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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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Colonna: Hypnerotomachia Poliphili

Il Sogno di Polifilo, uno dei più celebri libri a stampa di tutti i tempi, è un viaggio iniziatico che si svolge sotto il duplice segno di culto dell'antico e filosofia dell'amore. L'attribuzione di quest'opera al frate Francesco Colonna (sostenuta già da Apostolo Zeno) non è da tutti accettata ed è tuttora discussa. Intrinsecamente il valore dell'opera consiste, più che nella trama, nella celebrazione della bellezza nella sua forma tipicamente umanistica. Sul piano linguistico rappresenta un interessante tentativo di contaminazione fra le tradizioni letterarie latina e volgare. Le 172 figure che ornano l'opera e che ne fanno un autentico capolavoro della xilografia veneziana sono state attribuite prima al Mantegna, poi al Bellini e infine a Benedetto Montagna.

Era l'ora in cui la fronte di Matuta Leucotea s'imbianca già fuori dalle onde oceaniche e Febo sorge, pur non mostrando ancora le vorticose, aeree ruote. Con i suoi alati cavalli, Piroo per primo ed Eoo, appena emersi, senza indugio la insegue pronto, velocissimo, dipingendo di rose vermiglie la candida quadriga della figlia: le sue chiome, increspate nel raggiante bagliore, si rifrangono sull'azzurra inquietudine del mare.

Arrivato a quel punto, la non cornuta Cinzia tramonta sollecitando mulo e cavalli, uno bianco e l'altro nero, che ne tirano il carro: arretra, giunta all'ultimo orizzonte che distingue gli emisferi, messa in fuga dalla stella che precede il rinnovarsi del giorno.
(Traduzione: Marco Ariani e Mino Gabriele)


Francesco Colonna, Hypnerotomachia Poliphili (1433-1527)
Phoebo in quel hora manando, che la fronte di Matuta Leucothea candidava, fora gia dalle Oceane unde, le volubile rote sospese non dimonstrava. Ma sedulo cum gli sui volucri caballi, Pyroo primo, & Eoo alquanto apparendo, ad dipingere le lycophe quadrige della figliola di vermigliante rose, velocissimo insequentila, non dimorava. Et corruscante gia sopra le cerulee & inquiete undule, le sue irradiante come crispulavano. Dal quale adventicio in quel puncto occidua davase la no cornuta Cynthia, solicitando gli dui caballi del vehiculo suo cum il Mulo, lo uno cadido & laltro fusco, traheti ad lultimo Horizota discriminante gli Hemisperii pervenuta, & dalla puia stella aricetare el di, fugata cedeva.




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Lunedì 10 Gennaio 2005

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