|
Clevenger su Baer: Baciami, Giuda
di CRAIG CLEVENGER
In occasione dell'uscita, per gli imperdibili tipi di Marsilio Black, del grande noir di Will Christopher Baer, Baciami, Giuda (€ 14.50; qui il booktrailer), l'eminenza nera della collana, Jacopo De Michelis, ha tradotto questo appassionato intervento di Craig Clevenger, il cui Manuale del contorsionista sta per uscire per Strade Blu Mondadori. Ringrazio Jacopo per il permesso di pubblicare questo pezzo. gg]
Alla terza riga del primo romanzo di Will Christopher Baer, Baciami, Giuda, c’è scritto: «Sono freddo, religiosamente freddo». Letta quella riga, ho chiuso di scatto il libro, ho smesso di curiosare tra gli scaffali e l’ho comprato, praticamente divorando la storia quello stesso pomeriggio. Stando a quanto mi dicono tutti, la reazione è sempre la stessa. Quella riga è il punto di non ritorno, quando il lettore cade preda del libro.
«Stavo pensando all’aria in quelle antiche cattedrali europee», dice Baer, «quelle enormi cattedrali di marmo, e ho immaginato che l’aria in quei luoghi dovesse assomigliare a quella del tuo ultimo respiro.»
Raymond Chandler è famoso per descrizioni che fondono elementi disparati in uno strano tutt’uno e rendono la Los Angeles della metà del secolo scorso così vivida, anche per chi non abbia mai messo piede nella West Coast. Se Chandler ci ha dato ragni su delle torte di matrimonio e «capelli del colore di un fuoco di paglia visto attraverso una nuvola di polvere», Will Christopher Baer alza la temperatura e ci fa sentire ogni scricchiolio nelle ossa del suo narratore e ogni crepa emotiva che si apre nel suo cuore. Nelle sue storie si può trovare «un cielo rosa e grigio, color muscolo», e il narratore si volta a salutare la sua amante perduta da molto tempo «lento come sangue che si coagula». Baer può dare forma e carne a cose a cui non ci piace pensare, ma lo fa in un modo che ci obbliga a continuare malgrado tutto a leggere.
Baciami, Giuda è il primo volume della trilogia di Phineas Poe, originariamente uscito nel 1998. E’ stato seguito dal secondo volume, Penny Dreadful, nel 2000. Entrambi sono stati ripubblicati nell’autunno del 2004 da MacAdam/Cage, insieme a Hell’s Half Acre, definito «una lettera di un suicida lunga 300 pagine» dal suo precedente editore.
Il narratore dei romanzi di Baer, Phineas Poe, è un angelo caduto quanto più in basso è possibile – radiato dalla polizia e rinchiuso in un ospedale psichiatrico dopo una missione sotto copertura nella Narcotici che lo ha portato alla tossicodipendenza; Poe è anche ossessionato dal ricordo della moglie, morta in circostanze alquanto oscure. Nel corso dei tre romanzi, Poe insegue Jude, una moderna femme fatale con il pallino della chirurgia che gli ha rubato il cuore dopo una notte di sesso all’inizio di Baciami, Giuda. Mentre altri avrebbero trovato il numero della donna su un tovagliolo di carta, al risveglio Poe trova semplicemente: «Se vuoi vivere, chiama il 911». Già, perché oltre al cuore, Jude gli ha portato via anche un rene. Ma ha avuto il buon gusto di rappezzargli la ferita dopo l’operazione e di immergerlo in una vasca da bagno piena di ghiaccio. Religiosamente freddo, davvero.
La maggior parte della gente sana di mente avrebbe invocato giustizia, oltre che evitare di offrire cocktail a prostitute d’alto bordo munite di borsa da medico in bar malfamati. Ma Phineas Poe non fa la cosa più sana. Phineas si innamora di Jude mentre cerca di trovare il coraggio di ucciderla. Nel corso dei tre romanzi, il nostro eroe con un solo rene perde molto di più a causa della sua anti-amante, inclusa la salute mentale e brandelli di memoria troppo grossi per il contenitore frigorifero dentro cui è custodito il suo rene perduto.
Credetemi, leggete Will Christopher Baer e subito il cosiddetto neo-noir che parla di corruzione politica e sbirri venduti comincerà a sembrarvi, be’, un po’ scipito.
«In termini di atmosfere, toni e personaggi che agiscono in un vuoto morale, la trilogia di Phineas Poe può essere considerata noir», dice Baer. E ha ragione, lo è. Ma c’è un cuore che pulsa al centro dei suoi romanzi.
«L’unico elemento che non è caratteristico del noir è probabilmente Phineas stesso», spiega. «Pur essendo nichilista e autodistruttivo, è troppo romantico e a tratti estremamente vulnerabile per gli standard del tipico protagonista hard-boiled. Phineas è il tipo a cui può spezzare il cuore un ragazzino che gli offre di dividere il suo succo di frutta.»
E questo riassume l’opera di Baer: neo-noir con un protagonista disperatamente romantico. «Ogni volta che qualcuno mi chiede di definire i miei libri, le prime parole che mi vengono in mente sono “storie d’amore spaventose”», afferma Baer.
«Credo», conclude l’autore, «che dopo tre libri ho finalmente imparato come si scrive un romanzo.» Un’affermazione che all’inizio mi ha stupito, perché mi sembrava che se la cavasse benissimo fin dall’inizio. Ma che ha senso, se viene da un inflessibile perfezionista che si immerge completamente nella mente del suo narratore mentre scrive, a suo stesso rischio. Ma ora che la prosa di Baer soddisfa anche i suoi severi standard, il futuro del noir moderno è più brillante. Ovvero più cupo. Molto più cupo.
Will Christopher Baer è nato nel 1966 nel Mississippi. Ha vissuto in molti posti e fatto i lavori più diversi, dal taxista allo sceneggiatore, dal barista all'insegnante, al musicista. Oggi abita in California con la moglie e due figli. Baciami, Giuda, il primo romanzo della trilogia di Phineas Poe, è uscito ad aprile per Marsilio «Black». Maggiori informazioni su: www.baciamigiuda.it
Craig Clevenger è nato in Texas, a Dallas, e vive attualmente a San Francisco. Il suo romanzo d’esordio, Il manuale del contorsionista, è di prossima uscita in Italia nella collana «Strade blu» di Mondadori. Il suo sito è: www.craigclevenger.com
Pubblicato da Giuseppe Genna , il Mercoledì 4 Maggio 2005
|