|
'Grande Madre Rossa': recensione su Panorama
MASSACRO A MILANO, AL RALLENTATORE
di Mariarosa Mancuso
Milano come New York. Il palazzo di giustizia come le Torri gemelle: raso al suolo da un'esplosione che fa 1.087 morti e sparge polvere di marmo sulla città. Ma siamo solo all'inizio: una bomba cartacea è ancora innescata, si chiama Schedario. Contiene i documenti segretissimi sui misteri d'Italia. Ghiotta preda per i giusti e i teorici del grande complotto.
Indaga l'ispettore Guido Lopez, che i lettori di Giuseppe Genna già conoscono dai romanzi precedenti: Catrame, Nel nome di Ishmael, Non toccare la pelle del drago.
Grande Madre Rossa è uno strano caso di thriller borderline, indeciso se puntare sulla trama o sulla scrittura. Se procedere velocemente da una rivelazione all'altra o indugiare su divagazioni che fanno a pugni con il genere.
Per esempio, le pagine d'apertura sullo scoppio dell'ordigno, al rallentatore. O i dati statistici sul coma, quando uno dei personaggi viene ricoverato all'ospedale. Mentre il collega di Lopez, Calimani, somiglia a centinaia di ispettori tristi perché lasciati dalla moglie.
Bella la Milano realistica e cimiteriale, un po' meno le frasi come "salgono i fotemi del panico".
Pubblicato da Giuseppe Genna , il Venerdì 11 Giugno 2004
|