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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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Il desolante Panorama italiano

panoramatonyrenis.jpgtoscano2.jpgChe cosa può fare, da solo, uno scrittore contro una testata che vende 530.000 copie a mezzo milione di italiani sottoculturati? Poco. Quel poco è molto. Quindi, lo faccio.
Prima di iniziare a negare il domani come altro giorno alla Rossella O'Hara del giornalismo italiota, devo però specificare le ragioni per cui io, nel pieno delle mie facoltà, con piena vertenza e deliberato consenso, decido di sprecare il mio tempo a esaminare la meno importante delle questioni culturali italiane: lo statuto e la legittimità di quanto si scrive su Panorama. Il magazine di Segrate è una questione politica, e parecchio primaria; dal punto di vista culturale, vale zero, lo sappiamo tutti da anni. Perfino il giornale dell'oratorio San Pio V di Calvairate ha maggiore incisività nell'elaborazione culturale, rispetto a quanto fa Rossella O'Hara con il suo gossip che, come accade nel caso che esamino qui di seguito, ascende a vertici di criminalità da nonchalance giornalistica.
Il caso è il caso Battisti, ma è più del caso Battisti. Su Panorama un autentico disinformatore, fisiognomicamente identificabile in un mix genetico tra Beniamino Andreatta e l'orso Teddy, con assoluta mancanza di etica giornalistica e di cultura personale, fa del killeraggio patinato su Cesare Battisti. Legittimo, anche se l'Ace Ventura in questione pubblica questa indegnità sul medesimo settimanale sul quale Adriano Sofri fa stampare le sue cose. Il problema, a parte l'ignoranza abissale di questo agente del Kgb di via dell'Anima, è che quella parodia splatter di un articolo giornalistico fa emergere un modello significativo per il giornalismo italiano tutto. E' l'archetipo dell'arroganza che si gioca su idee e corpi altrui, il luogo fontale della superficialità condita di opinionismo d'accatto, la perpetua epifania di quell'endogena malattia che qualcuno ha chiamato "microfascismo antropologico italiano". In sintesi: Panorama è il Panorama del giornalismo italiano. Un virus da cui tutte le testate sembrano contagiate, dal Corriere alla Repubblica alla Stampa.

