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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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Il cruento bisturi di Violante

bisturi.jpgviolante.jpgMentre scemavano gli scemi, che hanno sproloquiato con inusitata violenza mediatica e disinformativa sul caso Battisti, ci pensava il diessino Violante a rinfocolare l'ondata di odio incivile che, evidentemente, in Italia ha in Berlusconi soltanto un sintomo apicale, e non un'eziologia specifica. Tutti berlusconi, a partire da Violante. Tanto che ci permettiamo un consiglio ai direttori di Mediaset: sostituite la Pivetti con Violante nella conduzione della trasmissione più cruenta e trash della nostra storia televisiva, Bisturi - se proprio si vuole assoldare un ex Presidente della Camera, Violante è meglio di Pivetti: stesso odio compresso, ma capacità di esprimere esacerbatamente una violenza inaudita e incivile tramite parole pesanti. Come dimostra la pacata intervista che il Charles Bronson dei Ds ha rilasciato al Corriere, pubblicata oggi: sotto il titolo equilibrato Violante: «Battisti è un assassino, paghi», infatti, l'ex carica istituzionale cavalca ogni stortura in questi giorni fornita dai media italiani sul caso Battisti, e in base a simili premesse scientifiche e ireniche tira la sua conclusione, rispondendo alla domanda se, con una vittoria dell'Ulivo, si penserà a un atto di clemenza per chiudere una tragica stagione: «Non ne vedo né la necessità né l’opportunità».

Conosciamo perfettamente il giustizialismo di Luciano Violante, sbandierato quando fa comodo e occultato quando invece no. Si tratta del medesimo teoreta che propose una pietra (quella davvero tombale) sui fatti di Salò, scatenando un delirio politico fuori tempo massimo. Questa volta, a proposito degli Anni di Piombo, le tombe non vengono posate, ma scoperchiate, dalla virulenza agghiacciante di opinioni che fanno davvero male: fanno mal al Paese. Nel solco della critica pretestuosa agli intellettuali francesi, al solito immotivata o basata su mistificazioni dell'oggettività, l'ex Presidente di Montecitorio spara a zero su Battisti e su una stagione di guerra civile, trattando come un tumore da estirpare almeno un terzo dell'Italia - la medesima che contestò la legittimità di uno Stato e a cui lo Stato rispose con un atto di patente illegalità: che veniva bene riassunto dalla Sentenza 15/1982 della Corte costituzionale, la quale recitava che “Vista la situazione d’emergenza […] il governo e il parlamento hanno il dovere indeclinabile di adottare un’apposita legislazione [e il diritto] di non ritenersi strettamente vincolati dalla Costituzione”. Esattamente l'opposto di quanto viene spacciato per incontestabile verità da Luciano Violante, quando dichiara: "Lo Stato italiano ha processato e condannato per omicidio questa persona. Sulla base di quale principio ora dovrebbe non richiedere la sua estradizione? Lo Stato democratico non può sostituirsi alla propria legalità e ai sentimenti delle vittime. (...) Che Battisti sia un assassino non c’è dubbio. E’ pure evaso da un carcere italiano".
Purtroppo per Violante, i dubbi che Battisti sia un assassino ci sono eccome. Purtroppo per Violante, non è vero che lo Stato democratico non possa sostituirsi alla propria legalità: ha processato Battisti proprio sostituendosi alla legalità, sospendendo i diritti costituzionali, applicando un'eccezionalità giuridica che viene praticata soltanto quando si è in guerra.
Lascia esterrefatti la chiusa dell'intervista. Violante annuncia che, con l'Ulivo al potere, di amnistia non se ne parla. Conforta avere tutta un'altra notizia di ciò che si pensa davvero all'interno del partito in cui milita Violante. Non che ci facciamo illusioni: o, almeno, non me le faccio io, nel mio privato. Non è invece un'illusione quella che nutro con fiducia assoluta: saremo noi intellettuali, saranno migliaia di persone, saranno mezzi alternativi a veicolare un processo inarrestabile di risoluzione storica, di conquista della pace, di proposizione positiva di futuro. Spetta a noi, non ai bisturi mediatici di gente come Violante.




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Lunedì 8 Marzo 2004

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