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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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Parazzoli: 'MM Rossa'

di Marco Belpoliti
[da L'Espresso]

parazzolimm.jpgparazzoli.jpgMilano non sembra piacere molto ai narratori contemporanei che la rappresentano immersa in una luce plumbea. La “capitale morale” sembra aver perso nei loro racconti il fascino di città laboriosa ed efficiente, seppur nevrotica e a tratti cinica, per lasciare il posto all’immagine di una metropoli sporca, stanca, moralmente depressa. Nei brillanti romanzi noir di Giuseppe Genna Milano confina con Hong Kong e con la periferia di New York, piuttosto che con Varese e Como. Ferruccio Parazzoli ne traccia invece un profilo più provinciale in MM Rossa, opera narrativa dagli evidenti tratti autobiografici. Il protagonista, e io-narrante, racconta Milano attraverso la metropolitana. Egli si affaccia dall’ottavo piano del proprio appartamento sul nodo viario di Piazzale Loreto.

Al posto dello slargo, dove nel 1945 penzolavano i corpi tumefatti di Mussolini e Claretta Petacci, oggi c’è “un polipo gigante a otto tentacoli”: sono i viali che si diramano verso le differenti zone di Milano. Sotto, dentro la terra, c’è invece l’incrocio delle due principali linee metropolitane: un dedalo di sottopassaggi, cunicoli di collegamento, scale mobili, negozi. Parazzoli fa della metropolitana milanese il simbolo stesso della città, simbolo ambivalente, perché, se da un lato senza la MM rossa Milano “sembra un corpo senza gambe”, dall’altro essa è anche il ricettacolo di tutto ciò che la città respinge, rimuove, non vuol vedere: barboni, immigrati di colore, dropout. La prosa di Parazzoli, scrittore moralista, è intrisa di antichi umori e forti malinconie, e di un sottile senso di fallimento che si coagula nella descrizione del suo reiterato viaggio lungo la linea rossa per raggiungere il padre ricoverato presso il Pio Albergo Trivulzio. Lo scrittore racconta la propria città attraverso piccoli dettagli, microepisodi. Milano sembra sempre sul punto di collassare, di implodere in se stessa, e con lei il narratore che l’attraversa in lungo e in largo anche con l’ausilio della memoria. Più che una città di vie e strade, palazzi, negozi e vetrine, in MM Rossa [recensito su i Miserabili anche qui] Milano sembra una città di angoli e incroci, di spazi angusti e luoghi bui (androni, scale d’accesso, ammezzati), una città sonora, ma di rumori sordi; una città tattile, ma di buchi e spigoli. Il libro di Parazzoli segue una doppia ispirazione, cattolica e illuminista, la stessa che animava nel passato Milano. Così è anche un veemente e bel libro di saggi e racconti di Alessandro Zaccuri: Milano, città di nessuno (L’àncora).

Ferruccio Parazzoli, MM Rossa, Oscar Mondadori, pp. 92, € 6,80




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Lunedì 26 Gennaio 2004

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