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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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GMR recensito su L'Espresso

GMR_coverbig-thumb2.gifComplotto e redenzione
di Marco Belpoliti

Ecco il terzo episodio delle inchieste dell'ispettore di polizia Guido Lopez, il cui compito sembra sia quello di far venire a galla tutto il marcio della società, la connessione tra politica e crimine, affari e servizi segreti. Giuseppe Genna sta scrivendo una sua antistoria d'Italia in chiave fantapolitica. Utilizza una fantasia che si alimenta della realtà stessa, di ciò che accade ogni giorno nel nostro inquietante e inafferrabile paese. Nella "Gran Madre Rossa" c'è tutto il presente - Berlusconi, i giudici milanesi, l'11 settembre, gli attentati di Madrid - e tutto il passato - la Bader Meinhof, i terroristi internazionali - un passato che non finisce mai di passare.

Nell'arco di cinque romanzi, tra il giallo e la spy story, Genna ha elaborato una sua particolare teoria del complotto che è la vera spina dorsale di ogni ciclo narrativo fantapolitico: tutto è connesso con tutto, ogni cosa rinvia a un'altra in una sequenza a scatole cinesi in cui non c'è mai la parola fine. Il complotto complotta con se stesso: questa è la conclusione di "Gran Madre Rossa". La vera originalità di Genna sta tuttavia nel ritmo narrativo: paratattico, sincopato, ansimante. Lo scrittore lavora attraverso piccoli scatti, istantanee, fotogrammi di una pellicola che scorre a balzelloni, negando sovente al lettore la visione d'insieme, spezzando il racconto in sequenze minime. Nel romanzo domina la presenza di una voce narrante, dai toni profetici ma realistici, apocalittica e pietosa. È la voce dello scrittore stesso, che si esercita sui paesaggi e sugli scenari della distruzione, al centro del racconto l'esplosione del Palazzo di Giustizia di Milano, con una maestria e una sprezzatura notevoli. Genna si muove verso una narrativa visionaria, in cui i profili visivi, Milano e il suo hinterland, sono secchi tratti di penna su di un foglio coperto di macchie nere e bluastre. Il futuro, ci dice lo scrittore, è contenuto nel passato, cui manca, e forse mancherà per sempre, la propria definitiva redenzione.




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Venerdì 27 Agosto 2004

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