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L'Olandese volante: l'Olanda al volo
 Ho ricevuto una trentina di mail relative ai due interventi che ho postato su Carmilla e che vertevano sul caso Olanda. Nel caso interessassero ai Miserabili Lettori, li segnalo qui: il primo intervento si intitola L'assalto neocon all'Europa; il secondo, Il crollo dell'impero è il dominio dell'impero?.
Avevo promesso sui Miserabili notizie dall'Olanda. Non c'è stato il tempo di postarle da Amsterdam. Mi limito a enunciare la prima domanda del primo giornalista affrontato nell'hotel: "Scusi, perché nelle prime pagine del Drago sono occultati alcuni versi da High Windows di Philip Larkin? E se la pelle del Drago non va toccata, nel libro chi è San Giorgio?".
L'incontro alla libreria Bonardi, retta dall'impagabile Marina Warners, è stato bellissimo. Devo ringraziare Hanca Leppink, Marga De Boer, Kristel Vrielink e Cor Nieuwendijk, cioè l'editore Luitingh-Sijthoff, per l'eccezionale ospitalità e l'esperienza emotiva e intellettuale che mi hanno fatto compiere. Il traduttore Pieter van der Drift mi ha invitato a camminare con lui nei boschi e a stare zitto una buona volta: siccome è eterosessuale, ci andrò rialssatissimo, nei boschi.
Tuttavia, nonostante le ore di colloquio con giornalisti ed editori, che surclassano qualunque esperienza parallela da me fatta in Italia, il punto decisivo e per me sconvolgente non è legato alla letteratura o, se si capisce cosa intendo, è legato più che mai alla narrazione: e si tratta dell'Olanda post Theo Van Gogh, quella su cui ho cercato di ragionare negli interventi pubblicati in Carmilla.
Pubblicato da Giuseppe Genna , il Venerdì 12 Novembre 2004
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