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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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Recensione all'edizione francese di Catrame

di JULIEN VEDRENNE
[da litteraire.com]

Sous un ciel de plombe (di Giuseppe Genna, tradotto da Julien Gayrard, edito da Grasset) è un romanzo incrostato di squallore allo stato puro. Uno squallore causato dall'afa e dal sudore - e dalla paura, anche. Per tutto il racconto, l'ispettore Guido Lopez ne è intriso. Inizialmente è una storia molto semplice. E' la storia dell'evasione di Cerfoglio, detenuto politico, alla vigilia dell'indulto, cioè un'amnistia concessa agli ex terroristi a vent'anni dal caso Moro. Improvvisamente, però, scatta la follia. Il ministro dell'Interno esercita pressioni politiche insopportabili su Santovito, il capo di Lopez, e minaccia di destituirlo dall'incarico di responsabile della Squadra Investigativa. I Servizi Segreti occupano tutti gli spazi d'indagine e sottopongono polizia e carabinieri a ogni tipo di depistaggio.

Lopez, il migliore elemento della Squadra Investigativa, è da subito sbaragliato, spostato su un'indagine miserevole: quella del suicidio di tale Pessina, uno sbandato di quartiere. I pericoli e gli azzardi - se di azzardi si tratta: le vie del Signore e dei Servizi sono infinite... - che Lopez affronterà finiranno per fare confluire le due inchieste. Lopez non ama essere manovrato: indagherà, con metodi ufficiali e ufficiosi, sgradevolissimi per chi ne fa le spese, come la prostituta milanese Rita Mennitti.
Lo spettro dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) dorme nel cuore di questo romanzo. Qui chiunque manipola chiunque. E nonostante ciò, paradossalmente, chiunque agisce a suo modo. Le cimici abbondano in Questura ed è impossibile confidarsi con altri. Si spia ovunque, sempre, senza sosta. Per quale occulto motivo? Lopez lo scoprirà addentrandosi nei labirinti sotterranei delle cantine di un enorme complesso popolare, con il terrore che gli stringe lo stomaco e la miseria morale che gli si attacca addosso...
Sous un ciel de plombe è un romanzo abissalmente nero, che torna sulla questione italiana degli anni Settanta: un'epoca in cui il terrorismo di destra fu al servizio dello Stato e in cui la repressione assunse i caratteri di strumento da guerra civile, in una nazione spaccata e lacera. La scrittura di Giuseppe Genna è brutale, secca; l'autore sta lontano da ogni orpellatura. Egli descrive un mondo totalmente privo di distinzioni morali tra male e bene, in un periodo storico da cui nessuno esce indenne: chiunque avrà le mani lordate di sangue, e cercherà di rigettare ogni responsabilità, addossandola agli altri. Nessuna verità può venire pronunciata, conta soltanto la Verità Ufficiale. Che, come sempre, copre LA verità vera.




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Lunedì 14 Marzo 2005

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