Non starò a ripetere considerazioni storiche sul caso Battisti, poiché Valerio Evangelisti ha già compiuto in altra sede un'esposizione precisa ad usum idioti: chi desidera informarsi sull'indegnità del processo all'autore di Cargo sentimentale può chiarirsi dubbi che, ormai, sono degni soltanto dei figli di Barbapapà. Il ragionamento è su ciò che di collaterale accade (e non da oggi, ma oggi più che mai) nella galassia del giornalismo italiano.
toscano.jpgPrendiamo il caso esemplare per ignoranza e leggerezza etica che costituisce il panoramico articolista Alberto Toscano (qui a fianco in una delle sue espressioni più belghe). Uno che fa ruotare tutto il suo pezzo (filologicamente: pezzo come si dice "pezzo di qualcosa") sulle sconvolgenti rivelazioni di una "fonte qualificatissima del ministero della Giustizia" - supponiamo quello francese, perché anche con tutta la buona volontà di distorcere la realtà, è attualmente impossibile reperire alcunché di qualificatissimo nel comparto ministeriale della Giustizia italiana. Questa "fonte" è talmente "qualificatissima" che ne proporremmo l'acquisto alla Levissima, per migliorare il tasso dei gas nelle acque da bere: il gas è infatti ciò che la "fonte" ha passato al meteorismo giornalistico. Il gas: aereo e inconsistente ma capace di realizzare olocausti. Alberto Toscano, che si guadagna lo stipendio forse sudando per difficoltà di traspirazione, traduce passi dai quotidiani francesi (Le Monde, Libération, l'Humanité) e ci aggiunge le sue considerazioni, travestite da dichiarazioni gassose e letali, ampiamente giustificate dall'anonimato gassoso e letale. Che si vergogni Alberto Toscano: uno scherano del forcaiolismo più becero e leghista, cioè bieco e ignorante, inviato a Parigi come un vaglia postale, pronto a sperperare giudizi infondati, non verificati, come si chiede a qualunque cronista. Si vada a studiare gli atti del processo Battisti, eviti l'aggettivazione splatter attribuendola ad altri da se stesso, lui che sta facendo splatter giornalistico, lui che Ciccio Abruzzo dovrebbe trattare come esempio del contagio Feltri. Il toscano si fuma e si butta via: è ciò che accadrà anche a questo Toscano, poiché esistono precedenti storici, come nel caso dello scoop falsissimo sull'uranio che Saddam avrebbe acquistato - è il destino che Rossella O'Hara riserva ai suoi sigari ciucciati fino in fondo.
Non è soltanto questione di Toscano. Anche i supposti Habaneros di Repubblica fanno la medesima fine. E anche i pony express assunti dal Corriere (come Massimo Nava nell'edizione di oggi). E, immaginiamo, in epoca digitale, che sarà la medesima estinzione che toccherà in sorte alla Stampa. E' il compattamento dell'opinione non pubblica, ma infondata storicamente e facilona e maliziosa, ad uso propagandistico non richiesto, grazie alla banalità del male che sempre contraddistingue quelli più realisti del re: tutte le testate schierate a giocare il medesimo gioco, a fare fronte unico delirante, insinuante, vergognoso. Un meccanismo politico, prima che culturale. Il servilismo che aveva proiettato gente come Biagi sul carro dei vincitori e, ora, sul carro dei perdenti, nella messianica attesa che i perdenti di oggi siano i vincitori di domani.
Qui siamo ben oltre il proibizionismo mica tanto sottile praticato dall'attuale governo italiano. La mossa leccacula che vorrebbe difendere, su un settimanale italiano, le sciempiaggini di Chirac in Francia - il che precisamente accade nel pezzo di giornalismo del Toscano - è un tipico movimento di servile piaggeria: quella del lacché al servizio della corte italiana, sia essa mussoliniana o andreottiana o berlusconiana. E' molto chiaro, molto molto chiaro, che di fronte a questi esempi di improfessionalità, di incoerenza per volontà distorsiva, di informazione irregimentata e falsa, l'unica battaglia da fare è chiedere l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti e la riforma del sindacato. E', comunque, una questione secondaria rispetto a quanto si sta muovendo nel cossidetto 'mondo dell'informazione': poiché è una realtà effettiva che la trasformazione in corso, culturale e politica, porterà essa stessa a compimento la fine della dittatura della malizia. La malizia non sarà emendata, ma sarà sopportabile. Troveremo, in un futuro prossimo, gente come Toscano su un canale digitale terrestre, visto da dodici persone, undici delle quali invieranno in diretta pernacchie interattive via sms mentre il Toscano parla.
Detto ciò, un'osservazione ulteriore sui meccanismi interni a questo mondo dell'informazione. La più detestabile delle istituzioni elitarie e snob di Italia commissiona racconti per promuovere una sua iniziativa in allegato a Panorama. Uno di tali racconti viene richiesto al sottoscritto. Alzo il sopracciglio, ma accetto. Mentre mi si commissiona la marchetta, mi si chiedono chiarimenti intorno alla questione Battisti. Viene ipotizzata l'inclusione delle mie osservazioni in un articolo su Battisti. Il giorno dopo, mi si dice, resta di quella possibilità soltanto un residuo: si citerà l'indirizzo on line di Carmilla, per firmare l'appello. Il racconto esce sul medesimo numero di Panorama in cui viene praticato l'esecrabile killeraggio mediatico sullo scrittore recluso alla Santé. Inutili i tentativi di entrare in contatto con il magazine. Per quel pochissimo che può contare: non mi giunga mai più, ma proprio mai più, una telefonata che mette in connessione la redazione di Panorama al mio cellulare. Questo organo non è più di stampa: è un organo e basta. E gli intellettuali che vi collaborano non verranno nemmeno trattati da intellettuali organici (a Quella Cosa Lì), bensì come autentici organi: li prenderò a psichici calci letterari in quell'organo lì.




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Mercoledì 3 Marzo 2004

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