|
|
|
|
I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
   NEWSLETTER
   RECENSIONI
   SPECIALI
   INTERVENTI
   TESTI
   SEGNALAZIONI
   INTERVISTE
   ULTRALETTERATURA
   L'ARCHIVIO
Franco Scaglia: Il gabbiano di sale

di SANDRA PETRIGNANI

francoscaglia.jpgPadre Michele Piccirillo è un frate francescano della Custodia di Terrasanta e un grande archeologo, che ha contribuito con i suoi scavi alla scoperta di alcune meraviglie, oggi meta di pellegrinaggi di studio e turistici in Giordania. Da qualche tempo è anche diventato un personaggio romanzesco col nome di padre Matteo. È stato lo scrittore Franco Scaglia, che lo conosce da 24 anni, a reinventarlo come protagonista di due suoi romanzi, Il custode dell'acqua, che vinse il Super-Campiello due anni fa, e Il gabbiano di sale, da poco uscito, entrambi pubblicati dalla Piemme.

Oggi presidente della Rai Cinema con una lunga esperienza di giornalismo televisivo alle spalle, Scaglia propose un'intervista a Piccirillo per un suo documentario sul viaggio di Gesù.
«Ero un cattolico problematico allora» racconta lo scrittore «e padre Michele non amava i giornalisti, diceva che gli facevano perdere tempo. Ma tra noi funzionò e nacque un'amicizia che per me significò anche il superamento della mia crisi religiosa». Non solo: a contatto con la complicata realtà politico-religiosa di Gerusalemme e della Giordania, dove Scaglia è tornato più volte nel corso degli anni e dove si è sposato (con l'attrice teatrale Mascia Musi, rito celebrato naturalmente da padre Piccirillo), un altro grande cambiamento si è verificato nella sua vita.
Da scrittore di nicchia si è trasformato in autore di best-seller, modello dichiarato John LeCarré («Perché al contrario di quel genio della trama che è Ken Follett, LeCarré è anche uno scrittore profondo»). Padre Michele, alias Matteo, si trova al centro di intrighi internazionali che contribuisce a svelare dopo rocambolesche vicissitudini. Al di là dei colpi di scena il lettore impara qualcosa di penetrante sullo scontro delle civiltà e i conflitti israelo-palestinesi, senza mai perdere di vista ciò che sta più a cuore all'autore, una costante riflessione sul male e sulla figura di Cristo come incarnazione suprema del bene.
«Mi rendo conto» dice Scaglia «che la mia problematica religiosa mi espone al ridicolo rispetto a chi non ha fede. Ma per me il dibattito sul modo di vivere la fede, che nel libro ho rappresentato in due personaggi contrapposti, una suora, Lucia, e padre Matteo, è centrale». Aggiunge che la fede è una cosa molto semplice, «non c'è bisogno di profondità per attingervi», e per questo è così affascinato da Piccirillo e dai nudi paesaggi della Terrasanta. Intanto il vero padre francescano, Michele, ride divertito. Essere un personaggio lo lascia indifferente. Con la sua cultura di storico e di archeologo, che parla l'arabo come numerose altre lingue, i suoi diretti occhi chiari, le mani pratiche, capaci di scavare come di scrivere testi d'importanza internazionale nel suo campo, resta un uomo di semplicità disarmante.
Sul Monte Nebo, a pochi chilometri da Amman, celebra per il suo sparuto gruppo di francescani e gli eventuali ospiti che passano a trovarlo, una messa senza orpelli, fa da guida nel museo che ha allestito e nel santuario dove ha riportato alla luce splendidi mosaici. Alla sua tavola ci si trova senza etichetta con membri della famiglia reale come con illustri politici, con ebrei e musulmani, in un clima di normalissima amicizia.Ma i cadaveri che affollano le pagine di Scaglia? Davvero attraversano la vita di un francescano di Terrasanta? Padre Michele si limita ad annuire con l'aria di chi non si meraviglia di nulla. No, non è vero, qualcosa ancora lo riempie di meraviglia: l'alba che sorge sul Mar Morto e il dolcissimo sapore di una mela di Kerak. Proprio come nel romanzo.




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Martedì 25 Gennaio 2005

stacco.gif
blogsnation.gif Questo sito, privo di qualunque finalità di lucro, è ospitato gratuitamente sui server di BLOGSNATION, grazie all'opera di pietà tecnica e di umana comprensione di Gianluca Neri. I contenuti della e-zine I Miserabili non sono soggetti a copyright. I Miserabili non è una testata registrata. Per proposte, richieste ed eventuali lamentele, contattare il responsabile di questo sito, Giuseppe Genna. Non si accettano invii di manoscritti (anche in forma digitale) e nemmeno proposte di recensione.
RSS 1.0RSS 2.0Listed on BlogSharesThis blog is listed in BlogBarThis blog is listed in BlogNewsGNU FDL LincensePowered by Movable Type 2.64