|
|
|
|
I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
   NEWSLETTER
   RECENSIONI
   SPECIALI
   INTERVENTI
   TESTI
   SEGNALAZIONI
   INTERVISTE
   ULTRALETTERATURA
   L'ARCHIVIO
GMR recensito su Il Mattino

GMR_coverbig-thumb2.gifSegreti di Stato così fantastici da sembrar veri
di FELICE PIEMONTESE
[da Il Mattino]

ilmattino.jpgGli attentati dell'11 settembre, con la loro sanguinosa coda madrilena, hanno riportato drammaticamente in primo piano la questione del terrorismo. Un terrorismo profondamente diverso da quello con il quale in Italia (o in Germania) siamo stati costretti a convivere fino a pochi anni fa, che sceglieva comunque, anche se in base a una logica aberrante, i suoi bersagli e si poneva degli obiettivi politici corrispondenti a una certa strategia. Quello di oggi è indifferenziato, a-ideologico, confuso, parte da istanze fondamentaliste e religiose ed è dunque percepito come una minaccia che riguarda tutti, non solo chi appartiene a una certa élite economico-politica.

Inevitabile che di questo tema si impadronisse anche la letteratura, in certi casi solo per speculare sulla paura largamente diffusa (e contribuendo magari ad alimentare i germi dell'intolleranza e del razzismo), in altri per fini più nobili e più squisitamente letterari, come è sempre avvenuto, del resto, di fronte ai grandi cataclismi della storia. È il caso di Grande Madre Rossa, il corposo romanzo di Giuseppe Genna (pagg. 286, euro 15,00), che Mondadori ha mandato in liberia per l'estate, ma che tutto è fuorchè un libro da spiaggia.
L'autore, innanzi tutto: Genna, milanese trentacinquenne, ha già al suo attivo quattro romanzi (con questo), dirige una rivista letteraria on line, ed è riuscito qualche anno fa nell'impresa di far pubblicare Debord negli Oscar Mondadori. Insomma, è tutt'altro che uno sprovveduto, come sono invece molti suoi coetanei. Si muove, piuttosto, in un territorio di frontiera, tra noir e fantascienza, ma con un'ambizione più alta, quella di uscire dai confini della letteratura di genere praticandola con spregiudicatezza, attingendo a piene mani al repertorio ma continuamente andando oltre, nella convinzione che ci si debbano comunque sporcare le mani, dal momento che sempre di merce si tratta e dunque bisogna venderla, coinvolgendo il lettore, facendolo appassionare, ma ricordandogli continuamente a che cosa si sta giocando.
E dunque, in Grande Madre Rossa, uno spaventoso attentato distrugge il Palazzo di Giustizia di Milano e molti palazzi circostanti, provocando più di mille morti. Delle indagini, subito orientate sulla pista islamica, si occupa un pool di investigatori di tutto il mondo, mentre all'ambiguo poliziotto Guido Lopez, di nuovo a Milano dopo una parentesi europea, viene chiesto di ritrovare lo Schedario che dovrebbe essere sepolto tra le macerie del palazzo e nel quale ci sono segreti di stato che più segreti non si può, dal momento che riguardano tutti i potenti del paese, a cominciare dal presidente del consiglio.
E Lopez, utilizzando mezzi decisamente inconsueti (tra cui una sorta di partita di bocce in cui si tratta di colpire delle bottiglie, in una sorta di rivisitazione de I Ching) scopre che gli islamici non c'entrano niente o quasi, e che la minaccia viene invece da un'organizzazione terroristica - o setta segreta - completamente diversa da tutte le altre - la Grande Madre Rossa - che tutto vuole distruggere per poter tutto ricostruire (una sorta di Internazionale Situazionista di mostruosa efficienza).
Un'operazione, come si vede, di grande interesse, che affronta di petto angosce e paure largamente diffuse per portarle verso imprevedibili sviluppi. Genna ha talento, indiscutibilmente, ed è furbo oltre che abile. Solletica l'interesse e la curiosità del lettore facendogli immaginare chi sa quali rivelazioni e poi non gli dice nulla (il famoso Schedario non si trova). Allude, dice e non dice, cita personaggi reali ma per inserirli in un contesto di «finzione letteraria al 100%», dà spazio a figure del tutto irrilevanti ai fini della narrazione, e rischia di far perdere il filo al lettore anche grazie a una scrittura che vuole essere scattante e cinematografica ma risulta talvolta farraginosa e sovraccarica.
Eppure, anche con difetti non di poco conto, Grande Madre Rossa è un romanzo ricco di fascino e di suspense, nel quale, più che in molti altri, sentiamo circolare lo «spirito del tempo». Che poi si tratti di tempi grami, o decisamente nefasti, beh, questo non è certo colpa di Genna.




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Martedì 31 Agosto 2004

stacco.gif
blogsnation.gif Questo sito, privo di qualunque finalità di lucro, è ospitato gratuitamente sui server di BLOGSNATION, grazie all'opera di pietà tecnica e di umana comprensione di Gianluca Neri. I contenuti della e-zine I Miserabili non sono soggetti a copyright. I Miserabili non è una testata registrata. Per proposte, richieste ed eventuali lamentele, contattare il responsabile di questo sito, Giuseppe Genna. Non si accettano invii di manoscritti (anche in forma digitale) e nemmeno proposte di recensione.
RSS 1.0RSS 2.0Listed on BlogSharesThis blog is listed in BlogBarThis blog is listed in BlogNewsGNU FDL LincensePowered by Movable Type 2.64