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I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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Wu Ming 1: Un grappolo di affermazioni apodittiche a proposito di 'Antracite'

di Wu Ming 1
[Wu Ming non ha bisogno di presentazioni: ha bisogno di essere letto da chi ancora non l'ha fatto. Il pezzo di Wu Ming 1 su Antracite anche: leggetelo]

wm1.jpgevangelistiparty.jpg1.
I tre libri del ciclo del Metallo Urlante possono essere letti in due diversi ordini, l'importante è che Antracite venga letto per terzo.
I primi due (Metallo Urlante e Black Flag) sono l'anticamera del terzo, servono a presentare Pantera e la gigantesca allegoria del metallo autocosciente (e urlante), che è poi il capitalismo, e la sua interiorizzazione da parte degli umani.
L'intero ciclo è una "indagine sulla disumanizzazione, la commistione tra carne e metallo, la pulsione di morte che porta il capitale a porsi come nemico assoluto di tutto ciò che è vivente. Lo stesso Freud descrisse la pulsione di morte come - citiamo a memoria - 'nostalgia del mondo inorganico' " (da Nandropausa #2, giugno 2002).

Il capitalismo (l'avanzare del metallo) è il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente, spinto da un coacervo di forze oscure, primordiali, dal principio dell'homo homini lupus (i licantropi di Black Flag).
L'unico in grado di sentire la tendenza è Pantera. Pantera, grazie alla sua religione di origine yoruba (e al fatto di trovarsi al posto "sbagliato" nel momento "giusto") percepisce le forze oscure che stanno dietro il capitalismo. Vede la tendenza, è in grado di leggerla nel contesto della cosmogonia e del pantheon mayombe, tuttavia non può fermarla. I rapporti di forza sono sfavorevoli. E' possibile soltanto produrre spiazzamenti locali e temporanei, impedire che i giochi si chiudano per tutti e dappertutto, mantenere vive le resistenze.


2.
In Antracite il metallo è - letteralmente - strada ferrata, il fischio del treno è metallo urlante che celebra il proprio trionfo sul vivente. Il trionfo sul vivente comincia dalle piccole cose, dal metallo che divora le dita del ferroviere.
Con Antracite torniamo con Ogun nelle viscere della terra, dove tutto era cominciato/terminato:
"- Mai visto nulla di tanto orrendo. Vorrei solo sapere come è cominciato.
Wagner strinse gli occhi miopi. - Il problema non è 'come', ma 'quando'. " (da Metallo Urlante, 1998).
Il ciclo del Metallo Urlante - come il resto della produzione di Evangelisti - ci racconta il quando, anzi, i quando. Il come è in qualche modo ineffabile. Persino un palero rayado della regla de palo monte ha difficoltà a descriverlo, se non con una serie di rimandi reciproci dalla lotta di classe alla magia nera afro-cubana.


3.
Antracite è al contempo:
3b- una riscrittura (l'ennesima, e non ci stanchiamo mai) di Red Harvest di Hammett (e quindi di Yojimbo di Kurosawa, di Per un pugno di dollari di Leone, di Last Man Standing di Walter Hill etc.).
3c- un "western sindacale" (non a caso concepito e scritto nell'ultimo biennio di ripresa delle lotte dei lavoratori e di vertiginoso aumento delle ore di sciopero).
3d- un case study sull'ideologia profonda dell'America e sull'ossessione per il comunismo nella vita pubblica americana.
3e- un libro gemello dell'ultimo di Camilleri, La presa di Macallè, che indaga l'ideologia profonda del Belpaese, l'ossessione per il comunismo nella vita pubblica italiana e le vicissitudini di un bambino che si fa metallo, vivendo in simbiosi con la lama del proprio moschetto da balilla (peraltro, è un libro fortemente reichiano, e per questo potrebbe piacere a Evangelisti).




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Martedì 28 Ottobre 2003

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