano che compiere un gesto lisergico che oggi Domanin rinnova: infilavano sul naso dei propri simili un paio di occhiali caleidoscopici, per fare vedere il mondo quale è: un'allucinazione.
Grazie ai turbini in forma di racconto in cui ci catapulta Domanin con Gli ultimi giorni di Lucio Battisti, lo spettro della nuova letteratura italiana si allarga e supera l'ultravioletto e l'infrarosso della narrativa.
That's all folk! Ecco i titoli degli iper-racconti di Domanin:
1. APERITIVO CON PORNOCRATE
2. GLI ULTIMI GIORNI DI LUCIO BATTISTI
3. DIALER
4. IL PARADISO, ADESSO
5. DOLCE VITA PER OMINIDI
6. ANDROGINIA SOVIETICA
Igino Domanin - Gli ultimi giorni di Lucio Battisti - peQuod - 12 euro